MotoGP, Meregalli: "Lorenzo? Abbiamo un jolly in mano e non possiamo giocarlo"

"Avrebbe dovuto fare un'altra wild card a Misano o Motegi. Conosco bene Rossi, penso continuerà. Yamaha ha tutto per iniziare un ciclo vincente, Vinales e Quartararo si spingeranno a vincenda"

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Non c’è persona nel paddock che non stia contando i giorni per tornare in pista. Lentamente la situazione sembra stia tornando a una timida normalità e la data del 19 luglio, quella del possibile primo Gran Premio dell’anno a Jerez, è segnata in rosso sul calendario. Anche su quella di Massimo ‘Maio’ Meregalli, il team manager di Yamaha.

Sono veramente il primo a volere scendere in pista - ammette con un sorriso - Sinceramente avevo sempre pensato a una ripartenza per Brno, ad agosto, ma se dovessimo riuscire a iniziare a luglio, ben venga. La doppia gara sullo stesso circuito l’abbiamo già digerita, capiamo qual è la situazione e speriamo di fare almeno una decina di gare”.

Un campionato così corto potrà cambiare i valori in campo?

Sinceramente no. Sarà ancora importante non sbagliare, ma allo stesso tempo bisognerà rischiare per cercare di vincere. Si dovrà partire da subito forte e spero che ci facciano fare un test il mercoledì del primo GP perché non era mai successo che un pilota restasse 5 mesi senza guidare la propria moto. Un test servirebbe per riprendere le misure prima di iniziare”.

Servirebbe anche per la squadra?

Per me sì, anche perché dovremo abituarci a lavorare con tutte le precauzioni del caso. Ci servirà come rodaggio”.

Un’altra decisione presa in questi mesi è stata quella dello sviluppo per motori e aerodinamica, pensi possa svantaggiare o avvantaggiare qualcuno?

Penso sia stata una decisione intelligente in questa situazione, non penso che porti vantaggi a qualcuno. Senza quello che è successo, noi saremmo potuti partire bene e approfittare magari delle condizioni di Marquez, che non era ancora al 100% fisicamente, per questo ha sofferto nei test invernali. Le carte in tavola non cambieranno”.

“Sulla base di quello che penso, Valentino continuerà a correre”

Questa sarà l’ultima stagione in cui lavorerai con Rossi, quali sensazioni provi?

Si sta parlando tanto del suo futuro, ma Valentino non ha ancora deciso se continuare o meno. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, la Yamaha gli metterà a disposizione la stessa moto ufficiale che avremo noi”.

Quanto sarebbe importante per Yamaha potere continuare ad averlo in pista, anche per lo sviluppo?

Come abbiamo già visto l’anno scorso, è importante avere le moto tutte uguali, perché ci permetterà di lavorare e migliorare più velocemente nel fine settimana di gara. Potremo confrontare i setting di tutti i piloti, cosa che prima non facevamo. Sicuramente l’esperienza di Valentino verrà sfruttata”.

Avrai sicuramente sentito Valentino al telefono, come lo hai trovato?

Rispondendo per come lo conosco e in base a quello che penso, sicuramente credo che continui, ma solo lui lo sa. Ha la stessa voglia di sempre e, appena è riuscito, è tornato ad allenarsi al Ranch. Abbiamo cercato di andare in Austria, al Red Bull Ring, perché voleva ricominciare a girare. Era un invito esteso a tutti i 4 piloti MotoGP Yamaha, ma al rientro, sia in Italia sia ad Andorra, avrebbero dovuto stare in quarantena, quindi abbiamo rinunciato a questa opportunità. Le motivazioni di Valentino sono spinte dalla sua passione”.

“Un peccato tenere Lorenzo fermo, può darci tanto”

Anche Lorenzo è senza contratto, avrebbe dovuto correre a Barcellona, ma la GP Commission ha vietato le wild card quest’anno. Quali sono i piani per lui?

Mi sembra di avere un jolly in mano e non poterlo giocare. Il test di Sepang non era stato minimamente preparato, l’accordo era stato trovato poco prima di partire e abbiamo cercato di trovare una soluzione all’ultimo. Ci sarebbe piaciuto farlo girare di più, ma i collaudatori dovevano prima terminare il loro programma di lavoro”.

Come lo hai visto in questi test?

Bene fin da subito, in sella era naturale, sciolto, nulla a che vedere con le sue ultime gare. Sono convinto che se non si fosse messo a piovere nell’ultima mezz’ora del terzo giorno si sarebbe avvicinato ai più veloci. Fisicamente non era ancora perfetto, ma un giro veloce lo avrebbe fatto. Mi spiace davvero non riuscire a non fargli fare nessuna wild card. Era in programma una gara a Barcellona, dove avremmo dovuto avere pronto del nuovo materiale da fargli provare per poi poterlo utilizzare noi. Inoltre, pensavamo a un’altra wild card, a Misano o Motegi, ma non sarà possibile. Jorge porta un bagaglio di esperienza di due anni in Ducati e uno di Honda e poteva darci sicuramente qualcosa. Inoltre è molto sensibile, è un peccato non potere utilizzarlo come avremmo voluto. Momentaneamente il programma di test è stato sospeso e dobbiamo ancora fare quello nuovo”.

Pensi che possa rimanere come tester in Yamaha o hai paura che possa decidere di tornare a correre con un’altra Casa?

Faccio fatica a mettermi nei panni di Jorge, io l’ho visto molto rilassato e contento in questo suo nuovo ruolo. Mi sembra che si stia godendo un po’ di più la vita e allo stesso tempo può ancora andare in moto. Magari fare una o due wild card all’anno gli permetterebbe di divertirsi e di mantenere il ritmo. Non abbiamo ancora pensato a nulla di diverso per il 2021, anche se il contratto con lui è di solo un anno”.

“Yamaha ha cambiato approccio, abbiamo tutto per essere vincenti”

Yamaha ha veramente voltato pagina dopo qualche stagione difficile?

Le cose sono cambiate dopo la riorganizzazione della struttura in Giappone, da Barcellona avevamo iniziato a vedere qualcosa di diverso. Non è stato stravolto nulla, abbiamo fatto alcuni passi indietro per trovare la direzione giusta, abbiamo capito cosa non funzionava e poi non abbiamo smesso di lavorare. A Brno avevamo cominciato a provare il materiale nuovo per il 2020 ed era da due anni che non capitava. Da lì hanno portato 3 diverse evoluzioni del motore, all’inizio sembravano impercettibili ma l’ultima, a Valencia, ci ha fatto migliorare in potenza, erogazione e trazione. È stato il frutto di un nuovo metodo di lavoro, c’è molta più comunicazione tra Giappone e Gerno di Lesmo, mentre prima non era così.

Il cambiamento è stato più di approccio che tecnico?

Logicamente sono arrivati aggiornamenti tecnici, ma l’approccio è quello che è cambiato. C’è anche un altro aspetto: negli ultimi anni le moto del team ufficiale non erano mai uguali a quelle usate da Tech3 e questa cosa ha influito. L’anno scorso le M1 dei 4 piloti erano uguali al 90%, questo ci ha dato la possibilità di comparare i dati e di provare le soluzioni l’uno dell’altro, oltre al fatto che, essendo tutti molto veloci, si spingevano a vicenda.

Quanto ha aiuta la nuova gomma posteriore Michelin? C’è chi sostiene che aiuti maggiormente le moto con motore 4 cilindri in linea, cioè Yamaha e Suzuki.

“Anche in passato era successo con Bridgestone, quando avevano cambiato la costruzione della gomma anteriore non a tutti era piaciuta, ma alla fine tutti l’avevano fatta funzionare. È vero che noi non abbiamo mai avuto problemi con questo nuovo pneumatico di Michelin, da quando abbiamo iniziato a utilizzarlo è piaciuto a tutti i piloti, ci permetteva di essere più veloci e costanti. Nei test invernali, abbiamo avuto il problema del decadimento della gomma posteriore solo con Valentino a Doha, prima non ne avevamo più sofferto”.

Yamaha ora ha tutto quello che serve per aprire un nuovo ciclo vincente?

Sì, mancherebbe ancora qualche chilometro orario di velocità massima. Il pacchetto dei test invernali forse non eccelle da nessuna parte, ma è molto buono. Lo si è visto da come hanno girato i piloti, sono stati veloci ma anche costante, infatti c’è un po’ di rammarico per non avere iniziato”.

“Vinales e Quartararo due galli in un pollaio? Tutti vorrebbero avere un problema del genere”

Cosa pensi della coppia Vinales - Quartararo che avrai nel prossimo biennio?

Sarà una bella accoppiata! È stato fatto un bel lavoro, non potendo aspettare la decisione di Valentino e non volendo neanche perdere un pilota giovane e promettente come Fabio. Siamo riusciti ad avere tutto quello che volevamo: due piloti giovani e mettendo a disposizione di Vale un pacchetto ufficiale.

C’è il rischio di dovere gestire i due classici galli in un pollaio?

Penso sia un problema che tutti vorrebbero avere (ride). Alla fine si spingeranno l’uno con l’altro e allo stesso tempo migliora anche la moto”.

Quartararo porterà con sé i propri tecnici?

Non ne abbiamo ancora parlato, solitamente affrontiamo questo discorso tra luglio e agosto”.

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