Locatelli: "Passare in SBK è meno difficile del debutto in Moto2"

"L'obiettivo della mia stagione è salire con continuità sul podio. Redding è pronto per lottare per il titolo, ma faccio il tifo per Razgatlioglu”

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Sta finendo un anno praticamente perfetto per Andrea Locatelli, che in questo 2020 ha esordito nel mondo delle derivate di serie nel campionato Supersport, vincendo il titolo, battendo tutti i record della categoria e guadagnandosi la promozione in SBK nel team ufficiale Yamaha al fianco di Toprak Razgatlioglu. Passare dal motomondiale alla Superbike di certo è stato un gran salto, gestito al meglio come hanno dimostrato i risultati, come è sarà il passaggio dalla SSP alla SBK? 

Ai test di Jerez mi sono trovato molto bene – ci ha detto Andrea - devo accumulare ancora dell’esperienza perché sto andando incontro ad un mondo nuovo. In Supersport ho utilizzato molta dell’esperienza maturata nel motomondiale in Moto2, ora cambierà tutto”. 

Ti aspetti un salto simile a quello tra Moto3 e Moto2?

“Si, anche se il gap che ho notato tra la R6 e la R1 è inferiore a quello che avevo notato tra Moto3 e Moto2. La difficoltà è aumentata del 20% circa, anche perché il peso della moto è quello, il 1000 accelera molto ma grazie all’elettronica non si nota un grande sbalzo. Ho provato nuove sensazioni sulla R1, soprattutto per quanto riguarda la velocità in rettilineo, è un'emozione guidarla ma mi sono sentito a mio agio fin da subito. Come dicevo prima c’è ancora molto da fare, devo cambiare un po’ il mio stile di guida perché la R6 la si sfrutta in percorrenza mentre la R1 va raddrizzata prima per poter sfruttare al massimo tutta la potenza disponibile”. 

Quali sono state le tappe di questa promozione? Ad un certo punto della stagione hai temuto di non riuscire ad andare nel team ufficiale dopo i bei risultati di Gerloff?

“Tutto era possibile e fino all’ultimo non sapevo dove sarei andato. Io per primo mi sono sbilanciato subito, quando ho saputo che van der Mark sarebbe andato via ho iniziato a sognare quel posto, poi credo di essermelo meritato per quanto fatto vedere in Supersport. Ho spinto per andare nella squadra ufficiale ma senza nulla togliere al team GRT, Gerloff ha fatto bene in quella squadra e poteva rimanere lì. Io non ho saputo niente fino a Magny Cours, la domenica della gara mi sono dovuto ritirare e pensavo che Yamaha avesse bisogno di altro tempo per decidere, ma alla sera Dosoli è venuto nel box e insieme al Presidente e a Paul Denning mi hanno comunicato che sarei diventato un pilota ufficiale. È stato strano perché ero giù di morale per la gara e avevo anche pensato che quel risultato potesse far saltare tutto, poi il mio morale è cambiato”. 

"Toprak ha sofferto il caldo ma sarà davanti nel 2021"

Perché credi che ti abbiano scelto?

“Io devo ringraziarli perché hanno creduto in me lo scorso anno dopo la Moto2. Penso che questo passaggio in SBK nel team ufficiale sia un riconoscimento del bel lavoro fatto in Supersport, sono un giovane che sta migliorando, mi hanno voluto a bordo nel progetto, saremo il team più giovane del campionato insieme a Razgatlioglu”. 

Toprak è un pilota della tua età (siete nati addirittura lo stesso giorno) ma ha più esperienza in SBK. Credi che sia pronto per vincere il titolo?

“Lui ha un gran talento ma nel 2020 si è trovato in difficoltà in alcune situazioni, soprattutto per via del caldo. Il 2021 sarà un campionato più normale e tra luglio ed agosto ci sarà la pausa che ci farà evitare le alte temperature, quindi io credo che sarà davanti a lottare. Non so se vincerà, io me lo auguro anche perché sarebbe bello vedere un giovane vincere e portare avanti un ricambio generazionale”

E i tuoi obiettivi per la prima stagione nella categoria quali sono?

“Non mi sono mai sbilanciato sugli obiettivi, ma il fatto di aver vinto il campionato del mondo mi ha dato della consapevolezza. Quello che voglio provare a fare è raggiungere diversi podi, anche se all’inizio sarà difficile. Sarebbe bello concludere nei primi cinque del campionato, non so se sarà fattibile ma aspiro a questo”. 

"San Juan mi sembra una bella pista, ci divertiremo"

E sugli avversari? Credi che sarà un campionato divertente?

“Assolutamente si, Redding credo che sia pronto per vincere, di Rea non c'è neanche bisogno di parlarne. Poi c’è anche Rinaldi, è cresciuto molto nell’ultimo anno e credo che nel team ufficiale possa migliorare ancora di più. Van der Mark potrebbe andare molto forte ma bisogna vedere come si adatterà al cambio della moto e quanto la nuova BMW sarà competitiva. Lowes con la Kawasaki ed un anno in più d’esperienza potrà di certo fare meglio del 2020 e poi c’è anche Davies, che ha trovato una sella e ci regalerà un bel campionato”.

 Dovrebbe tornare dopo un anno di assenza il tracciato di San Juan in Argentina, una novità per te come anche quello di Lombok in Indonesia che però sarà nuovo per tutti. Cosa ne pensi?

“San Juan mi sembra un bel tracciato, visto dalla televisione. Qualche anno fa non ne parlarono bene perché ebbero grossi problemi con l’asfalto, ma credo che ci si possa divertire”. 

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