MotoGP, P. Espargarò: "KTM è casa mia, mi daranno il massimo fino a Valencia"

"Sono stato chiaro con Beirer e Leitner, e so che non cambierà niente. Oggi è andata bene, la moto soffre meno il caldo e siamo veloci sul passo gara"

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La prima sessione in pista da separato in casa con KTM. Per Pol Espargarò la giornata di prove a Jerez ha rappresentato anche questo, ovvero l’inizio della fine del legame che da ormai 4 anni lo vedeva nel ruolo di vero uomo di punta per la Casa austriaca in MotoGP.

La firma con Honda e la nuova avventura al fianco di Marc Marquez sono il suo futuro, ma Pol non vuole perdere di vista il presente ed anche oggi a Jerez ha dimostrato ancora una volta di poter essere un autentico faro per KTM in MotoGP. Lo spagnolo ha dato tanto ma ha anche ricevuto tanto dal costruttore austriaco. In questa stagione l’obiettivo comune sarà quello di ben figurare e di vivere qualche giornata di gloria esattamente come accadde a Valencia nel 2018. 

“E’ stata una buona giornata secondo me - ha commentato Pol - magari anche più facile per noi rispetto agli altri che sono stati fermi più a lungo. Sono abbastanza soddisfatto per i tempi segnati, perché di solito con il caldo noi soffriamo parecchio. Dopo i test invernali ci siamo concentrati molto a lavorare sul ritmo gara, perché ci eravamo resi conto di essere veloci sul giro secco e non altrettanto sul ritmo gara. Qui invece sembra che sia il contrario, perché abbiamo un ottimo passo ma fatichiamo un minimo sul giro secco. In ogni caso è bello essere qui dopo tanto tempo, quindi la cosa importante sarà correre e divertirsi”.

Adesso sei di fatto un separato in casa. Pensi che KTM ti renda meno partecipe dello sviluppo della moto fino a fine anno?

“Non penso che per KTM cambi qualcosa. Io ho parlato in modo molto chiaro con tutti in KTM, da Mike Leitner a Pit Beier. Per il 2020 ho un contratto in essere con loro ed non intendo guidare come se fosse una cosa triste, sono felicissimo di essere qui perché questa è anche un po’ casa mia. Mi sento bene con tutti qui e lotteremo assieme fino alla fine. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo continuare a lavorare tutti assieme, anche con il mio nuovo compagno di squadra che è un rookie e deve crescere anche lavorando con me. Siamo tutti sulla stessa barca, non c’è questo rischio da parte mia né da parte di KTM, daremo il massimo. Sempre al 100% fino alla fine del Gran Premio di Valencia, non ho dubbi su questo”

Pensi che il Covid abbia in qualche modo rallentato lo sviluppo della moto?

“Abbiamo fatto un ottima fase di test in inverno, dovevamo essere pronti per il Qatar e penso che lo fossimo. Il coronavirus non ha fermato lo sviluppo di questa moto, perché la RC16 era già pronta per correre prima che scoppiasse l'emergenza”.

E' l'ultima stagione in KTM, hai qualche obiettivo in particolare?

“Noi tutti puntiamo al massimo, al titolo a vincere le gare. Ma per arrivare a questo bisogna progredire sempre. L’anno scorso qualche volta abbiamo lottato per la top ten. Il problema è sempre stato mantenere il ritmo di domenica ed abbiamo lavorato per questo in vista del 2020. Penso che i passi in avanti siano stati fatti, la moto è migliorata ma non è un cambiamento dal giorno alla notte”.

C'è qualche aspetto della guida in cui senti che la RC16 è migliorata molto?

“Qui nelle ultime curve siamo molto veloci. L’anno scorso in un punto della pista ero costretto a chiudere il gas tra due curve, per far rientrare la moto in traiettoria. Quest’anno invece posso tenere aperto e questa è la dimostrazione che il telaio lavora meglio. Noi sappiamo che la nostra moto non è il massimo in certi frangenti, ma sembra sia migliorata anche dove l’anno scorso soffrivamo”.  

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