MotoGP, Dovizioso: "Regalare il Costruttori alla Ducati? I piloti non ci pensano"

"Farebbe piacere, ma la realtà è che guardi a quello quando hai già perso l'obiettivo importante. Non immaginavo una fine così con la Ducati, ma ottoanni  fa nessuno avrebbe creduto a tutto quello che abbiamo vinto assieme"

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Per Andrea Dovizioso il weekend di gara a Portimao rappresenta un punto di svolta. Da un lato c'è la fine della grande avventura con la Ducati, iniziata nel 2013 e che lo ha portato a sfidare ad armi pari Marc Marquez in almeno tre stagioni. Dall'altro c'è il rischio che questo possa essere anche il saluto definitivo alla MotoGP, almeno nel ruolo di pilota in attività. Nel mezzo c'è un tracciato che almeno all'inizio è risultati parecchio indigesto alla sua GP20. 

Dovizioso però, come sempre, si è concentrato sui fatti senza lasciarsi trasportare dalle emozioni e restando concentrato sull'unico aspetto che ritiene davvero importante, ovvero il duro lavoro nei box necessario per migliorare l'assetto della moto ed essere competitivi. Un mantra che lo accompagna da sempre, esaltando in tutte le circostanze la sua estrema razionalità. 

"Cosa ho pensato alla fine del primo giro? Meglio che non te lo dica - ha scherzato Dovizioso -  oggi all’inizio avevo sensazioni pessime. Fino a 3/4 di turno era un disastro, non riuscivo a fare niente e siamo andati in una direzione di assetto molto diversa rispetto a quello a cui siamo abituati noi. E’ stato un grande passo in avanti almeno. Abbiamo cambiato molto l’assetto, perché la pista è davvero inusuale e strana. Non avevo buone sensazioni ed è anche difficile lavorare bene sulle gomme, perché nessuna soluzione lavora davvero bene. Se vuoi lavorare anche per migliorare le traiettorie, è meglio usare le dure perché ti permettono di andare forte anche per due o tre run. Con le altre gomme, al secondo run vedi già un calo evidente. Portimao ha tanti saliscendi, sono situazioni davvero strane per noi, non ci siamo abituati. Alla fine non avevo nessuna confidenza particolare, ma almeno il tempo sul giro non era male. Di certo dobbiamo migliorare perché tutti lo faranno domani, ma alla fine non è andata troppo male". 

Ma prima di scendere in pista invece cosa ti è passato per la testa stamattina?

"Prima delle libere ho sentito qualche sensazione strana, ma alla fine mi sentivo anche bene. Volevo semplicemente fare il massimo risultato possibile per la Ducati. Poi quando sono entrato in pista, ho subito trovato la concentrazione perché è quello che serve per lottare, è quello che serve davvero. Solo che la vera lotta l’ho fatta con la moto ad inizio turno, quindi dopo mi sono concentrato sul trovare soluzioni". 

C'è ancora il titolo Costruttori in ballo. Sarebbe un bel regalo da fare alla Ducati prima di salutarvi. 

"Farebbe piacere regalare il Costruttori alla Ducati, è sempre un titolo. Ma parliamoci chiaramente, i piloti non guardano mai alla classifica Costruttori. Questa è la realtà, poi quando non hai altri obiettivi guardi anche quello". 

Te l'aspettavi una fine del genere con Ducati. Sono stati otto anni intensi. 

"La gente si dimentica velocemente del passato. Sinceramente penso che nessuno si sarebbe aspettato che io potessi fare così bene con la Ducati in 8 anni assieme, forse anche io non me lo aspettavo per quanto ero lontano all’inizio. Penso sia andata meglio del previsto. Onestamente da come è andata quest'anno, speravo che finisse meglio. Ma questo è il Motorsport". 

Parliamo del presente e di Portimao. Ti ha sorpreso con la MotoGP?

"Portimao con la MotoGP è ancora più particolare. Come sempre quando vai con una MotoGP su una pista, è completamente diverso da qualsiasi altra moto ed è stato oggi così anche per noi qui. Come sempre quando vai in pista con una MotoGP tutto diventa piccolo. La pista è affascinante per gli spettatori secondo me, mentre da guidare per il mio stile non è fantastica. Semplicemente perché devi usare marce cortissime, la pista è lenta e devi fare sempre molto angolo. Si usa poco il gas, si impenna sempre. Si lavora tanto con la moto e si guida in un modo anomalo per come siamo abituati noi con la MotoGP. Molto affascinante, però io oggi sinceramente ho solo combattuto con la moto". 

Ti aspettavi meglio o peggio dalla prima uscita con la Ducati MotoGP qui?

"Sulla carta mi aspettavo peggio, ma onestamente speravo anche di andare meglio. Per le sensazioni post Valencia e per cercare di fare bene l’ultima gara, speravo di trovare una pista un po’ diversa e con caratteristiche migliori per noi. Però alla fine non stiamo andando male ed essendo una pista nuova per tutti, ci sarà un grosso miglioramento per tutti. Quindi vediamo domani come siamo messi". 

A Valencia hai avuto un problema dopo un atterraggio da una impennata. Qui capita spesso nei continui scollinamenti. Potrebbe essere un problema in gara?

"Il problema avuto a Valencia dopo l’impennata non capita qui sugli scollini, non succede spesso. In realtà lì è stata un’anomalia e non credo che succederà qui. Sono problemi che si creano quando acceleri per molto tempo con la ruota davanti sollevata e magari storta. Quando atterri in questa situazione può crearsi un problema alla forcella. Qui quando vai giù in una discesa non sei mai con lo sterzo così storto e non prende una botta da quell’angolo. Non è una situazione peggiore di Valencia".  

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