SBK, Pirro: "Lo stop alle wild card in MotoGP? Ci sono rimasto davvero male"

VIDEO - Il tester Ducati in MotoGP ha commentato la prima tappa del CIV, che non è andata benissimo: "Il gap di cilindrata con Aprilia si vede e dobbiamo ancora trovare il nuovo equilibrio"

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Michele Pirro è l'uomo da battere nel campionato CIV in Superbike. Pochi sono riusciti a tenere testa al pilota della Ducati nelle ultime stagioni ed anche in questo 2020 era indicato come il favorito per la conquista del titolo. Solo che la prima tappa al Mugello non è andata esattamente come preventivato, poiché Pirro è incappato in una caduta che ha spianato la strada al successo per Lorenzo Savadori e la sua Aprilia. 

Poco male, perché domani l'alfiere del Barni Racing potrà riscattarsi, anche se oltre alla voglia di vincere c'è anche un altro pensiero che assilla il tester della Ducati in MotoGP, ovvero l'impossibilità di disputare wild card nella top class in questo 2020 messo sotto attacco dall'emergenza Covid19.

"Si, ci sono rimasto male per il divieto dei tester di poter fare le wild card - ha affermato Pirro -  fare uscire una notizia del genere mesi prima dell’ufficializzazione del calendario non aveva molto senso. Posso capire l’emergenza, però penso che avrebbero potuto dare una deadline tipo di 40 giorni prima della gara per decidere al riguardo. Invece il fatto di aver deciso due mesi prima della prima gara del calendario mi ha un po’ deluso. Qui la situazione legata al Covid19 cambia di settimana in settimana, quindi dare tutta questa priorità a questa decisione non la vedo una buona idea".

Una delusione davvero forte per te. 

"Io ho investito tanto per essere sempre pronto per le gare, ed anche la Ducati con me. Ci sono rimasto davvero male, ma devo accettarla ed essere consapevole che bisognerà tornare l’anno prossimo ancora più forte ed agguerrito". 

Ci sarà almeno la possibilità di vederti al via di qualche gara nel mondiale SBK?

"Non credo che correrò con la SBK, in questo momento la mia priorità è fare bene nel CIV e fare bene nei test MotoGP, Dobbiamo anche capire come sta Dovizioso con l’infortunio, perché nel caso dovrò essere pronto. Meglio fare meno cose, ma farle bene piuttosto che farne troppe e male".

Cosa ti aspetti dalle gare di Jerez? Nei test in Qatar la Ducati sembrava in difficoltà con le nuove gomme.

"In questi mesi abbiamo studiato un po’ il problema delle gomme ed abbiamo fatto il test a Misano. Le indicazioni sono positive e dobbiamo sperare che Dovizioso stia bene perché a Jerez potremmo anche essere competitivi. Dopo poi ci saranno delle piste favorevoli per noi come l’Austria, Brno e Misano. Proprio a Misano penso che grazie al nuovo asfalto possiamo tornare competitivi come nel 2018".

 Tornando a parlare del CIV, la prima gara non è andata come preventivato. Sulla carta eri il favorito. hai pensato di movimentare le cose dando un po' di vantaggio ai rivali?

"Quest’anno un po’ di vantaggi li hanno avuti i miei rivali grazie al regolamento. Diciamo che non mi aspettavo di cadere così, non stavo spingendo e non mi è sembrato di aver fatto niente di particolare. Qui abbiamo dovuto utilizzare la zavorra che ci hanno dato ed anche adattarci ai giri motori che sono di meno da regolamento. Quindi ci sta che magari abbiamo avuto qualche problema a trovare i nuovi riferimenti e riparametrarci. Forse non abbiamo curato abbastanza certi particolari. Mi dispiace per la caduta, per il team. Me la sarei giocata fino alla fine, magari non avrei vinto ma sono certo che me la sarei giocata". 

In pista si nota molto la differenza di cilindrata con l'Aprilia RSV4?

"Penso che i centimetri cubi in più si siano visti. L’anno scorso riuscivo a restare in scia all’Aprilia e poi passarla. Quest’anno guadagno in scia ma non abbastanza da attaccare, quindi devo trovare efficacia nelle curve e non ho ancora trovato un buon compromesso con questo nuovo bilanciamento. Sono le gare, tocca lavorare a testa bassa e cercare di fare il meglio per le prossime gare, compresa domani".

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