MotoGP, Pol Espargarò: "Le Suzuki sono dei missili blu, ma anche i piloti"

"Vanno davvero forte ma non è solo grazie alle moto, ancheMir e Rins guidano molto bene.  Oggi ho rischiato mettendo la dura all'anteriore, ma la KTM frena meglio di tutti"

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Podio dalla pole position dietro a dei “missili blu” come li ha voluti scherzosamente chiamare nel Parco Chiuso dopo la gara. Parliamo del weekend e delle frasi di Pol Espargarò che oggi è stato protagonista a Valencia di una gara solida, fatta di ritmo e di concentrazione, cosa che tante volte in questa stagione gli è mancata finendo molte sessioni e alcune gare nella ghiaia. 

“Oggi è stata una giornata molto complicata – ha detto Pol – Questo podio significa molto perché anche la stagione è stata difficile. Dopo le due gare dell’Austria è stato brutto perché avevo la possibilità di vincere e non l’ho fatto. Ero molto frustrato ma credo che mi abbia fatto crescere quel momento. Si pensava che questa KTM potesse vincere solo in Austria ma poi sono arrivate Misano e Aragon dove siamo andati bene. Lì ho capito di poter vincere con questa moto in tante piste, basta lavorare bene e crederci. Oggi però le Suzuki sono state molto veloci”. 

Pol, dove si è decisa la tua gara? 

“Direi che il momento più importante della corsa è stato prima del via, quando abbiamo pensato a che gomma montare. Mettere la dura è stata una decisione dell’ultimo minuto perché le temperature si sono alzate. Ho usato quella gomma per primo, nemmeno il test team lo aveva fatto.  Ero primo e ci ho messo qualche giro a scaldare l’anteriore, poi è andata benissimo. Partendo dalla pole è stata la scelta giusta anche perché Nakagami non è riuscito a prendermi”. 

Davanti a te solo le due Suzuki. Mir ora è saldamente in testa al mondiale, Rins è secondo e la Casa ed il team sono al primo posto nelle rispettive classifiche. Ti stanno stupendo? 

“Loro oggi erano davvero molto veloci nelle curve a destra con le gomme medie. Io perdevo molto nel terzo settore ma recuperavo in staccata. Ecco, la frenata è una cosa che la KTM ha e la Suzuki no. Forse freniamo anche meglio di Ducati e per sfruttare questo nostro punto di forza, oggi, serviva la dura. La Suzuki, comunque, è molto forte, non solo la moto anche i piloti guidano benissimo”. 

Con qualche rischio in più si potevano raggiungere le moto di Hamamatsu?

“Questa KTM è veloce e costante ma oggi ho rischiato davvero tanto sull’anteriore, se avessi pensato ai punti sarei uscito con la media. In tante curve ero davvero al limite, non ne avevo più di così”. 

 

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