SBK, Ciabatti: "Kawasaki paga Rea un milione di Euro perché fa solo questo"

"Nessuno in Superbike ha quel budget. Parlammo con Jonathan anni fa. Rea è il Marquez della SBK ma per l'età e il costo è fuori mercato. Il ritorno di Honda dimostra che il primo costruttore al mondo è interessato al campionato"

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E’ presto per parlare, ovviamente, ma sembra che la Ducati a Phillip Island abbia iniziato con il piede giusto. Una cosa che non può non far piacere a Borgo Panigale dopo la delusione del 2019.

Una conferma, se mai ce ne fosse bisogno, dell’importanza di avere i piloti giusti, oltreché la moto giusta. Scott Redding è stato acquisto importante, dopo la decisione di Alvaro Bautista di passare alla Honda. Un discorso che ci porta, inevitabilmente a parlare di mercato Superbike, perché se è vero che in MotoGP si è praticamente concluso, con la Ducati ferma sul tronco, per usare un paragone usato nella boxe, è altrettanto vero che nel mondiale delle derivate di serie la Panigale V4 è sicuramente la moto più ambita.

Ciabatti: "Rea costa un milione di Euro, un budget che in Superbike è fuori mercato"

“Iniziare con il piede giusto, come ha fatto Scott Redding nelle prime prove è sempre importante, ma per il momento sul mercato siamo fermi - ci conferma Paolo Ciabatti - Ci sono state delle fake new tuttavia. Peraltro poco comprensibili vista l’età dei piloti coinvolti. Rea è il Marquez della Superbike, e nel passato ci abbiamo anche parlato, è il nostro lavoro, ma oggi l’operazione non avrebbe senso, anche pensandolo al posto di Chaz Davies per fare uno squadrone nel 2021. L’età non gioca più a sua favore e poi c’è un piccolo dettaglio: lui è contentissimo di essere un pilota Kawasaki e di guadagnare più di un milione di euro l’anno. Un budget che ha solo la Kawasaki perché fanno solo quello. E’ una cifra fuori mercato, perché in Superbike gli ingaggi dei migliori sono fra i 400 e i 500.000 Euro. Lui fa la differenza, certo, la Kawasaki vincerebbe senza di lui? Probabilmente no, ma rimane il fatto che nessuno ha quel budget”.

Ciabatti: "Una wildcard Kawasaki in MotoGP? A chi gioverebbe? Se vuoi giocare giochi con le stesse regole e per cinque anni"

Rimanendo in tema di Kawasaki: ti ha sorpreso la loro richiesta di far disputare a Rea qualche wildcard in MotoGP?

“Sinceramente sì, mi ha sorpreso. Al di là della velocità che hanno alcune Superbike su circuiti che dividono con la MotoGP, c’è la variabile gomme e quella del ritmo gara, ma a chi gioverebbe? La Dorna ha dato la risposta che mi aspettavo. Se vuoi giocare in MotoGP ci giochi con le regole di tutti, perché fare una apparizione con l’obiettivo di dimostrare chissà cosa non fa bene a nessuno. Ezpeleta è stato intelligente. Perché permettere alla Kawasaki una cosa che se andasse bene oltre le aspettative dimostrerebbe che con una moto di serie loro fanno prestazioni assimilabili ad una MotoGP? Se vuoi correre in MotoGP firmi un contratto di cinque anni con vincoli e vantaggi”.

Ciabatti: "Il ritorno di Honda in SBK significa che al primo costruttore interessa il campionato: una cosa positiva"

In questo senso, dunque, come avete preso l’ingresso, o meglio il ritorno, di Honda?

“Come sapete la Superbike ci sta veramente a cuore per tanti motivi e aver visto la Honda sviluppare una nuova, supersportiva, rientrare con una squadra ufficiale ed una struttura interna, con tanti tecnici giapponesi ci fa piacere. Significa che il campionato, al di là dei problemi che ha attraversato, interessa al più grande costruttore del mondo che ne era uscito nel 2002, chiudendo il team Castrol Honda. C’era, è vero, con ten Kate, ma quello come sappiamo era un progetto di Honda Europa”.

Al di là di questo, cosa vi aspettare dalla Honda CBR 1000 RR-R?

“E’ una moto estremamente competitiva e lo sarà inizialmente con Leon Haslam. Alvaro Bautista ci metterà un po’ di più a capirla perché sia in MotoGP che in SBK ha sempre guidato moto diverse. Il campionato comunque si presenta molto combattuto”.

Ciabatti: "La Honda in MotoGP è in difficoltà ma hanno una potenza di fuoco incredibile: saranno competitivi"

E in ‘serie A’ come andrà, invece?

“Diciamo in ‘premier League’, allora. Ho visto, dopo i test di Sepang e Losail Yamaha e Suzuki veramente in forma. Hanno fatto belle moto ed i loro piloti sono stati avvantaggiati dalla nuova costruzione delle carcasse Michelin che gli si adattano al meglio. Anche la Ducati è in forma, però. A Losail abbiamo avuto un ottimo ritmo, ci mancano solo un paio di decimi rispetto a Viñales che sembra il pilota più in palla. Honda, invece, apparentemente, è in difficoltà: se si prende una moto 2019, quella di Nakagami, e la si rivernicia di nero per farla provare a Marquez significa che qualche difficoltà c’è. E poi Marc Marquez evidentemente non è ancora in forma. La potenza di fuoco di Honda comunque è eccezionale e saranno protagonisti, come sempre. Anche in Qatar, ma non al 100%”.

 

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