SBK, Superbike: un Piano A e un Piano B per il Calendario 2021

Il Virus continua a comandare, ma Dorna ha già previsto due strade da percorrere in vista della prossima stagione delle derivate

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Ve lo diciamo con largo anticipo: preparatevi e armatevi di tanta pazienza, perché questa volta ci sarà da aspettare. Negli ultimi anni, tra test, vacanze natalizie e via della stagione fissato a febbraio in Australia, gli appassionati della Superbike potevano trascorrere il lungo inverno senza troppa nostalgia delle derivate.

Questa volta però sarà ben diverso, perché a causa della diffusione del COVID-19, i programmi sono stati stravolti e di questo ne siamo consapevoli. Innanzitutto non sappiamo quale sarà l’evolversi della situazione legata al Virus, che come leggiamo e ascoltiamo dai media, sembra essere sempre più complicata con il trascorrere dei giorni, visto il forte aumento dei contagi. Tutto ciò complica gli spostamenti con le compagnie aeree che riducono i voli e di conseguenza la possibilità di muoversi da un Paese all’altro, a seguito dell’osservanza di tutte le norme stabilite per combattere la pandemia.

Sta di fatto che in Spagna non rimangono certo a braccia conserte. Nonostante sia difficile capire come muoversi, Dorna ha comunque due carte sul tavolo in merito al calendario 2021. A prescindere da quella che sarà la situazione legata al Virus, nella prossima stagione il Mondiale Superbike non partirà prima di marzo-aprile.

Se fino a quest’anno siamo stati abituati a volare a Phillip Island per la classica di inizio anno fissata a febbraio, per il prossimo anno potremo iniziare a scordarci al momento l’Australia. Già, perché la prima via a disposizione dell’Organizzatore è quella di un calendario che ripercorre il Mondiale appena concluso: ovvero 10 gare da disputarsi tutte in Europa. Rimarranno quindi Jerez, Aragon, Portimao, Estoril, Magny-Cours e al tempo stesso si recupereranno Imola, Misano, Assen, Donington e Oschersleben.

Questo il programma di massima, qualora il Virus dovesse continuare a incombere e rendere difficile gli spostamenti al di fuori del Vecchio Continente. Più che un Mondiale si preannuncia quindi un Campionato Europeo, ma per certi versi possiamo ben capirlo vista l’emergenza.

Al tempo stesso l’Organizzatore ha però un Piano B, nel caso in cui la situazione COVID dovesse migliorare o risolversi, cosa che tutti noi ovviamente speriamo. La seconda via sarebbe infatti rappresentata dall’inserimento delle tappe extracontinentali a fine stagione, più o meno come provato a fare quest’anno con la MotoGP, quando si è deciso di posticipare round come la Thailandia a fine stagione, nonostante poi non sia stata disputata.

Il Piano B prevede quindi gli appuntamenti di Australia, Argentina e Qatar sul finire dell'anno. Una sorta di trittico di ottobre stile MotoGP, nonostante le temperature australiane di quel periodo non siano certamente incoraggianti. Tra i tanti interrogativi ci sarà poi da capire quale sarà il destino del round di Lombok, in Indonesia, il quale sarebbe dovuto entrare in calendario a partire dal prossimo anno.

Allo stato attuale delle cose, possiamo anche attendere prima di dare una risposta a questo interrogativo. Davanti a noi ci aspetta infatti un lungo inverno, anche se il 17 novembre i motori torneranno ad accendersi a Jerez per l’ultimo test della stagione. Che dire: meglio di niente.    

    

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