MotoGP, Dovizioso: "Con Ducati non ho vinto il Mondiale, ma non sono un perdente"

"In questi anni sono cresciuto e con la Ducati siamo riusciti a superare le difficoltà, arrivando a giocarci il Mondiale con Marquez e la Honda"

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Saluta Cal Crutchlow e al tempo stesso anche Andrea Dovizioso. Portimao sarà infatti l’ultimo ballo in rosso del forlivese, che vede il proprio percorso in Ducati giungere al capolinea. In molti si aspettavano di rivederlo nuovamente in azione nel 2021, invece Andrea si prenderà questo anno sabbatico, godendosi la famiglia e al tempo stesso il cross, una delle sue grandi passioni.

Prima però c’è la tappa di Portimao, appuntamento conclusivo della stagione 2020 del Motomondiale.

“Vorrei chiudere questa avventura con la Ducati con un bel risultato – ha esordito Andrea – il Mondiale è andato, però possiamo puntare a qualcosa di importante, come ad esempio il secondo e terzo gradino del podio, anche se in classifica Morbidelli è un po’ lontano”.

Per Dovi è anche giunto il tempo di fare bilanci.

“In questi anni ci sono stati tanti momenti belli, soprattutto la vittoria del 2019 in Austria, giunta dopo un momento complicato. Siamo arrivati a quel GP dovendo rincorrere Marquez, ma siamo riusciti a vincere all’ultima curva. Rimarrà una grandissima emozione”.

Al tempo stesso ci si chiede se ci sono rimpianti.

È impossibile fare tutto alla perfezione. Detto sinceramente non saprei, dato che sono tanti anni che corro. Considero però importante quanto fatto nella mia carriera per la Ducati, dato che abbiamo vinto diverse gare, giocandoci anche i Mondiale. Purtroppo non ho vinto il titolo, ma dentro di me non mi considero un perdente o uno sconfitto, perché ci siamo confrontati con Marquez e la Honda, arrivando a contendergli il Campionato dopo tanti anni di difficoltà. Credo che questo sia un aspetto importante. Dispiace ovviamente non essere diventato Campione del Mondo, ma penso di essere cresciuto molto come pilota persona in questi anni, tutto ciò mi rende entusiasta”.

Non manca infine un accenno a Danilo Petrucci, pronto ad accasarsi in KTM.

“Lui è un ragazzo speciale, il nostro rapporto è migliorato di anno in anno e questo conferma anche certi risultati ottenuti in pista. Il suo metodo di lavorare si allinea al mio e tutto ciò ha contribuito a lavorare al meglio sulla moto”.

In casa Ducati toccherà alla coppia Bagnaia-Miller raccogliere l’eredità dei due piloti. Proprio Jack è intervenuto in conferenza con una battuta, dedicata per l’occasione all’amico Crutchlow: “Non posso fare altro che ringraziarlo per tutto ciò che ha fatto, dato che lo considero uno dei più grandi piloti e lavoratori – ha commentato - molti dubitavano di lui, ma Cal ha dimostrato con i risultati che si stessero sbagliando. Di sicuro mancherà molto a questo paddock”.

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