Bautista: "La Honda può vincere il mondiale SBK, ma c'è da lavorare"

"Al momento non posso vincere una gara perchè non gestisco le gomme, spingo sempre al 100%. Questo podio? Non me lo sarei aspettato così presto"

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È un podio che sa di vittoria quello di Alvaro Bautista con la Honda HRC ad Aragon. Durante il quarto appuntamento del mondiale SBK della stagione, infatti, il pilota spagnolo ha sfruttato il lavoro fatto dai tecnici giapponesi sulla sua CBR 1000 RR-R Fireblade conquistando il primo podio in SBK della Casa da Magny Cours 2016 con Michael Van der Mark. 

“Se mi sarei aspettato di salire sul podio oggi? Così così – ci ha detto Alvaro subito dopo i festeggiamenti del podio - Sono stato fortunato ad avere un problema tecnico qui ad Aragon perché abbiamo molti dati riguardanti questa pista e l’unica preoccupazione che avevamo era la scelta della gomma. La moto ha un buon potenziale ma va ancora sistemata e quando lo faremo nel modo corretto sarà pronta per vincere il campionato del mondo ma al momento ovviamente non lo è”. 

Questo podio è arrivato con l’utilizzo della gomma SCX, che Alvaro usa quasi per tutte le sessioni di gara e che invece gli altri piloti evitano a causa dell’usura molto alta. Questo significa che la Honda oltre che essere molto forte in rettilineo è anche gentile con gli pneumatici?

“Io mi trovo molto bene con la SCX, riesco a gestirla, a non farla calare troppo (anche se il degrado è maggiore della SC0) e poi ha delle buone prestazioni. Con quella gomma guadagno più di quello che perdo e quindi l’ho scelta per la gara anche quest’oggi. Lo scorso anno (con la Ducati ndr) l’ho provata un paio di volte e dopo qualche giro si usurava, sarebbe stato da pazzi usarla nelle gare ma con questa moto e con queste condizioni posso farlo. Questa SCX ci aiuta a trovare il grip giusto che è quello che ci serve per guidare al meglio la Honda”. 

Ieri ci avevi detto delle tue fatiche nel guidare la moto in mezzo al gruppo. Cosa è cambiato oggi? Avete trovato la strada per gli aggiustamenti tecnici all’elettronica di cui ci parlavi ieri pomeriggio?

“Si, abbiamo lavorato soprattutto sul freno motore. Ieri avevo sofferto molto, specialmente nei primi giri perché al momento devo guidare questa moto in modo aggressivo forzando l’ingresso. In Superpole Race ho rischiato nella prima curva sono andato largo e sono riuscito a mettermi in una buona posizione e a stare con il gruppo. Il buon lavoro fatto nella gara di questa mattina mi ha aiutato anche al pomeriggio, avevo più confidenza”. 

In Gara 2, poi, si sono concretizzati tutti gli sforzi fatti e tutti i piccoli cambi sulla moto hanno inciso sulla tua prestazione.

“In Gara 2 è stato più semplice perché partivo avanti e non ho dovuto guidare insieme a tanti altri piloti. Ho provato a gestire all’inizio ma se lo avessi fatto troppo sarei andato piano e ho preferito spingere per stare nel gruppo dei primi. Ho fatto tutta la gara al 100% e alla fine le gomme erano un po’ calate, a quel punto mi sono preoccupato di più di mantenere il distacco da chi era dietro di me piuttosto che provare a prendere quelli davanti.

Quali sono i punti di forza e quelli che hanno ancora bisogno di lavoro su questa Honda?

“Questa moto è forte anche in frenata, oggi ho potuto staccare come mi piace, non siamo solo velocità pura. Perdiamo molto in curva ed in uscita specialmente in confronto alla Yamaha. Non ci sono dei grandi punti da migliorare, sono solo delle piccole aree su cui lavorare”. 

Settimana prossima correrete ancora ad Aragon, cosa ti aspetti?

“La settimana prossima l’obiettivo rimane sempre migliorare”. 

Ma “migliorare” dopo un podio significa vittoria…

“Al momento non siamo pronti per la vittoria, dobbiamo fare ancora un passo troppo grande. Io corro ancora tutta la gara al 100%, mentre per provare a vincere serve tenersi in tasca qualcosa, per controllare la situazione e le gomme, ed io al momento non ho in tasca niente. Non credo che la settimana prossima troveremo quel 1% che ci permetterà di vincere, sembra una cosa da niente ma in realtà è un miglioramento davvero grande”

Dopo la prima gara della stagione a Phillip Island quando hai pensato che sarebbe arrivato il primo podio?

“Durante il lockdown non ho pensato alle moto. Sono stato a casa e mi sono goduto la famiglia. Quando abbiamo ricominciato a Barcellona è stato piuttosto strano perché ho sentito la moto molto famigliare. È come se mi fossi ripristinato, le sensazioni non erano male. Non pensavo al podio, volevo solo migliorare la moto. Questo terzo posto non è una sorpresa, perché io gareggio sempre al massimo e Honda ha lavorato molto bene per sviluppare la moto, ma non me lo sarei aspettato così presto”. 

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