MotoGP, Morbidelli e i suoi fratelli: chi sono gli eredi di Rossi e Dovizioso

In MotoGP tira aria di cambiamento grazie a Franco e Bagnaia, in Moto2 Bezzecchi e Di Giannantonio per difendere il feudo azzurro ma in Moto3 non ci saranno esordienti

Share


Italiani, popolo di santi, poeti, navigatori e… motociclisti. Anzi piloti. Non è un modo di dire perché i primi allori azzurri arrivarono già al primo anno della nascita del motomondiale, nel 1949, grazie a Nello Pagani in 125 e Bruno Ruffo in 250, una storia che arriva fino a Enea Bastianini, il suo è l’89° titolo piloti per l’Italia che, naturalmente, è la nazione più vittoriosa.

Questo non significa che siano state sempre rose e fiori, perché anche i talenti azzurri hanno avuto periodi (anche recenti) di appannamento, ma ora sembra arrivata l’ora di una nuova primavera.

Il 2020, con il senno di poi, poteva finire meglio per i nostri colori, ma non ci si può certo lamentare. Gli italiani sono stati in lotta per il titolo in tutte e tre le classi, è arrivato solo quello di Bastianini, ma tutti i vicecampioni sono azzurri.

Morbidelli e Bagnaia guidano la carica in MotoGP

La MotoGP è la classe più prestigiosa, si sa, ma anche quella in cui il titolo manca da più anni. Siamo fermi dal 2009, quando Valentino Rossi conquistò l’ultimo campionato. Il Dottore ci andò vicino nel 2015, poi il testimone passò ad Andrea Dovizioso, ma senza successo.

Nel 2021, il vento potrebbe cambiare. Anche se il Dovi sarà in panchina, i suoi successori non mancano, a partire dal già citato Morbidelli. Franco quest’anno ha dimostrato di essere non solo veloce ma anche costante e la targhetta di ousider non è più cucita sulla sua tuta. Nonostante sia in una squadra satellite (ma il recente passato ha fatto vedere che non è più un handicap) e i dubbi di una moto meno aggiornata, l’italo-brasiliano è l’uomo su cui puntare, ma non il solo.

C’è anche Pecco Bagnaia, che si è conquistato sul campo gli onori e gli oneri della casacca nel team ufficiale Ducati. Il piemontese è stato a tratti veloce, anzi molto veloce, e il 2021 dovrà essere la stagione della sua consacrazione perché avrà tutto quello che gli serve per puntare in alto e cercare di portare a termine l’impresa di portare la Ducati sul tetto del mondo.

Anche il futuro però sembra roseo, considerando che due dei tre debuttanti nella classe regina sono italiani. Bastianini e Marini saranno compagni di squadra nel team Avintia, con la voglia di crescere in fretta e buttarsi nella mischia.

Se a questa lista aggiungiamo Petrucci sulla KTM, Savadori sull’Aprilia e l’immarcescibile Rossi in Yamaha, lo squadrone per sfidare gli spagnoli è fatto e pronto. E fa ben sperare.

Moto2: Bezzecchi e Di Giannantonio per la difesa del feudo tricolore

La Moto2 è stata negli ultimi anni territorio di conquista per gli italiani, con 3 titoli in 4 anni grazie a Morbidelli, Bagnaia e Bastianini, in ordine di apparizione. L’onda potrebbe continuare perché i polsi pesanti non mancheranno. Prima di tutto c’è quello di Bezzecchi, che si è fatto notare già quest’anno. Un altro nome da tenere d’occhio sarà quello di Fabio Di Giannantonio, che deve solo frenare l’irruenza per concretizzare la sua velocità.

Questi due sono i nostri favoriti, ma le sorprese potrebbero non mancare. A partire da Niccolò Bulega, da anni in cerca di costanza e tranquillità, perché il talento non gli manca. Anche Lorenzo Baldassarri in passato ha dimostrato di essere un vincente e ora dovrà riuscirci con la MV Agusta, abbandonata da Stefano Manzi, altro pilota promettente, che potrà dimostrare di che pasta è fatto sulla Kalex. Non ci dimentichiamo nemmeno Lorenzo Dalla Porta, che all’esordio in Moto2 ha faticato più di quanto si sarebbe aspettato, ma stiamo comunque parlando di un campione del mondo e un periodo, anche lungo, di adattamento si può tranquillamente accordarglielo.

Anche nella classe intermedia i debuttanti sono da tenere d’occhio, perché si chiamano Arbolino e Vietti. Il loro finale di stagione in Moto3 è stato opposto: in crescendo per Tony e in calando per Celestino. Entrambi hanno però i numeri per dire la loro anche in Moto2.

Il piatto piange in Moto3: nessun debuttante italiano nel 2021

Il tasto dolente, semmai è la Moto3, in cui non ci saranno debuttati italiani. È un lieve campanello di allarme da non ignorare, sperando che si tratti solo di un inciampo momentaneo.

Resta il fatto che la classe cadetta è, per così dire, quella con l’età media più alta per gli italiani. Antonelli, Fenati e Migno sono ormai veterani della categoria e devono finalmente dimostrare di sapere mettere a frutto tutta questa esperienza e puntare al titolo, ogni altro risultato sarebbe un fallimento per loro.

Lo stesso si può dire anche per Dennis Foggia, che ha chiuso l’anno con un podio straordinario dopo due Long Lap Penalty, segno che usando un po’ di più la testa il pilota di Leopard ha tutto quello che serve per puntare in alto.

Da tenere d’occhio sono anche Stefano Nepa e Riccardo Rossi, saranno compagni di squadra e dovranno dimostrare di non essere nel Mondiale per caso.

Share

Articoli che potrebbero interessarti