MotoGP, Dovizioso: "Se tutte le Ducati sono in fondo, ci sarà un motivo"

"Inutile raccontarsi le storie, ma credo che il nostro potenziale sia diverso. Per stare in Q2 servirà il giro perfetto, perché il giro buono non basterà. I piloti Honda hanno un ritmo incredibile"

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Andrea Dovizioso sperava di trovarsi in una condizione ben diversa nel venerdì della seconda tappa di Aragon, ma la realtà è purtroppo molto dura da mandare giù. Il dato restituito dalla classifica combinata della prima giornata di libere è difficile da equivocare. Le quattro Ducati GP20 presenti in pista occupano posizioni di rincalzo in questa classifica, con Dovizioso sono 19° e marcato da vicino da Miller, Petrucci e Bagnaia.

Una situazione complessa, che però non deve abbattere lo spirito e la determinazione di Dovizioso, che sceglie di vedere il bicchiere mezzo pieno al termine della prima giornata di libere, nonostante il cronometro faccia tutt'altro che sorridere. 

"Come ho detto ieri mi aspettavo, di essere più competitivo e invece è successo il contrario - ha spiegato Dovizioso con la consueta lucidità -  oggi il vento non ci ha aiutato, la Ducati soffre forse di più di altre moto questo problema, ma in ogni caso penso che i piloti Honda siano i più forti in questo momento, hanno una moto migliore di tutti e sono veloci. Hanno un ritmo incredibile, qualcosa di irreale. Solo le due Suzuki sono ad un livello simile, stanno lavorando molto bene. Noi non abbiamo fatto passi in avanti, soffriamo con il vento ed abbiamo alcuni problemi con le gomme. Nel pomeriggio non ho guidato molto con le morbide che era un obiettivo della sessione. Quest’anno con le morbide c’è più potenziale ma devi farci 23 giri. Il punto è che noi abbiamo le stessa velocità di qualche giorno fa, mentre gli altri sono andati molto avanti". 

La difficoltà è di tutti i piloti Ducati. 

"Quando tutte le moto uguali alla tua sono dietro c’è un motivo, inutile raccontarcela. Ma c’è lavoro e lavoro n pista. Jack si è adeguato abbastanza, quest’anno fa quello che serve per lavorare bene per la gara. Quando non hai buone sensazioni, lavori per concentrarti sull’ultimo turno, per entrare in top ten. Quando non hai la velocità tocca fare così e usare le gomme quando puoi dare tutto. Altrimenti rischi di abusare delle gomme e restare fuori dalla Q2. Domani mattina abbiamo due gomme da sparare, ma questo tipo di lavoro si fa quando non sei competitivo e devi avere strategia". 

Ma quanto visto oggi secondo te è la reale situazione della Ducati ad Aragon?

"Non è la realtà. Sono certo che io, Jack ed anche Pecco non abbiamo messo gomme nuove, quindi non abbiamo forzato e possiamo stare più avanti n classifica. Domani credo che potremo lottare per stare in top ten. Ma il nostro obiettivo non è quello, è lottare per il top e basta. Lottiamo per posizioni che non sono le nostre, questo è il problema. Le possibilità di andare in Q2 ci sono. Non abbiamo fatto un vero time attack, non abbiamo un riferimento. Avrei potuto fare il tempo necessario oggi per stare in top ten, ma domani la pista sarà più veloce e temo che per stare nei 10 bisognerà scendere sotto il 1'48 e la vedo dura per noi". 

Rischiate di trovarvi in parecchi ad avere una Ducati in Q1. Nel caso ci sarà una strategia secondo te?

"Il problema è che senza velocità non hai neanche una strategia. Da questo punto di vista bisogna essere veloci e basta. Adesso abbiamo solo due preoccupazioni. Una è capirci di più sull'assetto e migliorare per la gara. Due fare il tempo, il giro perfetto. Non basta un giro buono nelle nostre condizioni, serve proprio il giro perfetto per stare nei dieci e quando non hai buone sensazioni in sella non è facile riuscirci". 

Oggi tanti hanno fatto degli esperimenti sulle gomme. Come mai?

"Oggi tutti hanno lavorato al contrario rispetto alla scorsa settimana. Chi usava morbide in gara oggi ha fatto scelte al contrario, per provare altre soluzioni. Oggi abbiamo visto qualcosa di brutto per noi, perché molti sono stati velocissimi sul passo gara. Il potenziale delle gomme medie è più basso delle morbide ed in tanti sono stati velocissimi con quelle, dobbiamo essere preoccupati per questo. Il passo che hanno i più veloci mi spaventa. Abbiamo un potenziale migliore, ma saper stare con i migliori è una storia completamente diversa". 

Come mai alcune moto si sono adattate subito, come la Yamaha nei primi giorni della scorsa settimana e poi si sono piantate?

"Secondo me la Yamaha è più facile da portare al limite subito, è un tipo di moto che soffre di meno le condizioni che abbiamo trovato qualche giorno fa qui, come la bassa temperatura. Anche se non ci giri subito su tempi da record, hai più confidenza e prendi del margine, ma in realtà arrivano subito al limite. La nostra moto è più difficile da portare al lmite, ma più giri su una pista, più le condizioni migliorando e più è facile sfruttare il vero potenziale della moto. Non è una cosa successa solo in questo weekend, capita su parecchie piste di vedere questa progressione.  Loro sono andati forte subito, noi ci siamo arrivati dopo e ci stiamo arrivando ancora adesso. Poi in generale non bisogna soffermarsi alle singole giornate. Anche la Honda potrebbe essere vista come una sorpresa, ma in realtà è sempre andata forte ad Aragon".

Potendo scegliere oggi, torneresti alle Michelin 2019?

"Risponderei di si, è palese che non ci stiamo abituando bene e tornerei indietro. Ma questo conta poco, c’è il monogomma. Viene presa una decisione sulle gomme da usare e ti devi adeguare. Queste giornate poi non aiutano il morale, ma ormai ci sono abituato. Stiamo calmi e continuiamo a lavorare". 

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