MotoGP, Petrucci: “Ducati avanti? È troppo presto per fare bilanci”

“Purtroppo non ho sfruttato al meglio la gomma morbida. Pirro? Ogni pilota ha le sue sensazioni quando è in sella alla moto”

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Peggio di lui, in casa Ducati, ha fatto solo Tito Rabat. Eppure, nonostante il 14° posto di giornata alle spalle di Bradl, Danilo Petrucci cerca di tenere alto il morale, guardando il bicchiere mezzo pieno. C’è infatti ancora la FP3 da disputare e quello può diventare il punto di svolta in vista del fine settimana.

“Sono 14° a sei decimi dalla vetta, ma sono sereno – ha esordito Danilo – abbiamo infatti due assetti e stiamo ancora decidendo quale strada seguire. Purtroppo, con la gomma morbida, non sono riuscito a migliorare. Spero che il meteo non peggiori domattina, in modo da avere la possibilità di migliorare in occasione delle FP3”.

Intanto a Valencia le Ducati hanno sorpreso, dal momento che ce ne sono ben quattro nei primi sei posti.  

“È ancora presto per fare bilanci, ci sono tanti piloti che non hanno fatto un giro buono e domani potrebbero essere nuovamente della partita. Penso ad esempio a Mir e Quartararo. Qua due decimi fanno la differenza, non tanto sul passo gara, ma sulla posizione di partenza, dato che superare è difficile in gara. Io però non voglio essere pessimista e cerco di mantenere la fiducia necessaria”.

Petrucci è quindi tranquillo, ma al tempo stesso non vuole dare bilanci affrettati su un tracciato dove la Ducati ha sempre faticato in passato..

“In questo momento non possiamo basarci sui risultati degli scorsi anni, dato che la gomma posteriore ha cambiato molto il carattere della moto. La Yamaha, giusto per fare un esempio, oggi è stata più competitiva rispetto alla scorsa settimana. Il fatto di vedere tante Ducati davanti è comunque un aspetto positivo”.

Infine ci si chiede quanto siano state utili le indicazioni fornite da Pirro dopo il test di due settimane fa.

“In occasione della gara di domenica scorsa anche noi abbiamo raccolto dei dati su cui basarci e da seguire. Di sicuro c’è una linea generale, ma poi ogni pilota ha la sua sensazione e necessità, tanto che diventa complicato seguire una via in particolare”.  

    

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