Pirro: “La MotoGP? Nelle retrovie sembra di essere in Fast and Furious”

“E' un 'far west'. Domenica ho avuto paura per le manovre che facevano certi piloti. Dovizioso? L’esperienza e la gestione lo aiuteranno”

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Nel weekend Michele Pirro tornerà nuovamente in sella alla Ducati del team Pramac. Per lui sarà la seconda e ultima apparizione, dal momento che a settembre la squadra ritroverà Pecco Bagnaia, infortunatosi in occasione del weekend di Brno.

Il pilota pugliese è quindi pronto alla sfida dopo la prestazione di domenica scorsa che lo ha visto chiudere dodicesimo alle spalle dell’Aprilia di Aleix Espargarò.

“La Ducati è stata molto competitiva lo scorso fine settimana – ha esordito – partiamo tra i favoriti e io spero di poter disputare delle prove in condizioni normali, senza essere penalizzato dalla qualifica. In questa MotoGP, se parti dietro, diventa davvero complicato recuperare, dato che tutti i piloti sono veloci. Personalmente, se riuscissi a limare quei tre decimi, potrei aver le carte per lottare per la top ten. Questa non è una delle mie piste preferite, dato che non sono uno staccatore, ma di sicuro l’obiettivo è migliorare”.

In Austria si riparte dal successo di domenica scorsa di Andrea Dovizioso.

“Su questa pista le prestazioni e l’esperienza di Dovizioso gli consentono di avere la situazione sotto controllo e gestire. È vero che la Suzuki e Rins sono stati veloci, ma credo che Andrea sia il favorito per domenica. Ovviamente mi aspetto  Pol Espargarò e le KTM veloci”.

Nella gara di domenica scorsa, il collaudatore Ducati è stato sicuramente messo a dura prova.

Nelle retrovie è un Far West, se voi guardate quello che accade nelle posizioni dietro c’è da avere paura, infatti ne ho avuta nei primi giri. In quei momenti c’è la lotta per capire come sorpassare anziché essere veloci come magari accade nelle posizioni di vertice. Sembra tipo Fast and Furious oppure la Moto3, ovvero una gara non veloce, ma fatta di sorpassi”.

Non manca infine una battuta in merito all’incidente di domenica scorsa.

“Chi non ha mai guidato una MotoGP fa fatica a capire. In quel tratto, se arrivi da sinistra, per la velocità che hai sei costretto ad allargare la traiettoria. È una questione di fisica. Nel rivedere la manovra di Zarco è difficile pensare che abbia fatto apposta, anche perché Johann si è pure fatto male. Per impostare la curva ha dovuto piegare di più, ma non certo frenare aggressivo, perché se no rischiava di finire a terra. Purtroppo c’era dietro Franco, ma non credo che quella di Johann sia stata una manovra intenzionale, anche se la considero sbagliata dall’inizio. Quello però è un punto pericoloso, anche perché arrivi da sinistra e ti ritrovi a 50 km/h a fare una curva. Il fatto è che se si fossero soltanto toccati, sarebbe comunque stato rischioso”.        

  

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