Moto3, Gino Borsoi multato dall'Irta per le accuse al team Leopard in TV!

La (ex) associazione dei team sempre più polizia del paddock. Ma comminare multe rientra nei suoi compiti istituzionali? E soprattutto, perché se è un organo istituzionale non c'è mai un comunicato?

Share


L'Irta, l'associazione dei team, nata originariamente per proteggere gli interessi delle squadre, ha ormai abbandonato completamente il suo scopo originario.

L'associazione presieduta da Hervé Poncharal, boss del team tech 3 in MotoGP è oggi ridotta al semplice ruolo di 'polizia del paddock', e come tale si comporta.

L'ultima è una multa comminata a Gino Borsoi, portavoce e team manager del grande Aspar Martinez per aver espresso dubbi sulla regolarità delle Honda del team Leopard.

Borsoi, pilota di buona levatura in 125 a fine anni '90 e primi anni 2000 balzò agli onori della cronaca durante le prove della 125 per aver ucciso un serpente Cobra che strisciava in messo alla pista di Johor Bahru, in Malesia.

Al di là della sua affermazione, che non commentiamo se non supportata da un reclamo, non vediamo la logica di una multa, visto che ognuno è responsabile delle proprie affermazioni (leggi: libertà di pensiero e parola). Eventualmente avrebbe dovuto essere la Leopard a sporgere denuncia (magari per diffamazione).

Non è la prima volta, comunque, che l'Irta agisce in questo insolito ruolo: sotto la sua scure finì a Misano anche il noto Alessandro Mazzocchetti, alias Alex Design, che oggi cura nel suo atelier le Yamaha del team Petronas ad essere addirittura allontanato dal paddock.

Crediamo che questo genere di interventi spetterebbe, se del caso, alla FIM. Ma sappiamo che l'organizzazione presieduta da Jorge Viegas è ormai un simulacro di ciò che nel passato è stato gestito Sito Pons, mentre la FIM era nelle mani di Nicolas Rodil Del Valle (anni '70) o Francesco Zerbi.

Share

Articoli che potrebbero interessarti