SBK, Corsa Mondiale: Rea attento! Questo Redding non è Bautista

Un anno fa Alvaro non si era accontentato di vincere, voleva dominare e mettere fine al mito di Johnny, Scott ha invece in serbo un altro piano

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Ci siamo appena lasciati alle spalle Jerez ed è già tempo di tuffarsi in un nuovo weekend. Da venerdì i riflettori delle derivate saranno infatti puntati sulla pista di Portimao, per il terzo round stagionale. In Portogallo Johnny Rea arriva con tanta fame di rivincita. Già, perché la tappa di Jerez ha lasciato il retrogusto amaro al portacolori Kawasaki, il quale è naufragato in Gara 2, a tal punto da non andare oltre la sesta posizione. Una prestazione che ha condizionato non poco la sua corsa Mondiale, dal momento che Johnny ha ora un gap dalla vetta di 24 punti.

Davanti a tutti c’è infatti Scott Redding, che alla prima stagione in Superbike ha già messo in cassaforte due successi dopo due sole gare. Rea è consapevole del pericolo, ma allo stesso tempo ha tentato di sminuire la cosa domenica pomeriggio, dichiarando: “Siamo solo all’inizio, vediamo cosa accadrà a Portimao o Magny Cours, nel weekend di gara le cose sono diverse”.

La pista francese è ancora sconosciuta per Scott, inoltre a Portimao Redding ha disputato un solo test ad oggi. Non dimentichiamoci poi, sempre parlando in ottica Mondiale, che lo scorso anno Rea era riuscito a recuperare la bellezza di 61 punti ad Alvaro Bautista, arrivando a rifilargliene ben 81 dopo Laguna Seca.

Visti i numeri, il Cannibale potrebbe dormire sonni tranquilli, dal momento che 24 lunghezze dalla testa della classifica è circa un terzo in confronto allo scorso anno. Eppure meglio non prendere troppo alla leggera questa corsa. Già, perché in questi primi due appuntamenti, il portacolori Aruba ha mostrato di correre con la stessa mentalità di Johnny, ovvero la costanza.

In Australia Redding non si fidava delle gomme da gara, dato che si trattativa della prima uscita con le Pirelli nel Mondiale, di conseguenza meglio mettere in cassaforte tre podi consecutivi, piuttosto che andare a cercare inutili rischi. Stesso discorso nella Superpole Race di domenica, quando ha preferito consolarsi col secondo posto, anziché mettersi alla folle rincorsa del Cannibale.

Sarà anche vero che Scott è un ragazzo estroverso, senza peli sulla lingua, ma di sicuro in questo inizio stagione sta dimostrando una mentalità da veterano della Superbike, la stessa a cui ci ha abituato Johnny. Quando può attaccare lo fa, come sabato e domenica, in Gara 1 e Gara2, quando invece capisce che il rischio è troppo grande, si accontenta.

D’altronde Scott l’ha detto chiaro e tondo fin dall’inizio della stagione: “Io sono qua per vincere il Mondiale, non per vincere il maggior numero di gare”. Cosa, la seconda, che era ben riuscita lo scorso anno ad Alvaro Bautista, capace di mettere in cassaforte ben 13 vittorie in 15 gare. Peccato poi che lo spagnolo non abbia saputo accontentarsi e gestire, dal momento che nella sua mente l’obiettivo era quello di dominare in lungo e per largo il Mondiale Superbike, annientando il mito di Johnny Rea. Com’è finita già lo sappiamo.

  

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