MotoGP, Morbidelli: "Sembra che ogni volta che succede un casino, io sia lì"

"La qualifica è andata male e non abbiamo ancora capito perché. Quando parti dietro è facile trovarsi nel posto sbagliato ed io per evitare Valentino mi sono trovato dietro. Peccato, volevo e potevo vincere"

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Franco Morbidelli sente di aver perso una grande occasione a Le Mans e non lo nasconde affatto nell’incontro con i giornalisti a fine gara. Le qualifiche non erano di certo state esaltanti per il pilota del Team Petronas, ma il warm up aveva regalato un Morbidelli in grandissimo spolvero, in grado di mettere sul piatto un ritmo davvero impressionante. 

Di certo la partenza dalla 11a casella di partenza non consentiva di sognare, ma almeno di tentare di mettere in piedi una solida rimonta e magari puntare al podio per restare attaccato al treno ‘buono’ in classifica iridata. Le cose hanno però iniziato a prendere una brutta piega prima con la pioggia, situazione poco gradita alla M1 oggi a Le Mans, e poi con un incidente al via che l’ha coinvolto, assieme a Rossi e Vinales. 

"E’ stato un grande peccato - ha spiegato Morbidelli - non abbiamo raccolto quello che meritavamo questo fine settimana. Noi siamo stati sempre veloci, davvero molto veloci a Le Mans, soprattutto ieri. Anche stamattina ero stato davvero consistente nel warm up, mi sentivo bene sulla moto come probabilmente non mi ero mai sentito in questa stagione. Ero in grado di tenere un ottimo ritmo con gomme usate e pensavo di poter puntare alla vittoria. Poi nella mia seconda uscita in qualifica è successo qualcosa di strano, quindi sono stato costretto a partire 11°. Da lì in poi è andata sempre peggio e pur partendo bene in gara sono rimasto coinvolto nell’incidente con Valentino".

Quest'anno ti capita spesso di vedere una gara rovinata per colpa di altri. 

"Quest’anno sembra che io sia coinvolto in ogni singolo incidente o casino che succede. Da lì in poi mi sono trovato a fare un altro tipo di gara, a lottare con la KTM e con altri piloti che si sono trovati davanti. Alla fine avevo un buon ritmo ed ero alle spalle di Maverick. Mi sentivo bene e quando ho deciso di fare un passo in avanti dal punto di vista del ritmo, ho fatto un errore. Un piccolo errore, perché sono entrato appena un grado più piegato in curva e questo mi è bastato per cadere, senza preavviso. Mi sarei dovuto adattare meglio, potevo fare punti stavo raggiungendo Fabio e gli altri davanti, invece così non ho fatto neanche un punto. Mi piacerebbe essere ad Aragon proprio ora, perché non vedo l’ora di scendere in pista di nuovo e mettere di nuovo tutto quello che ho in pista e penso che Aragon sia una pista buona per me e la Yamaha. Lì non credo che avremo i problemi di grip con le gomme che abbiamo avuto qui. Ho molta energia che mi porto dietro da questo fine settimana e la porterò con me ad Aragon".

Qualificarsi bene è sempre più importante in questa MotoGP. 

"Si, e io mi trovo sempre nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Quando parti così indietro, rischi sempre tanto perché sei nel centro del gruppo. Tutto può succedere e sembra che in questa stagione se parto dietro, qualcosa succede e io mi ci trovo sempre nel mezzo. Ho perso molte posizioni con l’incidente di Vale, per evitarlo". 

Eppure anche gli altri piloti Yamaha non sono stati protagonisti. 

Morbidelli: "se con la Yamaha parti dietro vivi un altro tipo di gara, hai difficoltà a superare"

"Qui non ci mancava la velocità, ma era qualche altra cosa. In qualifica è andato storto il secondo run, ma non ho ancora capito cosa fosse. Abbiamo cambiato solo le gomme, non abbiamo capito ma sono certo che questa è la causa che ci ha portato a vivere questa gara. Poi se con la Yamaha parti dietro vivi un altro tipo di gara, hai difficoltà a superare. Perdo dai 15 ai 20 km/h su ogni singolo rettilineo di ogni pista. Ad Aragon i rettilinei sono anche lunghi e potrei perdere anche di più. Ma preferisco non concentrarmi su questo, preferisco concentrarmi sulle curve e fare quello che riesco a fare bene, ovvero affrontarle bene e preparare il miglior assetto possibile sulla moto".

La matematica ti tiene ancora in gioco ma si fa sempre più dura per il mondiale o almeno per un posto tra i primi tre. 

"Si, ma il mondiale per me è aperto perché la matematica non ha detto ancora di no. Per me è un mondiale di livello altissimo, in cui moltissimi piloti vanno forte, moltissime Case vanno forte. Ci sono tanti punti ripartiti tra tanti piloti, perché ci sono tantissimi piloti forti che guidano delle ottime moto. Il motivo è che secondo me il livello è altissimo, il livello dei piloti è altissimo ed è facile perdere non una o due posizioni, ma sei o sette anche in un soffio. Per questo motivo questo mondiale è così combattuto. Non perché non lo voglia nessuno, ma perché tutti lo vogliono e tutti sono in gradi di prenderselo". 

Oggi Alex Marquez ha fatto il suo primo podio. Tu lo conosci bene, hai corso contro di lui in Moto2. 

"Per prima cosa dico grande Alex, gli faccio i complimenti. Lui è un pilota molto veloce sotto l’acqua. Abbiamo visto nelle ultime gare che è cresciuto molto, facendo un passo alla volta, non fa mai il passo più lungo della gamba. Gli faccio i complimenti per questo podio". 

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