MotoGP, Rossi: "Se fossi in Ducati la mia prima scelta sarebbe Dovizioso"

"Andrea, Pol Espargarò e le due Suzuki i favoriti per la gara, noi dobbiamo lavorare". Vinales: "ci stiamo perdendo, mi sembra di guidare un'altra moto"

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Dopo un giornata non delle migliori al Red Bull Ring, Valentino si è consolato durante la conferenza stampa con un po’ di frutta, “come i veri atleti” ha scherzato. Rossi però, questa volta, ha dovuto svestire per un attimo i panni del pilota e mettersi quelli di manager, della Ducati. La domanda è stata su chi sceglierebbe per l’ultimo posto nel team ufficiale fra Dovizioso, Lorenzo e Bagnaia.

Questa è una domanda difficile, perché qualsiasi cosa risponda sembra che faccia torto a qualcuno - ha risposto - Direi che tutte e tre le opzioni sono valide e hanno i loro pro e contro. Andrea è forte, quindi per me rimane la prima opzione. Lorenzo, da parte sua, è un grande campione ed è stato Veloce sulla Desmosedici. Poi c’è la possibilità di puntare su un giovane, e soprattutto Pecco ha dimostrato di sapere guidare la Ducati”.

A Borgo Panigale dovranno quindi valutare molto bene le loro carte, anche perché il Dottore ha altro a cui pensare. La partenza in Austria non è stata buona e avere perso il secondo turno di prove libere non ha aiutato.

È stata una giornata a metà, con la pista umida nelle FP2 era impossibile migliorare - il rammarico - La prima impressione è che sarà un po’ difficile qui, infatti non sono riuscito a stare nei primi 10. Sicuramente c’è tanto lavoro da fare, perché questo è un tracciato particolare. Io sto continuando sulla mia strada per quanto riguarda l’assetto, ma servono aggiustamenti. In particolare devo migliorare in staccata, è molto importante, perché al Red Bull Ring si frena a moto dritta e arrivando a grande velocità. Poi Michelin qui porta gomme con una costruzione più dura, perché si scaldano molto, quindi hanno meno aderenza, ma da quel punto di vista mi sento abbastanza bene”.

Come se non bastasse, la velocità massima è importante e la M1 non brilla sotto questo aspetto. Solitamente si dà la colpa al motore con architettura 4 in linea, ma è la stessa delle Suzuki che invece hanno dimostrato di essere molto competitive.

“Non conta solo il motore, ma anche da come fai lavorare le gomme - ha sottolineato Valentino - Al momento metto le Suzuki tra i favoriti, insieme a Pol Espargarò e Andrea Dovizioso. A Jerez la Yamaha era più competitiva, qui lo sono loro, ma parliamo di piste con caratteristiche diverse. Non  è solo questione di 4 in linea, contano anche altri aspetti, come la trazione e la gestione elettronica”.

A oggi le M1 sembrano essere un passo indietro.

Però, tolti i 4 favoriti che ho citato, siamo vicini agli altri - ha continuato Rossi - Bisogna migliorare, per esempio nel terzo settore della pista, dove posso essere più veloce. Avevamo qualcosa da provare per le FP2, ma non siamo riusciti a farlo per le condizioni della pista”.

Un altro punto interrogativo riguarda l’affidabilità del motore, con Yamaha che ha chiesto alla MSMA di potere intervenire per risolvere il problema.

In questo caso, il Dottore non ha dipanato i dubbi: “non sono la persona a cui chiedere, non ne so veramente niente. Sono concentrato sul mio lavoro”.

Maverick Vinales: "Non riusciamo a capire la differenza di prestazioni da una pista all'altra"


Lo è anche Maverick Vinales, che sembra ancora invischiato in quei problemi che avevano compromesso la sua gara a Brno la scorsa domenica. Oggi non ha trovato le risposte che cercava e la sua priorità è farlo al più presto.

Stiamo cercando di capire il perché di questa differenza di prestazioni - ha ammesso - Oggi non avevo grande fiducia sull’anteriore e brutte sensazioni al posteriore. Mi sembrava di guidare un’altra moto, faticavo a metà curva, non avevo grip. Se penso a Jerez, oggi non riuscito a fare girare la M1, voglio concentrarmi su questo problema”.

Anche perché Ducati e KTM sono in perfetta forma.

Loro sono veloci con queste gomme, dobbiamo capire anche noi come sfruttarle - ha affermato lo spagnolo - Sinceramente ci siamo un po’ persi e dovremo essere rapidi a fare le mosse giuste. Come era già successo negli anni scorsi, la moto su una pista va e su un’altra no. Dobbiamo capire cosa succede o diventerà frustrante. Il mio obiettivo è migliorare le mie sensazioni in questo fine settimana e risolvere il problema nel prossimo. Saranno due GP importanti”.

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