MotoGP, Ezpeleta: "Non fermeremo il GP se dovessimo trovare un positivo"

"Non andrà come la F.1 in Australia. Oggi siamo molto più preparati sul tema. Bisognerà vedere l’entità del problema. Se ci sarà ancora quarantena in Spagna inizieremo altrove"

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La MotoGP non chiuderà tutto se, come è accaduto alla F.1 in occasione del Gran Premio abortito in Australia, ci dovesse essere una positività.

A dirlo a Marca è stato Carmelo Ezpeleta che è ancora alle prese con la ripartenza del motomondiale.

“Oggi siamo molto più preparati sul tema - ha spiegato il Ceo della Dorna - bisognerà vedere l’entità del problema. Come ho detto stiamo stilando un protocollo d’accordo con le richieste delle nazioni. Abbiamo fatto come la Lega calcio, siamo in attesa di presentare le nostre misure non appena vedremo che è possibile viaggiare. Aspettiamo l’approvazione o la richiesta di eventuali modifiche che si renderanno necessarie. Non posso dire che se trovassimo un positivo dovremmo fermare il Gran Premio”.

La Spagna al momento sembra in controtendenza con altri stati europei ed impone una quarantena per gli ingressi.

“Se iniziassimo oggi, sarebbe così. Vedremo alla fine di giugno, penso che le cose cambieranno. Se non approviamo il protocollo previsto per Jerez il 19 luglio forse inizieremo più tardi o correremo altrove per poi venire in Spagna. L’intenzione è quella di iniziare il 19 luglio, ma dipenderà dall’ottenimento dei permessi necessari”.

 

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