MotoGP, "I soldi? Un problema se Ducati non riconosce il valore di Dovizioso"

Parla il manager Simone Battistella: "inizieramo le trattative a fine maggio, inutile aspettare. Gli screzi con Dall'Igna? Positivi quando servono a raggiungere un fine comune"

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Mentre la MotoGP si prepara a ripartire, con l’ipotesi della prima gara il 19 di luglio a Jerez, anche le squadre iniziano a riflettere sul proprio futuro. Se Honda, Yamaha e Suzuki hanno giocato d’anticipo, in casa Ducati la situazione è ancora fluida e gli occhi sono puntati su Andrea Dovizioso. Simone Battistella, manager del forlivese, si sta preparando ad affrontare le trattative.

Simone, i piloti non possono correre in questi mesi e i manager cosa fanno?

“I manager lavorano da casa, cercando di raccogliere più informazioni possibili e continuare a comunicare, a creare contenuti con i piloti, c’è un’interazione maggiore anche con i tifosi e i fan club. Inoltre si sta iniziando a parlare anche del futuro, dei contratti per 2021 e 2022, anche se siamo in una specie di limbo perché nessuno sta correndo. Ci si basa sui parametri che si avevano alla fine della scorsa stagione, quindi per i giovani è più complicato rispetto ai piloti con maggiore esperienza”.

Il mercato è ripartito quindi?

Si sta iniziando a parlare ma sulla base di quello che si conosceva già prima. Non correndo, non si può sapere quali potrebbero essere le prestazioni dei piloti e delle moto”.

Battistella: “Le trattative inizieranno tra la fine di maggio e l’inizio di giugno”

Rossi ha detto che dovrà decidere se continuare prima dell’inizio del campionato, sarà un caso isolato? Il riferimento a Dovizioso non è causale.

Penso di no, nella migliore delle ipotesi si correrà nella seconda metà di luglio e sarebbe troppo tardi per iniziare a parlare. Inoltre sarebbero conversazioni basate su una o due gare, per di più svolte sulla stessa pista, dopo una lunga pausa: sarebbe quindi una situazione di incertezza sul valore che si può dare a un pilota o a una moto. Le prime due ipotetiche gare a Jerez sono su una pista con determinate caratteristiche che avvantaggiano o svantaggiano determinati piloti e moto, quindi giudicare su questa base servirebbe a poco. Tanto vale iniziare a parlare fra la fine di maggio e l’inizio di giugno”.

Siamo stati abituati negli ultimi anni a contratti biennali, si potrebbe ragionare su accordi annuali date le condizioni particolari?

Vale la pena continuare a ragionare sui biennali perché sono contratti che danno più respiro al progetto. Si deve anche pensare che le negoziazioni nel corso della stagione sono comunque un disturbo, un momento in cui si può creare tensione e questo va sempre a discapito delle prestazioni, del pilota e della squadra. Quindi trovare un accordo biennale significa avere almeno un anno e mezzo di tempo in cui si lavora senza quel tipo di pressione. Certo, ogni caso è diverso, per esempio HRC ha fatto un contratto di un anno con Alex Marquez, questo ti garantisce un po’ di flessibilità in più nella rinegoziazione”.

“La storia fra Ducati e Dovizioso è molto importante, per entrambi”

Dovizioso, qualche settimana fa, aveva messo tutti in pre-allarme dichiarando di non essere sicuro di continuare nel 2021. Il pericolo è rientrato?

Non c’è mai stato, anzi ha utilizzato questo periodo per allenarsi con grandissime disciplina e intensità, quindi è molto motivato e carico per questa stagione. Chiaramente è un pilota che, giustamente, vuole correre nelle condizioni giuste, quindi all’interno di un progetto e di una struttura in cui crede, questo è un aspetto fondamentale. Non c’è nessun motivo di pensare a un ritiro imminente”.

In una nostra intervista, il team manager di Ducati Davide Tardozzi ha difeso energicamente Dovizioso. È un segnale positivo?

Penso che Davide sia stato obiettivo: Andrea negli ultimi 3 anni ha fatto qualcosa che nessun altro è riuscito a fare, a parte Marquez. Da quando Marc è in MotoGP ha perso un solo campionato, nel 2015, imparando a cosa porti sentirsi onnipotente, come disse lui: il suo errore fu quello di sentirsi invincibile. Nella sua era, Andrea è stato l’unico che è riuscito a dargli fastidio e ha battuto tutti gli altri. Quindi questo pilota, con questa moto e con questa squadra, insieme, sono riusciti a fare qualcosa di molto importante e con costanza. Bisogna dare il giusto valore a queste prestazioni: del pilota, della squadra e della moto.

Detto così, sembra che ci sia l’intenzione di continuare. Ducati è la prima scelta per Dovizioso?

Non è né la prima né l’ultima, quando inizieremo la negoziazione, al momento non lo abbiamo ancora fatto, da entrambe le parti si terrà conto di quanto fatto fino a ora, ed è tantissimo. La storia di Ducati e Dovizioso parte da dopo Valentino Rossi, da una situazione molto difficile che è andata avanti per un paio di anni. Poi, con grandissimi impegno e lavoro, si è riusciti ad arrivare ai livelli attuali. Questa è una storia importante, sia per Ducati che per Dovizioso”.

Battistella: “I soldi diventano un problema solo quando non viene riconosciuto il valore di un pilota”

Però lo scorso anno si era parlato molto degli screzi tra Dovizioso e Dall’Igna.

“Sono situazioni che bisogna guardare nel loro complesso. Innanzitutto da certe tensioni può nascere un risultato positivo, perché sono messi a confronto caratteri molto forti che hanno uno scopo comune, quello di vincere. Può esserci una divergenza di opinioni, l’importante è riuscire a canalizzare queste energie alla ricerca di un risultato. Bisogna spaventarsi relativamente poco di queste cose perché succedono ovunque, basta ricordare le dichiarazioni negli ultimi anni dei piloti Yamaha, sicuramente ci sono state grandi tensioni. La MotoGP di oggi vive nel trovare il limite di ogni cosa e l’ambizioni di ottenere certi risultati porta, a volte, anche a un confronto duro ma è per un fine comune”.

Nella trattativa che verrà, quanto conteranno i soldi? Paolo Ciabatti, ds di Ducati, ha più volte detto che ci sarà una riduzione degli ingaggi.

Gli ingaggi sono un problema solo quando il pilota ha la sensazione che non venga riconosciuto il suo valore. Bisogna essere obiettivi nell’ammettere che siamo in una situazione particolare e che, molto probabilmente, le disponibilità economiche delle squadre per i prossimi contratti non saranno quelle dell’anno scorso, vale anche per gli sponsor. Il problema del denaro è però secondario al progetto, io lavoro con piloti con cui parlo di soldi dopo avere parlato di questioni tecniche”.

“Dovizioso è sereno per il suo futuro, vuole valutare tutte le opzioni”

Dovizioso che indicazioni ti ha dato al momento?

È molto sereno, vuole valutare le opzioni nella maniera più oggettiva possibile e poi prendere una decisione con cognizione di causa”.

Togliendo Yamaha, Suzuki e Honda, che hanno praticamente chiuso i giochi, Ducati, dal punto di vista tecnico, sembra essere in vantaggio, rimane la moto più appetibile.

“La MotoGP attuale non lascia spazio a chi non abbia un impegno vero per riuscire a vincere. Non ci sono strutture che partecipano solo per fare presenza. Ducati, KTM, Aprilia hanno la stessa ambizione anche se in posizioni diverse rispetto al traguardo finale, quindi va valutato il progetto”.

Tu segui anche altri piloti, tra cui Baldassarri. Per un pilota della Moto2 sarà più difficile fare il salto in MotoGP nel 2021 nella situazione attuale?

Sicuramente è più complicato perché non si possono fare valutazioni su quei piloti. È molto probabile che le squadra di MotoGP dicano: se questi piloti ci andavano bene ieri allora vanno bene anche oggi. Però, se ci sono dei dubbi, conviene aspettare l’inizio della stagione. In questo senso, i piloti della Moto2 dovranno aspettare la fine di agosto o l’inizio di settembre per vedere se ci saranno posti disponibili in MotoGP”.

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