MotoGP, Vinales: "Un disastro, è stata la peggior stagione della mia carriera"

"Non abbiamo velocità in rettilineo e quando sono nel gruppo devo frenare tardi per recuperare e la gomma si scalda. Oliveira ha meritato questa vittoria"

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“Questa è stata la stagione peggiore della mia carriera, un vero disastro”. Parola di Maverick Vinales che con il 11° posto nell’ultima gara di Portimao ha chiuso il 2020, il suo 4° anno in sella alla Yamaha M1 del team ufficiale. In questa stagione Maverick ha sempre lamentato problemi di vario genere come un po’ tutti i piloti della Casa di Iwata. In Portogallo, dunque, una gara che ha rispecchiato la brutta annata della Yamaha con Rossi e Quartararo (separati da Crutchlow) dietro a Vinales, ed il solo Morbidelli a tener alta la bandiera del Costruttore con un terzo posto. 

“Oggi è stata una brutta gara ma comunque mi sono molto divertito a battagliare con Fabio – ci ha detto Maverick al termine della corsa – Mi sarebbe piaciuto avere un paio di giri in più per poter provare a passare Zarco e Marquez. Quando ho girato da solo ho prodotto dei buoni tempi mentre nel gruppo ho fatto fatica, non avendo velocità in rettilineo sono stato costretto a recuperare molto in curva scaldando l’anteriore”. 

Quindi ancora problemi nella guida di gruppo. Come si può ovviare a questa mancanza? Oltretutto la M1 non è sembrata molto stabile qui a Portimao. 

“Il problema di stabilità non è del tracciato ma della nostra moto. Ovviamente se fossi partito più avanti sarebbe stato diverso oggi, quello deve essere il nostro obiettivo, partire in pole e scappare”. 

Oggi ha fatto così Miguel Oliveira alla sua seconda vittoria dell’anno. Cosa pensi di questo successo? È stato favorito dal fatto che, essendo portoghese, ha guidato qui più volte?

“Sono molto contento per lui, è un vecchio amico e un rivale e quest’anno ha avuto l’opportunità di mostrare il potenziale con questa KTM che sta migliorando sempre di più. Qui abbiamo guidato davvero molto e le sessioni sono state abbastanza lunghe per imparare il tracciato. Credo che per Miguel non sia stato un vantaggio aver già guidato qui, quando siamo venuti con le stradali tutti abbiamo girato sugli stessi tempi. Ha meritato questa vittoria e le volte che l’ho seguito in pista ho capito che aveva un grande assetto”. 

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