MotoGP, La crisi di Dovizioso: "Guardo la classifica e rido. Primo andando piano"

"Sarei stato curioso di vedere Marquez in gara con queste gomme. Le gomme stanno stravolgendo tutto, ma  il livello del campionato non è basso. Siamo tutti vicini e non credo che in MotoGP ci siano piloti scarsi"

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Andrea Dovizioso lascia Misano da primo in classifica iridata. Leggendo solo questa frase si potrebbe pensare a due fine settimana trionfali sul tracciato di casa per la Ducati, magari conditi da podi e vittorie infliggendo pesanti sconfitte agli avversari nella lotta al titolo. Ma andando oltre il titolo, e vogliate perdonare il gioco di parole di stampo giornalistico, la realtà che si delinea è molto diversa da quanto suggerito.

La realtà di cui parliamo vede un Dovizioso primo nel mondiale senza aver mai graffiato a Misano, con all'attivo un settimo ed un ottavo posto che oggettivamente sarebbero stati nel 2019 e nelle stagioni precedenti, due risultati a dir poco deludenti. In questo strano 2020 invece gli sono bastati per prendere e poi mantenere la leadership di classifica. Andrea continua a puntare il dito contro le Michelin in edizione 2020, delle gomme capaci oggettivamente di stravolgere i valori in campo. Ma nel contempo ammette, da persona sempre intellettualmente onesta, che in questo momento Pecco Bagnaia è l'unico in grado di sfruttare al massimo il binomio rappresentato dalla Ducati GP20 e queste Michelin. 

Il Dovizioso che si confronta con i giornalisti a fine gara è davvero diviso tra le due facce contrapposte, di chi sa bene di trovarsi nella sua attuale condizione di classifica più per demeriti altrui che per meriti propri. L'assenza di Marquez in pista gli ha senza dubbio consegnato la chance più cristallina di fare suo il titolo prima di salutare la Ducati. Ma Andrea la sta sfruttando davvero fino in fondo? Probabilmente è proprio il pilota di Forlì a ripetersi questa domanda, continuando ad invocare la necessità di andare contro il proprio istinto per guidare al limite questa moto e soprattutto queste gomme. Il destino ha uno strano senso dell'ironia, perché in passato l'innata capacità di gestire le gomme di Dovizioso l'aveva messo in condizione di raccogliere tante vittorie. Oggi, proprio nel momento che doveva essere suo e suo soltanto, sono proprio le gomme il principale rivale da battere in pista più che l'alleato su cui confidare per sferrare l'attacco. 

Guardi la classifica e sei primo. Ti potrebbe venire quasi da ridere visto come stanno andando le cose in gara. 

"Guardare la classifica oggi mi fa ridere - conferma Dovizioso -  perché è difficile essere primo in classifica andando piano. Ma questo è quello che sta succedendo, fa ridere ma siamo stati bravi in certe gare a portare a casa punti. Continuiamo a lavorare per migliorare ed imparare ad adattarci dove ancora non ci stiamo riuscendo". 

Però essere primo a metà campionato vorrà pur dire qualcosa. 

"Siamo a metà campionato, ma sarebbe meglio lottare per il podio nelle prossime gare piuttosto che stare davanti senza avere realmente la velocità per essere in testa al mondiale. E’ frustrante perché stiamo lavorando tantissimo per adattarci al nuovo stile di frenata che ci vuole. Sui dati è chiaro cosa ci vuole, ma nei fatti è difficile poi applicare tutto. Sono stato un pelo più constante rispetto a Misano 1, ma non ho ancora la velocità per migliorare la situazione. Non siamo nella situazione per lottare davvero per il campionato. Di certo siamo nella posizione giusta per farlo e non molliamo, perché so che su ogni pista ci può essere una storia diversa. A Barcellona sarà tutto diverso da oggi, bisognerà farsi trovare pronti sempre". 

Dovizioso: "Sbagliato definire di basso livello questo campionato, solo i piloti conoscono la realtà"

Qualcuno pensa che questa classifica rifletta un livello del campionato basso senza Marquez. Tu cosa ne pensi?

"Dire che questo campionato è di basso livello è sbagliato. Basta guardare quanto sono vicini tutti i piloti, questo può significare due cose: o tutti i piloti in MotoGP sono degli scarsi, oppure sono particolarmente forti. Siamo sempre tutti vicini, sia in qualifica che sul passo gara. C’è una differenza di pochi decimi dal primo al quindicesimo. Come si può dire che il livello è basso, anche perché parliamo degli stessi piloti che hanno vinto nelle stagioni precedenti. Quindi anche allora il livello era basso? Secondo me solo i piloti possono parlare di livello basso o alto, perché non c’è questa conoscenza di tanti dettagli se non sei in moto, quindi bisognerebbe concentrarsi su altri dettagli e non parlare di queste cose". 

Ma tu cosa pensi che avrebbe fatto Marquez in questo campionato? Avrebbe dominato, oppure avrebbe sofferto come tutti gli altri?

"Sarei curioso di vedere Marquez con queste gomme. A Jerez ha dimostrato uno strapotere, ma in realtà vuole dire poco o niente perché tanto nessuno lo scoprirà per quest’anno, quindi è inutile fare considerazioni. Certo a Jerez era velocissimo, però se analizziamo le cose con logica, come sono andati i suoi test in Qatar? Molto male. Poi alla prima gara andava otto decimi più veloce di tutti mentre recuperava? Magari Jerez non ci ha dato una reale proiezione del suo valore, ma il punto è che sono proprio queste gomme che hanno creato questa situazione. Dai test alla prima gara. Per me è logica, ognuno può avere le proprie idee ma questi sono dati oggettivi".

Le Michelin del 2020 hanno stravolto così tanto i valori?

"Lo sto dicendo da tanto tempo, queste gomme non funzionano nel modo in cui ho guidato io negli ultimi tre anni. Anche l’assetto della moto che abbiamo usato fino ad oggi non funziona, quindi tutto è diverso. Devi avere un assetto diverso e devi anche guidare in modo diverso. Devi davvero guidare contro l’istinto, non è una cosa facile da fare quando sei in sella ad una MotoGP. Ci provo, ma finisco per non avere buone sensazioni in sella. Succede a tutti i piloti Ducati che erano forti in frenata fino al 2019". 

Dovizioso: "Studio i dati di Bagnaia, è l'unico a guidare la Ducati come si deve fare con queste gomme"

Però Bagnaia riesce a sfruttarle con la Ducati.  

"Continuo a studiare i dati di Bagnaia, che guida questa moto con queste gomme in un modo diverso dagli altri. Lui frena di meno e dopo, applica meno pressione ed entra veloce in curva. E’ una cosa diversa da quello che facevamo prima. Lui lo sta facendo benissimo e sta facendo la differenza". 

Guardando ai rivali, un po' impressiona la crescita di Mir e della Suzuki. E' un reale candidato al titolo?

"La Suzuki è molto bilanciata, per quello che si vede è una moto più facile per i piloti, gli permette di essere molto costanti ed anche di preservare le gomme in modo da essere molto veloci a fine gara. Per questo riescono ad essere così veloci a fine gara. Almeno sembra così dall’esterno. Poi Mir è un grandissimo talento, l’ho già detto in passato. In questo momento è il più pericoloso di tutti per il titolo, si vedeva già da qualche gara. A Misano è emerso ancora di più, vediamo come andrà a Barcellona". 

Dopo i test sembrava che avessi trovato la chiave per risolvere i problemi. Cosa è successo?

"Un pilota se la deve sempre raccontare in un certo modo. Quando prendi degli schiaffoni e poi ti butti anche da solo a terra, non puoi fare il pilota. Bisogna continuare a spingere anche quando le cose non vanno bene e magari anche un filo raccontarsela. Non stiamo semplicemente facendo passare il tempo, stiamo lavorando tanto ma è difficile. Per me tutto questo succede per le gomme. Negli ultimi anni non c’erano queste gomme e non c’è mai stato un campionato così. Di conseguenza queste gomme stanno creando questi alti e bassi. Vinales ha faticato Misano 1 e poi vinto Misano 2, cosa significa questo? Poi c’è da dire che la situazione è questa per noi come per tutti, quindi dobbiamo continuare a lavorare e cercare di migliorare la situazione. Certo, sono primo in classifica avendo fatto pochi risultati di rilievo, ma questa è la situazione. Non è finita, devo continuare a crederci. Non posso buttarmi giù finendo per essere troppo realista ed analitico, non serve questo ora". 

 

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