SBK, Lowes: “Il podio? Mi sono rivisto la gara con Melandri di un anno fa”

“Nel 2019 Marco aveva saputo interpretare l’ultima tratto della pista e riuscì a fregarmi. Questa volta invece potevo addirittura vincerla”

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C’è una Kawasaki sul podio di Phillip Island. Non è quella di Johnny Rea, ma di Alex Lowes. Avete lette bene! Un debutto da incorniciare per il pilota britannico, che alla prima gara in sella alla ZX-10RR ha saputo stupire, arrivando a soli sette millesimi dalla vittoria.

Giù quindi il cappello di fronte al numero 22, tra le rivelazioni del sabato di Phillip Island con la moto giapponese.    

Sono ovviamente felice per il risultato di questa gara – ha esordito Alex – dentro di me sapevo di avere un gran ritmo e alla fine è stato così. Come ben sappiamo Phillip Island è una pista particolare nel suo genere e di conseguenza era fondamentale essere pazienti e gestire al meglio la situazione”.

Una strategia che alla fine lo ripagato.

“A Phillip Island ci vuole davvero poco nel passare dai primi posti a quelli di fondo classifica e viceversa. Mi sentivo però fiducioso prima del via, ma soprattutto avvertivo un grande grip. Credo che abbiamo fatto un lavoro davvero importante per avere queste sensazioni”.

Durante la bagarre Alex si è poi ritrovato in bagarre con Haslam.

“Leon mi ha superato alla curva 1. Io in rettilineo sapevo di essere veloce, ma la Honda lo era di più rispetto alla mia Kawasaki.  Ho cercato quindi di trovare il varco per passarlo e ci ho provato, anche se siamo arrivati a un contatto. Con Leon ci siamo già parlati ed è tutto normale, nessun tipo di problema”.

Di sicuro la Kawasaki di Lowes ha mostrato di avere grande potenziale, in particolare sul rettilineo, dove è riuscito a gestire il pressing di Redding. Non è stato certamente facile tenere dietro la Panigale V4.

“La mia Kawasaki era davvero competitiva. Tutti noi sappiamo quale sia il potenziale della Ducati, ma credo che la differenza sia dovuta al fatto del peso di Redding. Lui pesa molto più rispetto a Bautista, di conseguenza questo aspetto potrebbe condizionarlo non  poco”.

C’è poi un retroscena legato allo scorso anno.

“Nel 2019 Melandri mi fregò qua a Phillip Island. Ricordo bene quella gara. Questa volta non mi sono voluto far fregare due volte. Ho infatti rivisto quell’ultimo giro e mi sono studiato in particolare l’ultimo settore della pista, soprattutto come interpretarla. Peccato, perché per sette millesimi potevo essere davanti, invece sono secondo. Ma va bene così”.

Non manca infine una battuta sul ritiro di Rea.

"Mi dispiace per Johnny, purtroppo non ci voleva. Io l'unica cosa che posso dire è che sono grato a lui, dato che uso tanto i suoi dati per capire e migliorare il mio stile di guida su questa moto. Da lui ho solo da imparare"

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