MotoGP, Bagnaia: "Vinales non mi ha messo pressione, una caduta inspiegabile"

"Mi sembra di andare a braccetto con la sfiga e sono arrabbiato. Non stavo spingendo al limite, forse sono passato sopra a una visiera a strappo"

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Non c’è niente di peggio di vedere scomparire un sogno fra le dita, quando la gioia si trasforma in rabbia nel giro di una frazione di secondo. È una sensazione che Pecco Bagnaia, suo malgrado, può dire di conoscere bene. Mancavano meno di 7 giri al traguardo quando si è ritrovato a scivolare nella ghiaia.

“Sembra che quest’anno vada a braccetto con la sfiga - sbuffa il pilota del team Pramac - Mi dà particolarmente fastidio perché la Ducati fa paura. A Jerez si era rotto il motore quando stavo per fare il mio primo podio, a Brno per un errore stupido mi sono fatto male e ho saltato tre gare in cui avrei potuto fare dei buoni risultati, oggi sono caduto”.

Cosa è successo?

La cosa che mi dà più fastidio è essere caduta mentre stavo gestendo la gara, se mi fosse capitato spingendo al limite l’avrei accettato ma sento di non avere nulla da recriminarmi. La Ducati ha un gran motore ed è forte in staccata, questo mi permetteva di non spingere troppo sulle gomme, dovevo solo gestire la prima fase di accelerazione”.

Non hai fatto un errore?

Mi sembra una caduta inspiegabile, voglio studiare bene i dati, penso che di essere passato su qualcosa che ha provocato la scivolata, forse su dell’asfalto sporco o forse su una visiera a strappo. Solitamente l’anteriore avverte prima di lasciarti, invece è andato via secco, senza nessuna avvisaglia. Cadere in questo modo non mi va giù, non sono deluso ma arrabbiato”.

Vinales si stava avvicinando, potresti esserti innervosito?

Maverick non mi ha messo pressione, quando si avvicinava spingevo un po’ di più e mi allontanavo nuovamente, tutto nella massima sicurezza, non era al limite. In Moto2 ero abituato a gestire certe situazioni, Vinales difficilmente mi avrebbe raggiunto. La cosa che mi preoccupa di più è essere caduto senza una spiegazione, per questo penso di avere toccato qualcosa”.

Hai pensato cosa sarebbe successo senza quella caduta?

“So anch’io che senza la rottura a Jerez e questa caduta sarei 5° in campionato a 10 punti dal primo, ma ragionare con i ‘se’ e con i ‘ma’ è sbagliato e non mi piace farlo. Purtroppo nella vita non esiste il tasto per riavvolgere”.

Cosa hai imparato da questa gara?

Di portarmi una scopa nel giro di ricognizione per pulire bene la pista (ride). Scherzi a parte, non mi sentivo così bene da quando ho vinto il titolo in Moto2, anzi mi sento ancora meglio. Dominare un fine settimana in MotoGP è una sensazione bellissima, peccato avere fatto tanto e non avere concluso nulla.

Però la prossima domenica sarai di nuovo in pista.

Non vedo l’ora che sia giovedì sera per andare a dormire, svegliarmi e iniziare un nuovo fine settimana. Barcellona, diversamente da Misano, è una pista molto adatta alla Ducati e ci arriverò dopo un fine settimana in cui ho fatto dei passi in avanti. Oggi sono riuscito a essere veloce fin dai primi giri, a differenza di domenica scorsa, e in gara ho fatto la differenza”.

Dovizioso invece continua a faticare, come te lo spieghi?

Quando non riesci a guidare come vuoi fai fatica, è difficile andare oltre ai problemi. Io mi trovo molto bene con la GP20 e le nuove gomme, mentre lui è in difficoltà. Nella MotoGP attuale il livello è altissimo, anche essere più lento di soli 3 decimi al giro fa una grande differenza.

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