MotoGP, I dubbi di Marc Marquez sul motomondiale 2021: forzare o attendere

Il fuoriclasse di Cervera ha detto che tornerà solo al 100%, ciò equivale a dire che salterà i primi Gran Premi della stagione, test compresi. Ma vorrà veramente aspettare?

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L’evento segnante dell’ultima stagione in MotoGP è stato, senza dubbio, l’assenza del suo più grande protagonista, Marc Márquez. Il forfait del numero 1 in casa Repsol Honda ha lasciato la porta aperta per l’ingresso di un manipolo di giovani che si sono dati battaglia nel corso di tutto il campionato. Ben nove sono stati, infatti, i piloti che hanno vinto almeno un singolo Gran Premio nel 2020, eguagliando così il record del 2012, cinque dei quali esordienti nella categoria e quasi tutti di età inferiore ai 25 anni.

A vincere alla fine è stato Joan Mir con la Suzuki. Il pilota 23enne al suo secondo anno in MotoGP, rispetto ai suoi avversari, è stato il più costante di tutta la comitiva, avendo sì conquistato soltanto una sola volta la vittoria - al GP d’Europa, terz’ultimo appuntamento della stagione - ma essendo salito sul podio ben sette volte. Il maiorchino ha dimostrato senza dubbio di essere stato il migliore per tattica, tenacia, opportunismo e (ovviamente) per velocità. Anche la sua moto, la Suzuki, portata da Álex Rins al terzo posto della classifica generale, non è stata da meno tenendo anche conto che la casa di Hamamatsu è rientrata nella MotoGP nel 2015) e, grazie ad uno sviluppo costante dei suoi tecnici, è riuscita a fornire a Mir una delle moto più a punto della stagione. Mir, che ha vinto il primo titolo nella classe regina alla sua 85esima gara in tutte le categorie (Márquez lo ha fatto dopo la corsa numero 96), resterà anche per la prossima stagione il grande favorito, con o senza Márquez in gara.

La Honda appesa alle decisioni sul futuro di Márquez

Tutto dipenderà da cosa accadrà di qui a breve quando il pilota di Cervera dovrà sciogliere le riserve su una eventuale quarta operazione al braccio destro, il cui infortunio avvenuto ad inizio stagione a Jerez lo ha tenuto fuori gioco per tutto il campionato. A inizio dicembre Márquez si è sottoposto all’Hospital Ruber Internacional di Madrid alla terza operazione (durata otto ore) per una pseudoartrosi all’omero destro. La Honda non si è ancora espressa sui tempi di recupero del suo pilota ma, secondo quanto riportato potrebbero essere necessari almeno 6 mesi prima del completo reintegro del pilota.

L’otto volte iridato in tutte le categorie ha adesso davanti due opzioni: forzare la riabilitazione ed essere in pista sul circuito di Losail per il primo Gran Premio della stagione 2021, oppure non rischiare, aspettare ancora qualche mese ed entrare in corsa pienamente recuperato a stagione ormai cominciata, sfruttando la lunghezza del calendario, tornato a 20 gare il prossimo ann). Un talento unico come Márquez, nella piena condizione fisica, sarebbe in grado facilmente di competere per il titolo anche senza correre per due o tre gare di fila, così come suggerito dai più esperti analisti delle scommesse MotoGP.

Ci sarebbe, come detto, anche lo scenario del quarto intervento, eventualità quest’ultima che scriverebbe la parola fine su ogni possibile ipotesi di rientro in pista nel 2021 per il pilota. Dalla Spagna è rimbalzata negli ultimi giorni la voce secondo cui il campione di Cervera sarebbe stato consigliato il trasferimento negli Stati Uniti dove, Márquez dovrebbe sottoporsi a cure. Lo stesso dottor Costa aveva consigliato la camera iperbarica. Ad ogni buon conto, sembra che della questione sia tornata ad occuparsi direttamente la HRC,  che interverrà tutte le decisioni che riguarderanno lo sfortunato pilota spagnolo.

Il primo test della nuova stagione in MotoGP è previsto per il 19 febbraio, poco più di cinque settimane prima della corsa d’esordio prevista il 28 marzo con il Gran Premio del Qatar sul circuito di Losail.

I guai per Márquez sono cominciati a Jerez quando il pilota era impegnato in una entusiasmante rimonta su Maverick Viñales, prima di essere disarcionato dalla sua moto. Quell’incidente è stato fatale per il pilota di Cervera che, da allora, non si è più ripreso. Tre sono state le operazioni sinora subite, con le ossa del suo braccio destro che non hanno mai risposto positivamente alle terapie che i medici gli hanno somministrato in fase di riabilitazione.

L’Italia spera in Morbidelli

Assente il mattatore, nel corso della stagione 2020 si è messo in mostra dapprima Fabio Quartararo e poi anche l’italiano Franco Morbidelli che per il team Petronas fino all’ultima corsa ha conteso il titolo a Mir. Morbidelli è stato tra i più veloci della MotoGP, con tre vittorie, a San Marino, ad Aragon e a Valencia, nonostante guidasse una moto del 2019. Il prossimo anno, il pilota romano avrà come compagno di scuderia Valentino Rossi, “retrocesso” dal team ufficiale Yamaha dopo 15 anni. Rossi è amico e mentore di Morbidelli, essendo quest’ultimo formatosi e cresciuto presso la VR46 Riders Academy.

Rossi, che nel 2021 avrà 42 anni, farà parte della seconda scuderia Yamaha, la Petronas, dopo che la casa dei tre diapason ha deciso di promuovere il francese Fabio Quartararo (tre vittorie nel 2020) nel team principale.

Sullo sfondo, resterà da capire cosa faràAndrea Dovizioso che, per adesso, ha deciso che per il prossimo campionato si prenderà un anno sabbatico, dopo la delusione del quarto posto nel 2020. L’ipotesi di una stagione a gettoni sulla sella dell’Honda al posto di Marc Márquez è ancora valida ma, più concretamente, se non dovessero arrivare offerte di fascia alta nel 2021 e nel 2022, quello del Dovi più che un anno di pausa sarà un vero e proprio addio alle corse.

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