MotoGP, Taramasso: "Nello stop Honda e Ducati hanno capito le nuove Michelin"

"Per Jerez e Le Mans abbiamo gomme per temperature estreme. La doppia gara? Mi aspetto 15 piloti in un secondo in qualifica e arrivi al fotofinish"

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Fervono i preparativi per il primo Gran Premio dell’anno (almeno per la MotoGP). Fra poco più di una settimana le squadre partiranno alla volta di Jerez e da lì in poi sarà una successione di gare da lasciare senza fiato. Un grande sforzo per i piloti ma non solo. A Clermont-Ferrand è da tempo che si sta pianificando questa stagione: tempi stretti, cambi di date, sono sono alcuni dei problemi che Michelin ha dovuto affrontare e risolvere.

Il 2020 era iniziato bene con i test a Sepang e in Qatar, avevamo portato una gomma posteriore con una nuova struttura e i tempi erano stati buoni, era migliore in tutto rispetto a quella dell’anno precedenti - ricorda Piero Taramasso, responsabile sui campi di gara per il gommista francese - C’erano state squadre che avevano trovato subito il giusto setup e i cui piloti si erano adattati bene, altre che dovevano lavorare ancora, come Ducati e Honda, ma penso che in questo periodo di pausa abbiano potuto analizzare tutti i dati e che abbiamo capito meglio come sfruttare questo pneumatico. Mi aspetto un buon inizio di campionato”.

Qual è stato il lavoro di Michelin in questi ultimi mesi?

Abbiamo continuato a lavorare, ad analizzare i dati più nel dettaglio avendo tempo. Dopodiché abbiamo preparato tre diverse opzioni in attesa del calendario e quando lo abbiamo avuto abbiamo potuto concentrarci sui circuiti e sulle date delle gare”.

Qual è l’imprevisto più grande?

La cosa che salta subito all’occhio è Jerez, era previsto di correre a maggio invece lo faremo a luglio, quindi con temperature molto più elevate, potremmo avere 10 o anche 15 gradi in più rispetto al solito, sono tanti. È sicuramente il cambiamento più grosso.

Come vi siete preparati?

Con i software di simulazione e poi guardando i dati delle stagioni passate. Alla fine abbiamo deciso di eliminare la gomma morbida inizialmente prevista e di aumentare tutte le opzioni di uno step per quanto riguarda la durezza, aggiungendo una gomma che ci dà la sicurezza di lavorare bene anche in condizioni di caldo estremo”.

A Jerez sono previsti dei test il mercoledì prima della gara, ci sarebbe ancora tempo per intervenire se ci fossero dei problemi?

Se fossero grossi potremmo farli, ma non penso che non ce ne sarà bisogno. È vero che in estate non si è mai corso lì, ma abbiamo i dati di test privati e l’esperienza nel campionato spagnolo SBK, è una pista che conosciamo abbastanza bene. Le gomme che i piloti avranno in quei test saranno esattamente le stesse che avranno per i due Gran Premi. In tutte le doppie gare le gomme saranno sempre le stesse”.

Oltre a Jerez, ci sono altri cambiamenti importanti?

Gli altri Gran Premi sono stati confermati in date simili al solito, o comunque senza grandi sbalzi di temperatura. A Le Mans ad ottobre dovrebbe fare più freddo rispetto alla data iniziale, ma già per quell’appuntamento avevamo scelto delle mescole per un freddo estremo, sarà sufficiente anche in autunno perché può lavorare anche con 10° di temperatura sull’asfalto.

Anche a Valencia, a metà novembre, potrebbe esserci lo stesso problema?

Abbiamo già avuto esperienza negli scorsi anni con freddo e pioggia, anche lì porteremo gomme per le basse temperature. In generale, comunque, non ci saranno degli stravolgimenti rispetto a quanto programmato a inizio anno, solo qualche ritocco. La prossima settimana comunicheremo la lista delle gomme per tutti i Gran Premi. Abbiamo avuto anche l’occasione nei test privati della scorsa settimana di fare delle prove sul nuovo asfalto a Misano e ora siamo più sereni”.

Avete già preparato tutta fornitura di gomme necessaria?

È stato un grosso lavoro, serve una settimana solo per mettere in moto le macchine, riprendere il lavoro, e contemporaneamente ordinare mescole e tessuti necessari. Poi servono due o tre settimane per produrre tutti gli pneumatici necessari per un Gran Premio. Non stiamo parlando di macchine per la produzione di serie, i tempi sono più lunghi. Al momento abbiamo già pronte le gomme per i primi 3 circuiti, quindi per 5 gare, e man mano continueremo con la produzione. Stiamo rispettando la scaletta, Dorna ci ha dato tutte le informazioni in tempo”.

Il vostro lavoro in pista sarà tanto diverso?

Sostanzialmente resta uguale, i nostri tecnici saranno nei box rispettando tutte le misura di sicurezza. Io e il responsabile dello sviluppo cercheremo di spostarci il meno possibile mentre prima saltavamo da una parte all’altra. Useremo mascherine e visiere per parlare con i piloti. I primi Gran Premi saranno di rodaggio, penso anche ai ragazzi che montano le gomme, anche loro dovranno indossare le mascherine, con il caldo non sarà piacevole ma sicuramente necessario”.

Non sono previsti test quest’anno, è un problema per lo sviluppo delle gomme?

Sì perché nel nostro programma iniziale avevamo previsto di continuare a provare il nuovo pneumatico anteriore, che avevamo già portato lo scorso anno nei test di Misano e Brno. Se i riscontri fossero stati positivi, avremmo voluto introdurlo nel 2021 ma ora tutto slitterà di un anno, quindi eventualmente debutterà in gara nel 2022”.

La doppia gara sullo stesso circuito come influirà sull’adattamento dei piloti alle nuove gomme?

Il nuovo pneumatico posteriore ha molto grip, quindi bisogna intervenire sul bilanciamento e sull’assetto della moto, inoltre anche il pilota deve adattarsi sia in frenata che in accelerazione. Con due corse ci sarà più tempo per mettersi a posto e penso che nella seconda gara, dove tutti arriveranno preparati, vedremo molta più bagarre. Non sarei stupito di vedere 15 piloti in un secondo in qualifica o arrivi al fotofinish con 3 o 4 moto, penso sarà molto spettacolare e ci saranno podi più vari del solito. I piloti riusciranno a sfruttare meglio il potenziale di moto e gomme e anche le condizioni della pista saranno migliori”.

Un campionato così compresso nei tempi cosa implica per il vostro lavoro?

Il problema di avere tante gare una dietro l’altra è a livello logistico. Per ogni fine settimana di gara portiamo 1.200 pneumatici fra slick e rain, ma non tutti vengono utilizzati, di solito se ne usano fra i 500 e i 550, e non si possono portare 2.400 gomme in un colpo solo per la doppia gara. La nostra strategia è quella di portarne 1.200 e poi, la domenica sera, in base al quantitativo usato, decidere cosa serve per il Gran Premio successivo. Quindi produrremo delle gomme all’ultimo momento ed è un modo nuovo di lavorare. Bisogna calcolare bene i tempi, per portare delle gomme dal nostro stabilimento a Jerez servono 3 giorni, a Brno 2 giorni e mezzo, non c’è spazio per l’errore. Anche per il personale sarà un grosso sforzo, sarà come correre una tripletta al mese, ma grazie alla nostra passione ce la faremo”.

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