MotoGP, Bagnaia: "Aiutare Dovizioso? Se Ducati me lo chiederà, lo farò"

"La cosa più importante è vincere il campionato. Ho scritto a Valentino: gli girano a stare a casa, ma sta bene"

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Pecco Bagnaia ha vissuto un fine settimana semplicemente disastroso ad Aragon ma le premesse per non tornare in un vero incubo ci sono tutte. Dalla pessima qualifica alla caduta in gara, il principale indiziato per tutte le sue difficoltà è sempre stato l'endemica difficoltà della sua Ducati a far riscaldare velocemente le Michelin. Un problema che però domenica mattina, con l'assetto deliberato per la gara, sembrava essere stato risolto da Bagnaia, salvo poi rovinare tutto con una caduta. 

Da un certo punto di vista correre nuovamente ad Aragon consegna dunque a Bagnaia la possibilità di rifarsi subito, dimostrando di aver fatto tesoro di quella esperienza e di poter essere veloce anche sul tracciato di Alcaniz. Nel consueto incontro con i giornalisti che precede il fine settimana di gara, Pecco ha fatto il punto su questo argomento ed anche spiegato la propria posizione riguardo l'eventualità di ricevere ordini di scuderia dalla Ducati per favorire Dovizioso nella lotta al titolo. 

Bagnaia ad Aragon non è in quarantena come Valentino Rossi  in Italia, ma restare in Spagna in quella zona in questo periodo non è proprio il massimo.  

"Sicuramente stare in Italia sarebbe stato meglio - ha commentato Pecco - Qui le giornate sono lunghe, ma va bene uguale. Ieri abbiamo scritto a Vale, è casa e gli girano, ma sta bene almeno. Per quanto riguarda gli aspetti legati alla sicurezza, forse per noi è stato meglio restare qui invece che tornare a casa, perché sarebbe bastato magari un singolo positivo in aereo per costringerci tutti alla quarantena, come successo ad Arbolino. In circuito è tutto più sicuro. Prendere un volo in più è pericoloso in questo momento. Ci siamo visti con gli altri ragazzi dell’Academy in questi giorni, ci siamo allenati assieme ma non tantissimo, perché seguiamo programmi diversi. Ho passato molto tempo guardando film e giocando a Call of Duty!"

Parliamo di un argomento caldo, ovvero gli eventuali ordini di squadra da parte della Ducati per aiutare Dovizioso. Hanno parlato con te in questi giorni?

"Nessuno in Ducati mi ha parlato di ordini di squadra, ma se dovrò aiutare Dovizioso lo farò, non sarà un problema per me. Penso che la cosa più importante sia vedere una Ducati che vince il campionato. Dovizioso ha una grande possibilità, è ad appena 15 punti da Mir ed è molto importante che possa provarci. Se ne avrà bisogno, lo aiuterò di certo". 

Come approcci questo fine settimana dopo il disastro della prima tappa ad Aragon?

"Abbiamo fatto un bel lavoro lo scorso weekend, perché domenica ero competitivo prima di cadere. Quindi penso che ripartiremo da quella base e sicuramente mi troverò bene. Sono abbastanza convinto che faremo un bel weekend, io mi sento bene e le temperature sono un po’ più alte quindi ci vengono incontro". 

La settimana scorsa è apparso tutto più difficile per te. 

"E’ stato un fine settimana complicato fin dal primo momento, le condizioni non mi hanno mai aiutato, ho sempre faticato ad essere veloce. Ho avuto difficoltà con l’anteriore, con il posteriore, non andava niente bene fino a domenica mattina. In gara invece, quando sono partito, mi sono sentito bene subito. Magari non avrei vinto, ma sarei stato in lotta almeno con gli altri piloti Ducati. Poi sono caduto al secondo giro, ma almeno ho trovato la strada da seguire quindi per questo weekend mi sento molto più pronto".

Hai ripetuto tante volte la scorsa settimana che serve guidare con più forza per riscaldare la gomma subito. Puoi spiegarrci cosa intendi?

"Guidare con più forza in pratica significa guidare come se fosse tutto normale. Avere la stessa intensità in frenata e la stessa velocità in ingresso. E’ l’unico modo che hai per riuscire a scaldare la gomma, altrimenti non riesci e fai più fatica. E’ la mancanza di fiducia che non ti permette di forzare in ingresso o una staccata. Se riesci a forzare sulla gomma lo stesso, anche al primo giro, la gomma si scalda e torna tutto a posto". 

In questo Jack Miller può insegnarti qualcosa, visto che hai detto che avresti studiato i suoi dati per capire questo particolare aspetto. 

"La cosa che fa Jack è proprio questa, entra in pista e spinge al 100% subito, già nel giro di uscita. Questo serve anche perché se la gomma va giù di temperatura, dopo fai molta fatica a riportarla su. Bisogna spingere, servono tanti giri, invece è fondamentale entrare ed andare subito forte per scaldarla velocemente". 

La Honda è tornata veloce con Alex Marquez. Ti fa un po' paura la sua crescita in vista del finale di stagione?

"Honda mette sempre in pista le moto migliori del lotto. Lo scorso anno la moto 2019 era velocissima, Marc era sempre davanti. Aveva la moto perfetta per il suo stile, avevano anche fatto un grande passo in avanti con il motore arrivando al livello della Ducati. Alex ad inizio anno ha avuto qualche problema a capire come guidarla al limite, ma nelle ultime gare è sempre stato competitivo. Si sta adattando bene ed Aragon è un circuito adatto alla RCV, se questo fine settimana Alex dovesse scattare più avanti in griglia potrebbe vincere". 

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