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SBK, Alvaro Bautista: “Non siamo nella posizione in cui dovremmo essere"

"La CBR 1000 RR-R è una moto troppo reattiva, è difficile gestirla. Quando ho firmato per Honda mi sarei aspettato di lottare per il mondiale"

SBK: Alvaro Bautista: “Non siamo nella posizione in cui dovremmo essere"

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La Honda non gira ma forse qualcosa si sta muovendo. Alvaro Bautista ha chiuso l’ultima giornata di test di Phillip Island, gli ultimi prima dell’inizio della stagione, in 17° posizione (decimo nella combinata) a quasi un secondo e mezzo dal primo della classe, Johnny Rea, ma il suo compagno di squadra, Haslam, è terzo. Leon nella combinata dei due giorni, invece, è quinto.

“Oggi le sensazioni in moto sono state migliori di ieri, ho migliorato un pochino ma sicuramente non sono al massimo delle mie prestazioni - spiega Alvaro Bautista - Oggi ho provato delle cose nuove che hanno dei punti positivi e negativi ma ora abbiamo collezionato dati e dobbiamo provare ad analizzarli per fare dei passi avanti in vista del weekend”. 

Queste prime battute della stagione con la Honda non stanno dando i risultati sperati. Quando hai firmato il contratto non ti saresti aspettato di poter essere già a lottare per i primi posti?

"Si, e mi sarei aspettato di lottare da subito anche per il campionato, forse sto trovando più problemi di quanti me ne sarei aspettati”. 

Come ti senti sulla moto rispetto allo scorso anno? In questi stessi test, nel 2019, chiudesti al primo posto con il tempo di 1:30:303, oggi sei 17° a quasi due secondi da quel tempo (nella combinata è decimo a un secondo).

“Al mattino non mi sono sentito male in moto e i tempi sono stati accettabili. Ovviamente nulla in confronto al mio passo dello scorso anno, quindi sono ancora un po’ lontano ma sono certo che passo dopo passo miglioreremo. In tutte le sessioni facciamo dei long run, oggi nella seconda sessione ho fatto 23 giri e lavorando così capisco cose interessanti sul comportamento della moto sulla lunga distanza, soprattutto dal punto di vista elettronico. Io e Honda non siamo nella posizione in cui dovremmo essere e quindi dobbiamo migliorare molto e per farlo abbiamo a disposizione molti dati presi in queste giornate di test”.

Quali sono i principali problemi di questa moto? Era la più attesa dell’anno ma ora non sembra essere un problema per Rea & co.  

“I nostri problemi sono una combinazione di fattori tra il motore e il telaio, la moto è troppo reattiva. Ora dobbiamo provare a “calmare” la reattività di questa Honda in entrambe le aree perché così è difficile domare tutta la potenza che ha”. 

Cosa ti aspetti, a questo punto, dalla gara di questo weekend? Proverai a concentrarti sui tempi o la priorità sarà ancora lo sviluppo?

“Non ho aspettative sul risultato del primo weekend di gara, le ho sulle sensazioni e sullo sviluppo della moto. Ora mi devo focalizzare su me stesso e non sugli altri, visto che molti vanno più forte nei test che in gara, io faccio l’opposto, uso i test per sentirmi a mio agio e migliorare le sensazioni con la moto per poi spingere. In questi test non ho mai tentato la ricerca di un tempo su giro, per esempio questa mattina il mio miglior giro era un secondo dal migliore ma l’ho fatto nella simulazione gara, dopo 15 giri. Ora devo concentrarmi solo su me stesso e sulla Honda, poi, quando tutto sarà chiaro, dovrò iniziare a spingere. Le cose importanti succedono nelle gare, non nei test, ma sicuramente non sono nella stessa situazione dello scorso anno, sono molto indietro e devo migliorare la mia confidenza con la moto”.

Quindi mi sembra di capire che lo sviluppo della CBR sarà ancora la tua priorità… 

“Se nel weekend di gara arriveremo al 30% dello sviluppo della moto potrei essere contento, ora sono al 20%. Il campionato è molto lungo, dobbiamo pensare a migliorare gara dopo gara perché come ho detto la questione è quando arriveremo al livello dei migliori, non se”. 

Audio raccolto da Riccardo Gugliemetti

 

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