MotoGP, Nakagami: "Confrontarmi con Marc Marquez mi dà energia, è il numero 1"

"Dopo il rinnovo con Honda mi sento libero, devo solo pensare a divertirmi. Il campionato non è la mia priorità, lo è salire sul podio"

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Era il Gran Premio di Valencia del 2004, l’ultima volta in cui un pilota giapponese era partito davanti a tutti in MotoGP. Takaaki Nakagami ci è riuscito oggi ad Aragon dopo 16 anni e non potrebbe essere più felice. Il suo sorriso dice tutto sulle sensazioni che prova in questo momento.

Penso che domani avrò una bella visuale senza nessun pilota davanti a me - scherza il pilota di LCR- Mi sento orgoglioso, non mi aspettavo di lottare per la pole, la prima fila sarebbe stata sufficiente. È stato fantastico avere visto di avere girato sotto il 1’47”, sono più che felice”.

Come hai fatto a migliorare così tanto?

“Ho avuto un buon passo fin dal primo turno di prove libere ed è stato una sorpresa, perché non ho cambiato nulla sulla moto, è esattamente la stessa che avevo usato in gara la scorsa domenica. L’unica novità è stata lavorare con la gomma media la posteriore ed è andata bene, non so ancora quale userò domani”.

Hai già pensato a una strategia per la gara?

Sì, ce l’ho. Spero in una buona partenza, se sarò in testa alla prima curva cercherò di scappare, mi piacerebbe potere gestire un vantaggio nel finale. Però so anche che gli altri piloti cercheranno di fermarmi, soprattutto Rins e Morbidelli”.

Se accadesse?

Ho un’altro segreto in tasca, ma questo non ve lo dico (ride). Naturalmente il mio sogno è vincere, ma la cosa più importante è non pensare troppo al risultato, ma solo a divertirmi. Prima di rinnovare con Honda sentivo un po’ di pressione, ma ora è sparita, mi sento libero e devo godermi questo momento”.

Nella tua testa c’è anche un pensiero per il campionato? Sei a soli 29 punti da Mir.

“È vero, sono ancora in gioco, perché sono stato molto costante, ho sempre finito nei primi 10 ogni gara. Però la mia priorità è salire sul podio, nient’altro. Fino a ora non ho mai pensato alla classifica, non controllavo nemmeno la mia posizione dopo la gara e non ascolto neanche quello che dicono gli altri piloti sulle mie possibilità”.

Sei cresciuto molto quest’anno, quanto ha influito la presenza di Takeo Yokohama, il responsabile di HRC, maggiormente al tuo fianco dopo l’infortunio di Marquez?

Da quel momento Takeo-san è stato spesso nel mio box, ha cercato di aiutarmi e ho sentito il supporto di HRC. La mia moto non ha avuto grandi evoluzioni, a parte le sospensioni, ma Takeo mi ha mostrato i dati di Marc, mi ha spiegato le differenze tra me e lui. Ho cercato di adattarmi e non è stato semplice riuscirci. A poco a poco ho capito lo stile di guida usato da Marquez”.

Ce l’hai fatta.

Ho lavorato bene, io e la squadra non abbiamo mai mollato, anche se non siamo un team ufficiale e non abbiamo una moto ufficiale. Se Marc fosse stato qui, avrebbe fatto lui la pole, per me rimane il numero 1. Cercare di confrontarmi con lui, di avvicinarmi alle sue prestazioni, mi ha dato grande energia.

Hai tutto per puntare alla vittoria, ora?

Pensare ad avere tutto perfetto ti fa solo perdere la strada. Domani sarà una giornata molto importante per me, dovrò solo pensare a guidare, perché so di poter tenere un buon passo. Dovrò ripetere le prestazioni fatte in prova, così arriverà un grande risultato. Di solito perdo a inizio gara, per poi recuperare nel finale, perciò partire davanti mi sarà d’aiuto”.

Sei scaramantico, hai qualche rito particolare?

Fino a qualche anno fa ne avevo molti, così perdevo tempo a pensare quello che avevo fatto di sbagliato. Ora li ho ridotti di numero, non ne ho tanti come Valentino (ride). Mi infilo prima guanti e stivali destri, lo stesso per il sottotuta, questa è una cosa”.

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