MotoGP, Coronavirus: Il Governo della Thailandia rinvia il GP di Buriram

AGGIORNAMENTO - Arrivata l'ufficialità anche da Dorna  e FIM. Le MotoGP potrebbero debuttare ad Austin, ma le compagnie aeree statunitensi stanno bloccando i voli da Milano

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Il Gran Premio della Thailandia, in programma il 22 marzo,  è stato posticipato a data da destinarsi. Lo avevamo anticipato ieri ed è arrivata anche la conferma dal Governo di Bangkok.

Il vice Primo Ministro e Ministro della Salute Pubblica Anutin Charnvirakul lo ha dichiarato ufficialmente: “è necessario per noi posticipare il Gran Premio della Thailandia per un periodo indeterminato, in programma a fine marzo, poiché Covid-19 è stato dichiarato una pericolosa malattia infettiva che ha avuto un impatto a livello mondiale. Questa decisione riflette la serietà del governo nell'affrontare il problema” le sue parole come riportare dal Bangkok Post.

Il Coronavirus, dopo avere portato alla cancellazione della gara della MotoGP in Qatar, ha colpito anche la Thailandia, dove ieri c’è stata la prima vittima causata da questa malattia.

Il piano è quello di spostare la gara di Buriram in ottobre, ma al momento c’è solo una data disponibile, quella dell’11 ottobre, ma così facendo si avrebbero 5 gare in altrettante settimane, almeno di anticipare Aragon a settembre. La situazione è in continua evoluzione e infatti il Ministro thailandese non ha voluto sbilanciarsi sulla possibile data in cui verrà recuperato il GP.

L’unica cosa certa, al momento, è che la MotoGP dovrebbe iniziare il campionato ad Austin, il 5 aprile ma anche la situazione negli Stati Uniti non è delle migliori. American Airlines ha sospeso tutti i voli da e per Milano dagli aeroporti di Miami e New York fino al 24 aprile, mentre Delta ha bloccato la tratta con Milano fino a inizio maggio. Sono tutte misure prese dopo che la Casa Bianca ha alzato l’allerta nei confronti delle aree italiane più colpite dal virus al livello 4, il massimo, cioè l’indicazione “non viaggiare”.

CORONAVIRUS: LE MISURE DI SICUREZZA USA METTONO A RISCHIO AUSTIN

Attualmente le misure di sicurezza prese dagli Stati Uniti sono pubblicate sul sito del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e sono le seguenti:

USA - COVID-19 (Nuovo coronavirus). Misure di contenimento. Aggiornamento: Le Autorità locali, al fine di fronteggiare la diffusione del coronavirus nel Paese, hanno dichiarato lo stato di emergenza sanitaria. Alla luce del numero di casi registrati in Italia e del progressivo innalzamento del livello di allerta da parte degli Stati Uniti in merito ai viaggi in Italia (attualmente livello di allerta 4 per le regioni maggiormente colpite, Lombardia e Veneto, e livello 3 per il resto del Paese) alcune compagnie aeree stanno riducendo o sospendendo i voli da/per l’Italia.

Si raccomanda quindi di verificare sempre con la propria compagnia aerea, prima di recarsi in aeroporto, l’effettiva operatività del volo. I passeggeri provenienti da località a rischio coronavirus, ivi inclusa l’Italia, potranno inoltre essere sottoposti a screening sanitari sia negli aeroporti di partenza che all’arrivo negli USA. Durante i controlli in partenza (controllo termico, valutazione medica, questionario con la storia di viaggio), in caso di sintomi o di casi sospetti, potrà essere negato l’imbarco. All’arrivo, per i passeggeri sintomatici sarà disposto l’isolamento, mentre per gli asintomatici che provengano da o abbiano visitato le regioni Lombardia o Veneto nei 14 giorni precedenti l’arrivo negli USA, le autorità si riservano la facoltà di imporre una quarantena domiciliare di 14 giorni.

Si raccomanda di seguire le indicazioni delle autorità di frontiera. In forza della dichiarazione di stato di emergenza, inoltre, da domenica 2 febbraio alle ore 17.00 (ora locale della costa est) a tutti i cittadini non americani che nei 14 giorni precedenti l’arrivo negli USA abbiano soggiornato in Cina, ad esclusione delle Regioni Autonome Speciali di Hong Kong e Macao, sarà precluso l'ingresso negli Stati Uniti. Per i cittadini americani, per coloro che hanno la residenza permanente negli Stati Uniti e per le rispettive famiglie, è previsto invece un trattamento differenziato, per il quale si rimanda al sito web del Department of Health (www.hhs.gov).

Inoltre, tutti i voli provenienti dalla Cina saranno indirizzati verso 7 aeroporti (JFK New York, O'Hare Chicago, San Francisco, Los Angeles, Seattle, Atlanta e Honolulu), dove i passeggeri in transito dovranno sostenere gli screening medici prima di poter continuare verso la loro destinazione finale.

A seconda dell’evolversi della situazione nelle prossime settimane si capirà se il Gran Premio delle Americhe potrà essere messo a rischio.

AGGIORNAMENTO - Dorna e FIM hanno ufficializzato con un comunicato il rinvio del Gran Premio.

"Mentre l'epidemia globale di coronavirus continua a svilupparsi, il governo thailandese ha comunicato che non sarà possibile disputare il Gran Premio di Thailandia nella sua data originaria. La FIM, l'IRTA e Dorna si rammaricano pertanto di annunciare che l'evento, che si terrà il 22 marzo a Buriram, è stato rinviato.

La FIM, l'IRTA e la Dorna stanno valutando se sia possibile una data alternativa per l'evento nel corso della stagione".

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