MotoGP, Guidotti: "Riprenderei subito Iannone, Zarco mi disse no due volte"

"Quando Andrea era con noi la Ducati era difficile da guidare, ma ha sempre dato tutto. Di Marquez ricordo l'espressione gioiosa e concentrata quando indossava la tuta"

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La stagione 2020 della MotoGP aspetta ancora di vedere il proprio semaforo verde, ma i temi (sia di attualità che non) non mancano mai, specie se a sviscerarli è un team manager di grande esperienza come Francesco Guidotti. Il team manager di casa Pramac ha tenuto testa ai nostri Marco Caregnato e Matteo Aglio nel corso della nostra odierna diretta Facebook, scavando nel suo passato ed analizzando il presente.

Partiamo da quello che è stato. Come è andata la vostra pre stagione?

“E’ andata bene direi. Con Jack siamo ripartiti da dove aveva lasciato, ha ritrovato subito la fiducia. Pecco ha affrontato i test in maniera diversa rispetto all’anno scorso, quando arrivò da campione del mondo Moto2: ha affrontato i test più con i piedi per terra, concentrandosi sulla durata più che sul singolo giro. Ci sono stati tanti piloti veloci nel corso dei test, anche se nessuno ha stupito in maniera particolare rispetto agli anni passati”.

Cosa ha impedito a Bagnaia di esplodere durante il 2019?

“Gli è mancata in primis l’esperienza, ed alcuni episodi non gli hanno sorriso. Nei test è stato sorprendente, ha dimostrato subito la velocità, e questo ci ha dato fiducia anche nei momenti più duri della stagione: il confronto con un altro rookie come Quartararo certamente non ha aiutato, ma ha dimostrato in ottica futuro di avere le carte in regola per fare bene, come ad esempio nella gara del Mugello”.

Nella gara virtuale Pecco ha conquistato il suo primo podio in MotoGP. Vedremo anche Miller nel prossimo appuntamento?

“Non sono un amante dei videogiochi ma mi sono emozionato come in una gara vera, in questi tempi di astinenza tutto aiuta (ride ndr). Il premio gara? Certo che glielo daremo, virtualmente (ride ndr). Jack non credo parteciperà perché non apprezza molto il genere, ma magari riusciamo a fargli cambiare idea”.

Restiamo su Miller. Credi sia pronto per il team ufficiale?

“Ho avuto degli scontri con Jack nel 2018, soprattutto a Misano ed a Valencia, perché era lontano dalla condizione generale corretta per ambire al team ufficiale. Forse anche per questo è arrivato allo start del 2019 in condizioni migliori: certamente lo ha aiutato anche il riuscire a rientrare a casa per qualche settimana, cosa che durante la stagione ha avuto risvolti positivi, quindi credo che sia sulla strada giusta”.

Certamente la sua carriera è stata particolare. Come giudichi il suo celebre passaggio dalla Moto3 alla MotoGP?

“Credo che Jack fosse tra i pochi in grado di tentare un salto del genere, anche perché in Australia non c’è la trafila che c’è in Italia. A livello di guida ha dimostrato sin da subito di avere delle capacità, nonostante la Honda privata di quel tempo non fosse ottimale: vorrei sfidare altri 100 piloti a rifiutare un contratto di tre anni da parte di Honda a certe cifre”.

Tra presente, passato e futuro - "Preferirei prendere Iannone che dover trattare nuovamente con Zarco, nel 2008 utilizzai i miei fondi per far correre Marquez"

Immaginiamo che a fine 2020 uno dei tuoi due piloti passi nel team ufficiale. Zarco potrebbe essere un’opzione per il 2021?

“Zarco ci ha detto no due volte. La prima volta eravamo ad Indianapolis, lui stava facendo bene in Moto2 e rispose di volersi concentrare su quello. L’anno successivo era campione in carica e tornai all’attacco, ma emerse una visione molto diversa sulla nostra discussione tecnica: la mia sensazione fu quella che volesse andare a tutti i costi in un team francese, come poi fece. Nel caso servisse ne parleremo ma occorrerà valutare il contesto”.

E Iannone invece?

“Lo riprenderei subito. Andrea è una persona a cui è impossibile non volere bene se lo conosci, ed ha capacità di guida fuori dal comune. Quando arrivò da noi la moto era difficile da guidare, ma lui vendeva davvero cara la pelle: riprenderei molto più volentieri lui piuttosto che tornare a parlare con Zarco (ride ndr)”.

Restiamo sui piloti con cui hai lavorato. Chi ti ha impressionato di più negli anni?

“Biaggi e Locatelli certamente sono tra i più talentuosi, mentre tra quelli recenti direi Marquez, specie in termini di approccio alla gara. La cosa più impressionante era la sua espressione di gioia mentre si metteva la tuta: prima della gara aveva negli occhi un mix di gioia e concentrazione incredibile. A fine 2008 ricordo che KTM chiuse il progetto 250, e successivamente anche quello 125: io mi feci avanti per avere il massimo possibile in termini di materiale per non perdere un pilota su cui avevamo investito come Marc, mi feci carico delle spese e in qualche modo riuscimmo a condurre la stagione sin in fondo. La persona che più ha aiutato Marc è Emilio Alzamora, che tra l’altro ci presentò Marc e diede inizio al nostro progetto. A livello umano altri due piloti con cui ho legato tanto sono Petrucci e De Angelis”.

Torniamo al presente. Sarà certamente una stagione anomala, quanto è importante partire il prima possibile? Specie per un team privato.

“Credo che partire sia importante per tutti, dalle case ai team passando per tutti gli altri, ma ovviamente occorrerà attendere la corretta situazione sanitaria. Non so ancora quante gare faremo: verosimilmente in Italia i contagi dovrebbero calare drasticamente tra 10-15 giorni, e dunque a fine mese si potrebbe pensare di ripartire. Di seguito occorrerà capire la situazione degli altri paesi, e ci vorrà in primis tanto buon senso prima di agire. Egoisticamente vorremmo ripartire il prima possibile, ma c’è un interesse comune che va considerato prima di tutto il resto”.

Paolo Ciabatti ai nostri microfoni ha paventato l’ipotesi di utilizzare le moto 2020 anche nel 2021, e che gli stipendi dei piloti si abbasseranno notevolmente.

“Certamente il 2021 sarà legato a doppio nodo al 2020 anche dal punto di vista tecnico, vista la situazione che si porterà dietro. Ovviamente si dovranno gestire i costi in relazione alla situazione corrente, e di conseguenza anche i piloti dovranno adattarsi dal punto di vista economico e non”.

E’ possibile che il mercato venga rallentato in maniera massiccia da questa situazione?

“Tanti giornalisti si sono lamentati dell’accelerazione del mercato, e credo che per forza molte decisioni verranno posticipate a causa della situazione. Marquez, Vinales e Quartararo hanno pescato il jolly avendo rinnovato “A prezzo pieno”, mentre gli altri dovranno adattarsi”.

Dal punto di vista psicologico qualche pilota potrebbe soffrire questo stop forzato?

“E’ una condizione mai accaduta prima, e la prima difficoltà è il doversi allenarsi senza un termine temporale definito. Nello sport la capacità di gestire le situazioni nuove fa parte della formazione dell’atleta: i piloti sono abituati a gestire le situazioni a 300 all’ora in una frazione di secondo, ma tutti dovranno scavare dentro di loro per trovare energie nuove, e certamente appena torneranno in pista daranno il 110%”.


 

 

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