SBK, Frankie Chili: "Ho il Parkinson, ma sono un pilota e lotterò"

Il popolare 'Frankie' ha confessa di essere vittima della malattia degenerativa, ma non si è dato per vinto: "il corpo umano è come una moto, se non funziona qualcosa vibra", ha scherzato

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Pierfrancesco Chili è stato uno dei piloti più popolari della Superbike pur senza aver mai vinto il mondiale. Indimenticabili sono stati i suoi ‘spogliarelli’ dopo le gare duranti i quali usava lanciare ai suoi fan l’abbigliamento da corsa.

Soprannominato ‘tonno’ per la sua velocità sul bagnato, o per ‘tigre dagli occhi azzurri’, per il disegno del suo casco,  a soli 56 anni, la leggenda della superbike è affetta dal morbo di Parkinson.

Dopo la stagione 2006, il popolare pilota italiano annunciò il suo ritiro: fu costretto dopo un incidente in prova nel corso del quale si  era fratturato il bacino.

Da allora ‘Frankie’ si è occupato delle spiagge della famiglia - i bagni ‘Romina'- dal nome di sua moglie - e ha affittato appartamenti per le vacanze.

Recentemente in un'intervista con mowmag.com, Chili ha rivelato di avere il morbo di Parkinson.

“Quando le mani mi hanno cominciato a tremare sono andato dal medico che mi ha diagnosticato il Parkinson. E’ stato un duro colpo. Ma io sono un corridore e i piloti cadono ma si rialzano”.

Chili ha corso la maggior parte delle sue 276 gare in Superbike con la Ducati, ma ha anche gareggiato con Suzuki e Honda.

"Il corpo umano non è diverso da una moto. Se una moto ha cattive vibrazioni, la si porta in un garage. Se una persona trema, va dal medico", ha scherzato Chili.

Anche dopo la diagnosi, l’ex campione è tornato su una moto nel marzo 2019.

"Sono andato in Australia per fare qualche giro con Troy Bayliss - ha ricordato Chili - È stato divertente, ma non lo farò mai più, troppo pericoloso, vibravo più io che la moto”.

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