MotoGP, CALENDARIO 2020, Ezpeleta: A fine luglio decisione per le 4 extraeuropee

Il CEO della Dorna prende tempo per i GP di Malesia, Thailandia, USA e Argentina: "un calendario già la prossima settimana, minimo 12 e massimo 16 gare"

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Carmelo Ezpleta, Ceo di Dorna, è intervenuto sulle ultime novità per quanto riguarda il calendario 2020. La partenza da Jerez il 19 luglio è confermata e non si andrà oltre la metà di novembre. Anche il protocollo medico è stato concordato e si attende ora l'approvazione da parte dei governi ospitanti.

Su cosa sta lavorando ls MotoGP al momento e per il futuro più a lungo termine?

"Abbiamo avuto diversi incontri fruttuosi e soprattutto abbiamo avuto un incontro molto proficuo con i costruttori, abbiamo presentato loro il protocollo prima di presentarlo al governo spagnolo e poi ad altre autorità. Abbiamo concordato alcune diverse cose, abbiamo dato loro la possibilità di spiegarci cosa ne pensano delle diverse opzioni, è stato molto proficuo e abbiamo anche approvato il numero di motori disponibili a seconda del numero di gare che faremo in questa stagione, che è stato concordato all'unanimità da tutti i costruttori. Abbiamo anche parlato delle necessità per il futuro, ma era essenzialmente per avere il loro parere sul protocollo e poi approvare la situazione dei motori nella stagione 2020".

Ci sono aggiornamenti sulle gare fuori dall'Europa che si svolgeranno a fine stagione?

"Questo è quanto ho spiegato nell'incontro con loro: il calendario che speriamo di presentare la prossima settimana inizierà, se tutto va bene, il 19 luglio a Jerez. E l'ultima gara di quel calendario sarà all'inizio di novembre, con 12 o 13 gare. Ma le gare fuori dall'Europa sono ancora da decidere. Ci saranno diverse gare presenti - le quattro extraeuropee che non sono state annullate: Thailandia, Malesia, USA e Argentina - per le quali cercheremo l'approvazione e abbiamo una scadenza a fine luglio per dire a tutti se continuiamo o ci fermiamo. Dopo le prime due gare vedremo se il calendario sarà di 12, 14 o al massimo 16 gare”.

Abbiamo visto i piloti tornare ad allenarsi e anche un test KTM in Austria, è un segno di speranza che l’inizio  del campionato si stia avvicinando?

"Questo è molto buono. Quando abbiamo saputo che alcuni circuiti hanno avuto l'idea di permettere ai piloti professionisti di iniziare, abbiamo pensato che fosse un'ottima idea. Infatti, sapevamo che per alcuni piloti, quando hanno avuto anche la possibilità di fare motocross e cose del genere, sarebbe stato molto utile per tutti loro. So che sono contenti, perché i piloti della MotoGP non hanno più corso dal test prima del Qatar, e quello Moto2 e Moto3 dal Qatar. E' importante partire e sono tutti ansiosi di farlo”.

Come sarà il paddock in questa stagione? Quali misure e controlli speciali ci saranno e come si prepareranno i team?

"Abbiamo realizzato un protocollo molto definito, lavorando insieme ai Ministri dello Sport dei diversi Paesi che visiteremo, per avere un'idea da qualsiasi Paese di quello che possiamo fare. Poi, in linea di principio, ogni pilota si sottoporrà a una visita medica prima di partire e se il medico deciderà di fare un test, lo farà prima della prima gara in Spagna. Poi più tardi, prima di arrivare nel paddock, ci sarà un altro test, e poi un protocollo con un controllo ogni giorno, un sacco di cose nel paddock e soprattutto l'isolamento tra ogni squadra. Abbiamo anche alcune misure per i posti dove si mangerà, in linea di principio, le persone si muoveranno solamente dall'hotel al circuito e dll circuito all'hotel. Ovviamente queste misure sono pensate per come è la situazione in questo momento, se da qui a luglio la situazione in qualsiasi paese sarà più flessibile, agiremo di conseguenza. In linea di principio vogliamo isolare il paddock dall’esterno e non ci sarà alcun collegamento tra le persone che lavorano stabilmente sul circuito e quelle della MotoGP.  Infine, il personale della MotoGP sarà composto da circa 1300 persone o meno e abbiamo aumentato di cinque il numero di membri (da 40 a 45 ndr) per ogni costruttore per la classe MotoGP. I numeri per la Moto2 e la Moto3 rimangono gli stessi di prima".

Sappiamo qualcosa di più sulla SBK?

SBK e la FIM CEV Repsol stanno definendo un altro protocollo, sono legati alle federazioni nazionali. Tutti i protocolli relativi a qualsiasi campionato FIM sono collegati alla FIM ed è la FIM che approva i protocolli. Per il Mondiale Superbike è lo stesso e presenteranno il loro protocollo alle federazioni nazionali”.

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