Petrucci: "Con la Ducati Superleggera all'inizio più veloci delle MotoGP"

"Conosco Portimao, ci ho vinto l'ultima gara della Superstock. Ieri con poca gomma sull'asfalto ho girato più veloce ed eravamo a due secondi dalle SBK: l'elettronica è strepitosa".  

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Danilo Petrucci ha un'ottima tradizione da portare avanti a Le Mans. Nel 2018 e nel 2019 sul tracciato francese ha conquistato il primo podio stagionale e questo sarebbe il momento perfetto per rinnovare la tradizione. A Barcellona Petrucci ha offerto degli ottimi segnali di ripresa, ma serve la classica prova d'orgoglio per dimostrare che la prima parte di questo 2020 può essere messa alle spalle.

Se però è vero che Barcellona ha regalato un mezzo sorriso, lo è altrettanto che Danilo si è ritrovato sul Montmelò ad affrontare una situazione difficile da preventivare, perché la sua Ducati GP20 stata spesso la più lenta tra le quattro in pista in termini di velocità massima. Un bel problema sul lungo rettilineo di Barcellona ed un quesito a cui serve dare una risposta. 

"Qui a Le Mans negli ultimi due anni ho sempre fatto il primo podio della stagione - ha dichiarato Petrucci - quindi sarebbe bello continuare così! Sarebbe un bel momento, mi sento bene dopo Barcellona dove ho recuperato delle belle sensazioni. Sono un po’ preoccupato perché avevo notato in Austria che la mia moto non è veloce come le altre in rettilineo e dobbiamo capire perché. A Barcellona questo mi ha tenuto lontano dal podio, ma qui a Le Mans la velocità massima non è così importante, quindi secondo me si può fare una bella gara. Vorrei seguire il detto non c’è due senza tre riguardo i podi". 

C'è anche un forte rischio pioggia e tu sei sempre stato forte sul bagnato. 

"Si, ma con il meteo non possiamo farci niente. Non vorrei assolutamente una condizione mista, un po’ asciutto e bagnato. Mi piacerebbe correre sull’asciutto e basta, ma se ci fosse l’acqua per me non sarebbe un problema. Non è una regola però che io vada forte sul bagnato. Spero solo che non sia misto, con molta acqua riesco ad essere veloce, se invece l’acqua è poca non sono tra i più bravi. Spero di essere veloce in tutte le condizioni".

Ci sono anche alcuni dubbi riguardo le gomme portate da Michelin. Temi di avere problemi?

"Come a Barcellona, qui ed anche ad Aragon secondo me ci sarà solo una gomma utilizzabile. Magari in Spagna non sarà così, ma già in passato è successo di trovare tanto freddo la mattina e non poter lavorare su tutte le gomme. Una cosa che ti fa fare fatica. Qui in Francia nel 2019 eravamo stati tutti costretti a girare con le morbide sia davanti che dietro in gara". 

Cosa puoi dire dei test a Portimao?

"Portimao mi è sempre piaciuta molto, ci ero già stato quattro volte con la Superstock sia 600 che 1000. Nel 2011 avevo vinto la mia ultima gara lì con la Ducati prima di passare in MotoGP e mi piacerebbe magari fare lo stesso, anche perché quando ci correremo sarà la mia ultima gara con la Ducati. Sarebbe un bel modo di finire questa avventura. Ieri mi è piaciuto moltissimo girarci con la Superleggera V4, una moto che è un aereo. Ho girato mezzo secondo più forte di quando ci ho corso con la Superstock 1000 che era una vera moto da gara. Ho girato penso a massimo un paio di secondi dalla SBK. Non abbiamo toccato le sospensioni, è una moto spaziale. Anche la pista, che è stata riasfaltata, è ancora più bella. Ci sono ancora delle buche nelle ultime due curve che temo si possano sentire molto con la MotoGP, ma mi sono divertito molto". 

Secondo te la Superleggera V4 è molto più vicina ad una MotoGP di quanto non fosse la 1098R con cui hai vinto la tua ultima gara a Portimao?

"La 1098 R del team Barni che avevo io nel 2011 era una moto pazzesca. Una delle migliori moto che abbia mai guidato. Era un concetto di moto molto diverso da una MotoGP. Basta pensare che aveva il bicilindrico, il telaio a traliccio, le gomme di serie Pirelli. Ieri invece ho guidato la Superleggera V4 con le Michelin da trofeo nazionale, che sono gomme non stradali ma di produzione utilizzate anche nell'Endurance. La cosa impressionante è il motore, che è veramente vicino a quello di una MotoGP. Come concetto è ancora leggermente diverso, perché la Panigale ha il motore portante, non ha un telaio perimetrale come la MotoGP. Ma abbiamo girato con tempi molto vicini a quelli della SBK ed anche a quelli della MotoGP".

Talmente vicino da essere al livello dei tempi segnati dai tester MotoGP?

"Ieri ad inizio giornata, quando la pista era ancora molto lucida perché asfaltata da poco, all’inizio giravamo più forte noi con le stradali che i piloti con le MotoGP. Perché quelle sono moto davvero rigide, anche le gomme sono molto rigide ed hanno bisogno di molta forza per curvare. Senza grip sono inutilizzabili. Poi la Superleggera V4 a livello di elettronica è spaventosa, ha tantissime regolazioni. Più o meno le stesse che abbiamo sulla MotoGP. Puoi regolare tutto, dal cruscotto. E’ davvero utilizzabile da chiunque, dall’amatore al pilota. Io e Andrea ieri non abbiamo toccato un clic ed abbiamo girato fortissimo, ci sono tantissime regolazioni. A livello di elettronica è utilizzabile sia dal pilota che dall’amatore, mi ha impressionato. Era da tanto che non giravo su una moto di produzione, non saremmo partiti ultimi neanche nella Superpole SBK. Peccato che la fanno in serie limitata e sono già finite, altrimenti l’avrei presa". 

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