Moto2, Bulega: "Ho fatto i complimenti a Mir, nel Cev l'avevo anche battuto"

"E' andato molto bene, peccato mancasse Marquez. La Moto2? è bella e quelli forti sono veloci anche in MotoGP. Sono deluso, speravo in una stagione migliore. Rossi? Ci sentiamo meno, ma è normale, i nostri rapporti sono buoni"

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“Oh, ciao, sto giocando alla Play, Call of Duty: Warzone, non so se lo conosci, giusto quando mi cascano gli occhi per terra cambio e mi guardo un film, una serie, ma altrimenti sto fisso lì, tra poco ho un’altra sessione, stamattina ne ho fatta una contro Bagnaia, moltissimi piloti giocano a Call of Duty, Migno, Suzuki, Celestino...”.

E dunque per catturare l’attenzione di Nicolò Bulega parliamo di moto. E’ tornato a casa dopo l’operazione all’ospedale di Bologna, ne avrà per tre settimane, poi un periodo di riabilitazione prima di tornare al mestiere della velocità.

A febbraio riprenderò e per la prima gara sarò ok, sicuro”. Il pensiero è già fisso: riscattare il 20° posto di questa stagione in Moto2. Bulega è uno di quei ragazzi pieni di gioia. Anche se qualche volta le moto gli hanno regalato dolore. Fisico e mentale: la cognizione del dolore ha tante forme.

“Gli infortuni hanno pesato abbastanza. Ma la cosa che più mi fa male è che quasi sempre non è stata colpa mia. Con i miei infortuni più grossi è stato così. A Le Mans, 2017, sei vertebre rotte con l’olio sulla pista e la moto di Bastianini nella schiena. A fine 2017 la moto di Antonelli sul piede. Adesso la spalla per la caduta di Di Giannantonio. Sono un po’ incazzato. Sì, ogni tanto mi capita di piangere. Poco, ma non perché voglio fare il duro. E’ che sono abbastanza analitico, le cose le guardo subito e quando vedo che non è colpa mia non me la sto a prendere più di tanto. Invece quando la colpa è mia sono anche fin troppo critico”.


Cominciamo da qui. Che stagione è stata?

“Sono deluso. Speravo di poter fare una stagione un po’ più decorosa. Purtroppo per una serie di motivi non ce l’abbiamo fatta. Siamo stati abbastanza sfortunati. E ho avuto il telemetrista al primo anno di gare, uno con poca esperienza. Abbiamo fatto fatica anche per questo. Ma per il prossimo anno dovremmo essere a posto, avrò una squadra di alto livello, e non vedo l’ora di iniziare. Anche se adesso l’unico pensiero e rimettermi a posto”.

Screzi del paddock per via della telemetria?

“No, scene di quel tipo no. Era il primo anno che faceva le gare, non aveva esperienza e sia a me che al capotecnico non riusciva a dare informazioni di un certo tipo. Oltre che consigli al pilota sulla guida, il telemetrista può darne anche al capotecnico. Nell’ultima gara, a Portimao, l’abbiamo cambiato. Un ragazzo con cui mi sono trovato molto bene. L’ho detto anche a Gresini, è uno con molta voglia, che ha futuro. Ho detto a Fausto di tenerselo”. 

Le piace questo aspetto dei dati?

“Mi ci sono dovuto adattare. Per come sono fatto io è stata un po’ fatica, soprattutto all’inizio. A me piace più parlare con il capotecnico, spiegare le mie sensazioni, risolvere. Ma guardare la telemetria mi rompe le palle. Devi stare lì ore e ore. In realtà è utilissima, sono cose che alla fine del week-end fanno la differenza”. 

Cosa hai capito di te stesso in questi anni, che ragazzo sei diventato? 

“E’ stato sicuramente difficile per me fino a ora, ho avuto tanti alti e bassi, momenti in cui ho pensato tante cose. Cose che sicuramente mi hanno aiutato a maturare. Per il momento sto cercando di impegnarmi al massimo, anzi più del massimo per ottenere quei risultati che non sono riuscito a ottenere, risultati che avrei voluto. Devo cercare di riuscirci”.



Nella tua testa ha pesato l’essere considerato l’astro nascente, il nuovo Valentino Rossi?

“E’ vero che lo hanno detto sempre in molti, io però ho sempre cercato di restare con i piedi per terra. A 16 anni ero più piccolo di adesso, ero meno maturo, di testa, non è facile per uno di 16 anni mentre tutti ti dicono che sei il nuovo Vale, non è facile. Ho cercato di non dare peso a questa cosa. E penso sia stato più un errore della gente che mi gira intorno, non ho mai chiesto a nessuno di paragonarmi a Vale, di essere al centro dell’attenzione, non ho mai chiesto di pomparmi”.

Bulega: "Con Valentino Rossi siamo rimasti in buoni rapporti ma non ci sentiamo spesso"

Valentino lo senti ancora?

“Non ci sentiamo molto, ma siamo rimasti in buoni rapporti e quando lo vedo ci salutiamo tranquillamente”.

E’ ancora il tuo mentore?

“Vale è sicuramente un grande punto di riferimento. Sono contento di essere stato all’Academy, ho imparato tante cose. E di ricordi con Vale ne ho molti, sono rimasto lì molto tempo lì, ho ricordi belli. Ci sentiamo meno perché quando finisce un rapporto di lavoro anche il resto si attenua un po’, è normale”.

Sei un pilota diverso rispetto a qualche anno fa?

“No, sono sempre lo stesso. Sono migliorato nel gestire un po’ di più la pressione, prima ne soffrivo. Nelle ultime gare questo aspetto mi è servito molto. Andavo meglio, e la moto mi piaceva di più. Ho sempre la stessa determinazione. Mi dispiace non essere riuscito a fare i risultati che speravo. Ma ci sarà il momento del riscatto, quel momento ci sarà anche per me”.

Hai mai pensato di smettere, buttare tutto all’aria?

“No, mai. Quello che faccio mi piace moltissimo. Mi reputo molto fortunato. Lo dico sinceramente, è vero. Vedo amici che si lamentano spesso per quello che fanno. A me invece piace proprio, e quella è anche una doppia fortuna”. 

Perdere insegna o è solo retorica? 

“Perdere è brutto e basta. Ma ti fortifica molto. Mi sento maturato perché non essere riuscito a ottenere i risultati che volevo mi ha aiutato a farlo. E se un giorno riuscirò a ritrovare la quadra, penso che sarò molto più forte di prima. Sto solo aspettando quel momento”.



A che punto siamo?

“Alla fine di quest’anno ci stavo capendo qualcosa. Il momento buono arriverà presto. Spero che il prossimo mondiale sia molto bello per me. E sono contento di essermi operato alla spalla, avrei corso il rischio di farmela uscire nei test, mi sarei dovuto operare e avrei perso delle gare. Invece così no. Sono convinto di arrivare alla nuova stagione con la preparazione giusta, e spero di poter essere uno di quelli che andrà forte e di potermi riprendere quello che mi sono perso”.

Bulega: "La Moto2 è molto bella, e quelli forti qui vanno forte anche in MotoGP"

Che categorie è la Moto2?

“Molto molto bella. Se sei forte, ti aiuta molto, e quelli forti in Moto2 fanno bene anche in MotoGP. Il livello è alto. Poi alcuni team riescono a trovare una piccola differenza, che alla fine dell’anno diventa una differenza enorme. Per esempio a Valencia partivo quattordicesimo, a tre decimi e mezzo dal primo. E’ una categoria difficile, bisogna che tutto sia ok”.

Luca Marini che cosa non ha avuto quest’anno?

“Direi poco, è andato molto bene, ha rischiato di vincere. Non so se ha avuto qualche problema tecnico. Di sicuro uno che si gioca il mondiale fino all’ultimo è andato forte”.


E Bastianini?

“Sono contento per lui, siamo diventati anche amici, ci vediamo spesso a mangiare con le fidanzate. Ci siamo visti e frequentati spesso. Eravamo già amici prima, ma negli ultimi sei mesi lo siamo diventati ancora di più”.

I piloti giovani hanno fretta di salire in MotoGP?

“Sì, c’è fretta, ma è anche vero che poi vanno forte. Se uno dice vado in MotoGP e poi arriva ultimo è evidente che ha sbagliato. Ma se fai come Quartararo? Gli ridevano in faccia, prima che passasse in MotoGP. E guarda: ha lottato fino a tre, quattro gare dalla fine per il titolo. L’anno prima lottava con Marquez. Quindi dipende dalla situazione. Per quanto mi riguarda, però, voglio cominciare a fare bene in Moto2, ho le carte in regola per farlo”.

Bulega: "Mi sono complimentato con Mir, mi è piaciuto, ho lottato con lui nel Cev"

Mir aveva le carte in regola per vincere la MotoGP?

Gli ho scritto e gli ho fatto i complimenti. Fino a qualche anno fa ci lottavo insieme, nel Cev, e l’avevo anche battuto. E’ stato un bel mondiale, mi è piaciuto. Purtroppo non c’era Marquez, che è molto forte, lo sappiamo. Ma è stato bello, ci sono stati molti vincitori”.

Che generazione di piloti è la tua, ti sei fatto un’idea?

“Molto più seria di una volta, forse una volta si viveva più alla buona. Adesso è tutto più ravvicinato, il livello si è alzato ancora di più. Siamo un po’ più atleti, una volta ci si allenava di meno. Forse siamo un po’ più cazzoni, come si dice in Romagna, ma questo non so se lo puoi scrivere”.

Bulega: "Devo molto a mio padre, ha creduto in me e non è così scontato"

A tuo padre Davide, che è anche un ex pilota, che cosa devi?

“Gli devo molto. Se faccio il mondiale gran parte del merito è suo, ha creduto molto in me, e quando sei piccolo non è sempre scontato trovare qualcuno che crede in te. Fino a un po’ di tempo fa trovavo i suoi consigli molto utili, adesso preferisco fare più da solo. E’ vero: lui ne sa tanto, se ne intende, ha avuto un team, andava in moto, ma è anche vero che i tempi sono molto cambiati, le moto sono diverse, si lavora in maniera diversa. La base è la stessa, ma immergersi nel mondo di oggi è diverso”.

Invece con Gresini che rapporto hai?

“Fausto è stato molto bravo con me, mi ha accolto bene, mi ha fatto sentire qui da diverso tempo, e questa è una cosa che dà molta sicurezza a un pilota. Non lo conosco ancora benissimo, ma le occasioni ci saranno”.

Sei testardo o emotivo?

“Sono emotivo, molto. Ma anche molto testardo. Sono emotivo perché sento molto le emozioni, mie e quelle degli altri. Però le so controllare abbastanza bene”.

Bulega: "Sono spaventato dalle tensioni del mondo:, non stiamo facendo un bel lavoro"

C’è una cosa che ti spaventa nella vita?

“Sì. E non sono cose che dipendono da me. Per esempio mi spaventa quello che può capitare nel mondo. Leggo i giornali, guardo i TG: non stiamo facendo un bel lavoro. Inquinamento, tensioni. Tutte queste cose non ci fanno bene, dobbiamo cercare un’altra direzione”.

E il Covid?

“Ecco, anche quello mi spaventa. Sento che molti non faranno il vaccino, o così dicono. Questa pandemia ha avuto un impatto anche su quello che facciamo noi, ovviamente. Dobbiamo viaggiare di continuo, anche quest’anno è stato difficile. Devo dire che gli organizzatori sono stati bravi, hanno fatto un ottimo lavoro. Nonostante nei paddock girino un sacco di persone, i contagiati sono stati pochi”.

E tu, come l’ha vissuto?

“Cercando di stare il più attento possibile. Io l’ho visto, non è uno scherzo questo virus. Molti amici l’hanno preso, anche familiari. Se l’è preso anche la mia fidanzata. E’ più di un mese che non la vedo, se l’è preso mentre io stavo a Valencia. E’ stata male un paio di giorni, lei, la sua mamma, il suo babbo. Ora meglio, stanno aspettando l’esito del tampone”.

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