MotoGP, Crutchlow: "Il 2021? Un team con Dovizioso nelle gare per moto d'epoca"

Cal scherza sul suo futuro, poi diventa serio parlando di sicurezza: "con più air fence è migliorata alla curva 3, ma quel punto della pista dev'essere cambiato"

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L’umorismo di Cal Crutchlow è uno dei migliori di tutto il paddock e il pilota del team LCR lo sfrutta spesso e volentieri. Oggi lo ha fatto per rispondere alle domande sul suo futuro, considerato che le selle libere in MotoGP scarseggiano e ora, per prenderne una, dovrà vincere anche la concorrenza di Dovizioso.

Non so nulla per il 2021, non ho nessuna idea - ha detto il britannico - però rimango fiducioso e ottimista di correre. Altrimenti io e Andrea potremmo fare un team insieme e correre con le moto d’epoca, delle gare vintage dove potremmo anche fumarci un sigaro”.

Dopo avere brillantemente evitato la domanda sul prossimo anno, Cal non si è tirato indietro nel rispondere ai tanti interrogativi sulla sicurezza del Red Bull Ring. Soprattutto alla curva 3, quella dell’incidente fra Zarco e Morbidelli.

Sono andato a vedere i lavori, hanno posizionato altri air fence sul muro interno, bloccano un po’ la visuale ma ora quel punto è più sicuro rispetto alla scorsa settimana - la sua opinione - Però continuo a pensare che quella curva vada cambiata, bisogna fare qualcosa di diverso per ridurre la velocità”.

Per Crutchlow, l’ipotesi di allargarne il raggio è da scartare.

Bisogna pensare alla curva successiva, che è in discesa e dove arriviamo già ora al limite in  frenata - ha sottolineato - Quindi la soluzione non deve aumentare la velocità in uscita dalla 3, bisogna pensare anche alla staccata successiva. Ne abbiamo parlato con Loris Capirossi, ha capito il problema, ma so che trovare una soluzione non è semplice”.

C’è anche chi pensa che il livello di pressione sui piloti sia al limite in un campionato così strano e con tante gare ravvicinare, ma Cal non è d’accordo.

Tutti vogliono fare subito dei buoni risultati, tutti tranne me visto come sono andate  le mie ultime gare, forse sarà più forte nel finale di campionato - ha scherzato - Scherzi a parte, mi sembra che tutti guidino come sempre, le cose sono semplicemente un po’ enfatizzate dopo questi incidenti. Alla fine, per un pilota la pressione più grande viene da lui stesso”.

Più che con la pressione. il pilota della Honda ha dovuto lottare con la noia in questi giorni.

Non c’è nulla da fare nel paddock. Di solito arriviamo in circuito il mercoledì o addirittura il giovedì mattina. Tra incontri con  la stampa, un po’ di bici e i massaggi il tempo passa in fretta.  Invece sono qui da lunedì e un paio di volte mi sono alzato alle 11.30 del mattino per fare passare la giornata più in fretta - ha riso - Nulla da ridire, vista la situazione la cosa migliore è non permettere alla gente di entrare nel paddock e tutto sommato ha anche i suoi vantaggi. A volte mi sento in colpa a non fermarmi dai tifosi, ora non ho questo problema”.

 

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