MotoGP, Pirro: “Dovizioso? E' un razionale, quest'anno serviva di più l'istinto”

“Con le nuove gomme, ha perso la fiducia che aveva costruito negli anni . La GP21? La scorsa settimana ero a Valencia e ci tornerò la prossima. Poi toccherà a Sepang. Il regolamento ci lega le mani ma qualche sorpresa ci sarà"  

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MotoGP, Superbike e CIV. Si preannuncia un weekend all’insegna di grandi abbuffate per gli appassionati delle due ruote. Mentre ad Aragon saranno in azione i protagonisti del Motomondiale, e ad Estoril quelli della SBK, a Vallelunga giungerà al capolinea la stagione 2020 del Campionato italiano. Tra i piloti in azione ci sarà ovviamente Michele Pirro, che quest’anno dovrà cedere la corona d’alloro a Lorenzo Savadori, attuale leader del Campionato.

Sul tracciato laziale si chiude quindi la stagione e per il collaudatore Ducati è giunto il momento di fare bilanci al termine di un Campionato non proprio semplice.

Purtroppo quest’anno non è andata nel verso sperato – ha esordito Michele – non vincerò il CIV e mi dispiace. Alla fine però le sconfitte fanno parte del nostro sport. L’ha capito un campione come Marquez in MotoGP e lo stesso discorso vale anche per me nell’italiano. Dispiace, perché è stato un Campionato strano, condizionato dal COVID, dove non sono mancati gli ostacoli”.

Come mai Pirro non vince il titolo?

“Perché sono arrivato al traguardo due sole volte (sorride). Purtroppo ci sono state alcune difficoltà nel corso della stagione, qualche errore, ma alla fine sono cose che possono capitare. Ci riproveremo il prossimo anno, consapevole che il Campionato sarà ancora più combattuto visto i partecipanti di questa stagione. La cosa che mi rincuora è che quando ho visto la bandiera a scacchi ho sempre vinto. Speriamo vada così anche questo weekend”.

Michele, nel weekend si corre anche ad Aragon. Cosa dobbiamo aspettarci?

“Arrivati a oggi penso che non ci  sia certezza in questo Mondiale. Dico così perché durante la stagione abbiamo visto una moto forte su un tracciato e poi soffrire su un altro la settimana dopo. Penso quindi possa capitare di tutto. Negli ultimi due anni la Ducati si è rivelata però competitiva ad Aragon, quindi sulla carta ci sono i presupposti per disputare un bel fine settimana”.

A Barcellona Dovizioso ha perso la leadership del Campionato. Al di là del problema della frenata, che idea ti sei fatto del suo 2020?

Andrea è un pilota molto razionale e i risultati conseguiti nelle ultime stagioni li ha costruiti perché in sella avvertiva determinate sensazioni. Nel momento in cui aveva tutto sotto controllo era lì davanti a combattere con Marc. Quest’anno, con le nuove gomme, ha perso quella fiducia che aveva costruito negli anni e di conseguenza ha iniziato a faticare, perché non riusciva più a tirare fuori il 100% della moto. Diciamo che si doveva affidare di più all' istinto”.

Qualcuno dice che il Dovi non è più affamato come le stagioni precedenti. Condividi?

“Parlare dal di fuori è sempre facile. Non credo proprio a una cosa del genere, anche perché fino a due settimane fa era in testa al Mondiale e se non fosse finito a terra probabilmente lo sarebbe ancora. Pertanto non condivido minimamente queste parole”

Michele, la scorsa settimana sei andato a Valencia. Domanda secca: quando vedremo la GP21?

“Dovete tutti aspettare, per ora non vedrete nulla (sorride)! Se ne riparla a Sepang”

Quindi sei sicuro si vada a Sepang?

“Lo spero. A parte le battute, come tutti voi ben sapete al momento siamo chiamati a fare i conti con una situazione complicata legata al COVID. A Borgo Panigale però abbiamo lavorato correndo in questi mesi, consapevoli del fatto che non avremmo avuto molto tempo a disposizione per girare in pista. Io sono stato la scorsa settimana a Valencia e ci tornerò la prossima. Sarà l’ultimo test di questo 2020, anche perché non posso andare a Jerez come magari hanno diritto  di fare Aprilia e KTM. Abbiamo poche giornate e la prossima settimana abbiamo terminato già terminato il lavoro in pista. Poi ci toccherà aspettare la Malesia”.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla GP21?

Motori e aerodinamica non si possono toccare e questo è un aspetto non da poco, dato che ti vincola, quasi a legarti le mani. Qualche sorpresa però ci sarà come sempre, dato che Ducati ogni volta cerca di tirare fuori qualcosa di nuova. Ci siamo infatti concentrati su elettronica e ciclistica, con l’obiettivo di migliorare la moto a centro curva, cercando di renderla ancora più competitiva. Di sicuro non apporteremo alcun tipo di stravolgimento, dato che la base di partenza è solida e collaudata”.

Bagnaia e Miller cosa vi hanno chiesto?

“Nulla di particolare. Ovviamente c’è stato un confronto con i piloti, ma alla fine l’obiettivo della Ducati non è quello di realizzare una moto su misura degli ufficiali, ma una che sia competitiva per tutti i piloti Ducati presenti sullo schieramento”.

Michele, qualora decidessimo di venire a Valencia la settimana prossima, cosa ci sarebbe da vedere sulla nuovo moto?

“Niente, è tutto blindato. Non vi facciamo vedere nulla. Dovete aspettare il 2021 (sorride)”.

 

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