MotoGP, Guidotti: "Si sono accaniti su Iannone e lo hanno messo in ginocchio"

"Quattro anni di squalifica non mi sembrano una sentenza equilibrata non avendo escluso la contaminazione alimentari. Mi fa storcere il naso"

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La sentenza del TAS, che ha deciso una squalifica di 4 anni dalle competizione per Andrea Iannone, ha preso in contropiede tutto il paddock della MotoGP. Nessuno si aspettava una pena così severa quando era stata riconosciuta dalla Corte Disciplinare Internazionale della FIM la contaminazione alimentare, ipotesi non scartata nemmeno da tribunale di Losanna.

Francesco Guidotti, team manager della Pramac, ha un rapporto speciale con Iannone. Il pilota di Vasto debuttò nella classe regina con il team toscano e gli anni non hanno mai intaccato l’amicizia reciproca.

Io vedo un accanimento nei suoi confronti più che una sentenza equilibrata, anche per quanto riguarda i modi e i tempi - spiega Guidotti - Tutta questa vicenda era iniziata lo scorso dicembre e mi sembra si sia tenuto poco conto delle evidenze scientifiche della difesa. È tutto nebuloso, tanto che la mia impressione è che la decisione fosse già stata presa.

Il manager si riferisce alla tesi della contaminazione alimentare su cui si è basata la difesa e che, nei due gradi di giudizio, non è mai stata smentita.

Le sentenzw asseriscono una certa incolpevolezza, o non diretta responsabilità, da parte di Andrea - continua - Per questo 4 anni di squalifica per una cosa non del tutto certa mi sembrano troppi, mi fanno storcere il naso. Mi viene da dire che si tratta di una giustizia un po’ sommaria”.

Francesco sarebbe stato d’accordo con la conferma dei 18 mesi di sospensione.

So che la mia opinione è di parte per via del nostro rapporto - ammette - però ,anche cercando di dimenticare l’affetto che provo per lui, sulla sentenza si legge, per la seconda volta, che non si esclude la contaminazione alimentare. So anche il test antidoping era stato positivo, seppur di poco, quindi un anno e mezzo di squalifica sarebbe stato tutto sommato accettabile e gestibile per la sua carriera, 4 anni no. Non credo che ci fosse il bisogno di accanirsi, non ne vedo il senso. Ripeto, un anno e mezzo sarebbe stato più che sufficiente, così lo hanno messo in ginocchio”.

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