MotoGP, Pirro: “Dovizioso non ci crede abbastanza ma può farcela”

“Battere Marquez è come pensare di battere un fenomeno, mi sarebbe piaciuto averlo in Ducati. Stoner? Non ho finito nemmeno un giro con la sua mappa”

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Dopo Carmelo Ezpeleta e l’approfondimento su Ayrton Senna l’ospite della giornata di ieri nella nostra consueta diretta delle 18:00 sui canali You Tube e Facebook è stato Michele Pirro. Il tester più veloce della MotoGP è stato ospite per una chiacchierata di un’oretta con Paolo Scalera e Matteo Aglio ed ha potuto rispondere alle vostre domande a partire da quelle su Andrea Dovizioso.

“Dovizioso non ci crede abbastanza e si auto limita. Ovviamente non è semplice e quando si parla di battere Marquez si parla di battere un fenomeno. Ad ogni modo Dovi ha tanta velocità e può competere con tutti, può farcela e in questi anni sta facendo un gran lavoro”. 

Però Alberto Puig ha detto che da parte di Dovizioso c’era stato un interessamento per il posto vacante in HRC. Secondo te rimarrà in Ducati?

“Quando i contratti scadono tutti si cercano delle alternative, Dovizioso magari si è offerto ad HRC perché loro avevano bisogno. Secondo me Dovi ha fatto bene a rimanere in Ducati e farà bene a farlo anche in futuro, vedendo come si sta evolvendo il mercato piloti non vedo perché non riconfermare i piloti attuali. Mi aspetto che Andrea valuterà ciò che è meglio per lui, ora ha fatto la scelta giusta perché Lorenzo mi aveva detto che quando sarebbe arrivato in Honda avrebbe battuto Marquez, ma invece ha chiuso la carriera”.

"Non credo che Lorenzo tornerà a correre"

Parlando proprio di Lorenzo, qual è stato il problema del maiorchino sulla moto di Borgo Panigale?

“Il suo problema non è stato l’adattarsi tardi, è che quando ci sono tante aspettative e pressione non si lavora in modo tranquillo. Dovizioso ha tratto un gran vantaggio dalla situazione di Lorenzo e ha ingranato la marcia che ha portato la Ducati vicino al mondiale. Jorge è un talento incredibile ma è difficile da gestire, soprattutto per sciocchezze o per questioni che lui vedeva in modo particolare, dopo aver fatto uno passo avanti dal punto di vista mentale e si è liberato della questione contrattuale è tornato ad essere competitivo e vincente. Lorenzo era abituato a guidare la Yamaha che è una moto che aiuta a rallentare, mentre sulla Ducati bisogna frenare molto forte ma non bisogna farlo solo con le braccia, io gli ho consigliato di allenarsi sulle gambe”. 

Secondo te Jorge avrebbe potuto lottare per il mondiale se fosse rimasto in Ducati?

“Nel 2019 Lorenzo avrebbe lottato per il mondiale, ma l’avrebbe fatto anche nel 2018 ma dopo Aragon e Misano è successo quello che è successo. Ovviamente sarebbe stato al pari di Dovizioso, ma sarebbe stato molto complicato stare al passo di Marquez”. 

Vedi Jorge nel mondiale in futuro o credi che il suo ritiro sia definitivo?

"Nel 2021 io credo che molte cose rimarranno uguali e che non ci saranno posti in più, ovviamente Jorge è forte e ha bisogno di girare per dimostrare di essere competitivo e vedo molto complicato che lui possa tornare a correre”. 

"Mi sarebbe piaciuto avere Marquez in Ducati"

E su Valentino invece? Credi che continuerà?

“Bisognerà capire che effetti avrà la quarantena su Valentino, se avrà voglia di continuare correrà con Petronas per un altro anno e magari con Morbidelli”. 

Marquez in Ducati? Secondo te Marc vorrà dimostrare di poter vincere con una moto diversa dalla Honda?

“Lui ha firmato fino al 2024 con la Honda, se dovesse arrivare sarebbe bello ma io speravo venisse prima. Nel 2025 bisognerà vedere la sua competitività perché gli anni passano anche per lui e sappiamo che continuano ad arrivare giovani”. 

È vero che anche altre case ti hanno cercato? Si era parlato di un interesse concreto di Yamaha per sostituire Folger. 

“Quello che ho fatto io con Ducati è stato un riferimento per tutti i test team, anche delle altre Case. Sono stato contattato anche da altri, ma mi sono affezionato al marchio Ducati e so di aver fatto grandi cose. Loro mi hanno dato tanto e io ho dato a loro un po’ della mia carriera, penso che mi sarei tolto delle soddisfazioni nel mondiale. Comunque non è finita e so di avere delle altre opportunità, anche se al momento il mio obiettivo è vedere la Ducati vincere il mondiale”. 

"La 'mappa Stoner' era impossibile, una cosa da disumani"

Torneresti a correre nel mondiale a tempo pieno?

“Purtroppo il mio sogno rimane sempre quello di correre nel mondiale. So che è difficile ma non penso di essere da meno rispetto a tanti piloti che corrono tutto l’anno. Ovviamente quando si corrono tre gare l’anno in mezzo a quei mostri si fa fatica a dimostrare qualcosa”. 

Parliamo un po’ di passato. Com’era lavorare di fianco a Stoner?

“E’ stata una fortuna lavorare con lui, come anche con altri campioni, ma Casey ha delle caratteristiche non replicabili, era unico che mi ha impressionato. Il suo era uno stile di guida incredibile. Una volta ho provato la sua mappatura durante un test e non sono riuscito a finire nemmeno un giro a Sepang. Lui girava senza controlli e riusciva a gestire tutto con il polso, credo sia l’unico ad avere questa caratteristica. La mappa-Stoner è una cosa da disumani”. 

Qual è stato il problema tra lui e la Ducati?

“Casey è stato un vantaggio ed un limite per la Ducati. Lui vinceva ma di Stoner ce ne sono pochi, proprio come Marquez, Rossi e Dovizioso quando è in forma. Il problema è che tutti i piloti che sono passati da quel team hanno fatto fatica, lui vinceva e gli altri arrivavano 15°. Uno come Stoner non ti fa fare sviluppo, con lui vinci e in questi anni, dopo aver perso Stoner, abbiamo dovuto recuperare lo sviluppo non fatto”. 

"Bautista come Lorenzo, al contrario"

Prima di parlare della stagione di SBK, quanto sono diverse una derivata di serie ed una MotoGP?

“La differenza tra le due moto è enorme ma spiegarla è complicato perché sono tutte sensazioni. Uno come me che guida entrambe le moto e le porta al limite riesce a trovare un compromesso e cambiare moto non è un grosso problema, ma molti hanno fatto fatica rendendosi conto della differenza. La Superbike del CIV è in pratica una moto di serie con le slick mentre quella del mondiale è una via di mezzo tra la mia del CIV e una MotoGP”. 

Per il mondiale come credi che sia partita la Ducati?

“Scott nella prima gara non si è comportato male, anche se avevamo tutti in mente quello che aveva fatto Bautista nella scorsa stagione. Le moto si sono un po’ livellate e sicuramente sarà molto impegnativo per lui e Chaz. Davies ha uno stile particolare e non riesce a sfruttare il potenziale del V4, che è un compromesso tra il V2 e la MotoGP”. 

Quali sono le aspettative? C’è ancora sotto gli occhi il gran lavoro fatto da Bautista lo scorso anno. 

“La speranza è di vincere anche con Redding e Davies. Scott non conosce il campionato e alcune piste ed è quello che è successo anche a Bautista. Alvaro ha trovato subito la quadra e poi qualcosa si è rotto, anche per via della situazione contrattuale. Praticamente l’inverso di quello che è successo a Lorenzo”. 

 

 

 

 

 

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