MotoGP, Mir: "Il titolo? Giocare in difesa non mi piace, andrò all'attacco"

"Partire 12° non è la fine del mondo, ho un buon passo. Salire sul podio è un obiettivo realistico, penserò eventualmente al campionato dopo qualche giro"

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La rincorsa al titolo di Joan Mir domani a Valencia partirà dalla 12ª casella in partenza. Non il migliore posto, ma per lo spagnolo della Suzuki le qualifiche non sono andate nel migliore dei modi. A rendere la situazione meno complicata di quello che si potrebbe temere c’è il fatto che i suoi diretti avversari in classifica hanno avuto problemi simili. Così Quartararo scatterà  al suo fianco e Rins la fila dietro.

Non posso dire che sia stata una brutta giornata - ha sottolineato Joan - Ho migliorato il mio passo e di questo sono contento, però in qualifica non so esattamente cosa sia successo. In sella non avevo delle buone sensazioni e mi mancava aderenza, il posteriore slittava molto. Non sono riuscito a spingere e a fare un buon giro, so che c’erano condizioni diverse in pista ma altri piloti sono riusciti a fare buoni tempi. Non è la prima volta che parto indietro, non è la cosa che preferisco ma non è nemmeno la fine del mondo”.

Chi pensa che Mir domani correrà con la calcolatrice in mano sbaglia. Lo spagnolo non ha nessuna intenzione di cambiare il suo approccio alla gara.

L’importante sarà andare in attacco e non giocare in difesa - ha affermato - La mentalità rimane quella di dare il massimo, logicamente usando la testa perché non voglio fare stupidate”.

La sua strategia è chiara.

“So di avere un buon passo, riuscire ad arrivare sul podio o vicino non è un sogno ma una possibilità realistica - ha spiegato - Quindi sarà importante partire bene, recuperare posizioni e potere fare il mio ritmo. In questo senso il primo giro sarà cruciale, una volta passato vedrò quale sarà la mia posizione e penserò se pensare al campionato o meno”.

Il rischio più grosso di partire a centro gruppo è quello di essere coinvolti in qualche incidente.

“I rischi ci sono, è una gara di MotoGP - la sua filosofia - Però la prima curva di Valencia è meno pericolosa rispetto a quella di Aragon, perché è più distante dal via e ha un raggio più ampio. È un punto in cui si può guadagnare o perdere tanto tempo”.

E poi, come detto, Fabio e Alex saranno nella sua stessa situazione.

Questo mi dà maggiore tranquillità - ha ammesso Joan - Non nego che questo sia un fine settimana più complicato, si sente una pressione maggiore, ma io cerco di stare calmo. Probabilmente domani mattina mi sveglierò più nervoso del solito. Non è una brutta sensazione, ma vorrei chiudere le cose velocemente”.

Senza perdersi in calcoli astrusi, a Mir basterebbe arrivare davanti a Quartararo e Rins. Le speranze di Morbidelli di tenere aperti i giochi sono molto difficili, anche nel caso vincesse, avendo 45 punti di svantaggio. L’unico peccato è che non potrà gioire con i suoi tifosi, essendo il GP a porte chiuse.

“Se ci fosse il pubblico avrei anche più pressione, ma lo preferirei comunque per potere festeggiare con loro” ha detto.

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