MotoGP, Crutchlow: "Ho scelto Yamaha con il cuore, Aprilia è stata informata"

"Ho avuto 10 anni positivi, oltre le mie aspettative. È triste perché avrei potuto continuare a correre ma così potrò mettere le mie energie in un altra attività. Iannone? Il suo controllo del gas, dei freni, è incredibile"

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Gli ultimi tasselli del mercato piloti stanno andando a posto a meno di due settimane dalla conclusione del mondiale.
Uno dei pezzi pregiati, ancorché non particolarmente fortunato, quest’anno, è senza dubbio Cal Crutchlow, lasciato a piedi dalla Honda.

Il pilota britannico ha sofferto una incredibile serie di eventi negativi nel 2020, quasi tutti correlati al suo stato di salute, ma non si può dire che non sia veloce e per questo, abbandonato il progetto con Jorge Lorenzo, la Yamaha ha deciso di ingaggiare Crutchlow, con il quale ha corso dal 2011 al 2013, nel team Tech 3, con un 5° posto assoluto nel mondiale proprio in quell’ ultimo anno.

“Ora sto bene, dopo l’ultimo fine settimana spero di essere più in forma - ha spiegato Cal, che ha affrontato subito l’argomento caldo - Nella ultima settimana ho discusso con Yamaha e siamo vicini ad un accordo di cui entrambi siamo soddisfatti. Il progetto mi piace molto, coinvolge la mia conoscenza della MotoGP ed anche la mia velocità. Naturalmente ho già informato Aprilia che non sono intenzionato a proseguire con il loro progetto”.

Fra un posto da titolare in MotoGP ed uno da collaudatore dunque Cal ha scelto quest’ultimo, ed è strano visto che più volte ha espresso il desiderio di continuare a correre.

“I motivi? Si ne ho, ma non è il tempo di parlarne - ha tagliato corto, e poi ha aggiunto - Ho preso la decisione con il cuore e soprattutto ho preso una strada diversa per il futuro”.

Chissà se ciò ha a che fare con i continui problemi di salute di cui è stato vittima nel 2020. Ovviamente l’impegno fisico rivolto ad un collaudatore è meno pesante di quello di un pilota titolare.

“Si sto bene per continuare a correre, ma con questa pianificazione attuale di tre gare di seguito è molto difficile. In un altra situazione, più normale, non avrei problemi. Sono ancora competitivo, e lo ho dimostrato in qualifica”.

Si è parlato che ti sarebbe arrivata anche una una proposta dalla Honda.

“Dalla HRC? Essenzialmente si, avrei dovuto guardare cosa c’era sul tavolo, ma come ho già detto sono contento di ciò che mi ha offerto la Yamaha”.

E’ triste lasciare il ruolo di pilota titolare?

“Naturalmente sono un pilota e penso che potrei continaure a fare bene. Se il successo è dimostrare di poter vincere, direi che non tanti piloti ci riescono. Per quanto mi riguarda ho avuto 10 anni positivi, durante i quali ho superato le mie aspettative. È triste perché avrei potuto continuare a fare il pilota a tempo pieno, ma d’altra parte così potrò mettere le mie energie in un altra attività. E ovviamente anche in questa sarò motivato a fare il lavoro al meglio possibile, al 100%. O magari al 98%”, conclude scherzando.

Crutchlow, tempo fa, chiese alla FIM controlli più severi sul fronte del doping, lasciando intendere che ci fosse questo tipo di problema non solo nel ciclismo, il suo sport di elezione, ma anche in MotoGP. Pur tuttavia è difficile cavargli di bocca qualcosa sul caso Iannone.

“Non so se la sentenza nel suo caso sia stata troppo dura. Non penso che sia il momento ed il luogo per parlarne. Non voglio gettare benzina sul fuoco. E’ una sfortuna per lui. La mia opinione è che bisogna rispettare la decisione. Andrea è un pilota dalla guida incredibilmente dolce e fluida. Il suo controllo del gas, dei freni, è incredibile. È un peccato. Riguardo alla sua squalifica però non sono io a doverla commentare.”

Con la sua uscita di scena la MotoGP perde l’unico pilota britannico in attività nella classe regina.

“Si lo so. Ne ho parlato spesso con Carmelo, ma portare un pilota britannico è difficile al momento. Per 10 anni sono stato contento di essere io”.

 

 

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