MotoGP in Qatar: tutta la verità sui test di Losail

Ieri si è conclusa l'ultima sessione di prove del motomondiale. Le Michelin 2020 sono una rivoluzione, i valori in campo sono cambiati e si annuncia un mondiale diverso con una Honda in crisi ed un Marquez in difficoltà

Share


In Qatar sono andati in scena i test conclusivi in vista della preparazione alla stagione 2020 in MotoGP. Tutte le squadre hanno messo in pista ogni risorsa disponibile per arrivare pronte all’appuntamento con la prima tappa di un mondiale che per la prima volta da qualche anno potrebbe davvero cambiare anatomia.

Il regolamento è rimasto abbastanza fedele a quello della scorsa stagione, per cui gli ingegneri non hanno potuto dare sfogo alla propria fantasia, tranne Gigi Dall’Igna che come al solito riesce ad emergere con soluzioni particolari e spettacolari per semplicità e praticità.

Eppure un elemento sarà secondo noi determinante per cambiare il volto del mondiale MotoGP e ci riferiamo alle gomme Michelin costruite per il 2020. Ricordiamo bene una frase pronunciata riguardo le gomme da Ross Brawn quando era a capo del progetto Ferrari in Formula 1: “Noi ingegneri studiamo per mesi interi soluzioni in galleria del vento che ci consentono di recuperare 2 decimi al giro, quando va bene. Poi arriviamo ai test e la Bridgestone porta una soluzione che da sola fa guadagnare 1,5 secondi al giro. Le gomme sono più importanti di qualsiasi altra cosa”.

Una frase che dopo quanto visto a Losail ci appare assolutamente vera. Le nuove Michelin sono infatti state in grado da sole di alterare completamente i valori in campo, e se quanto visto nei test sarà confermato in gara, lo status quo della MotoGP potrebbe subire una profonda variazione almeno nella prima fase del campionato. Alcune Case sono infatti riuscite a sfruttare perfettamente le caratteristiche di queste gomme 2020, mentre altri hanno manifestato grandi difficoltà nel tentativo di sfruttarle al meglio.

Yamaha vola con i giovani, mentre Rossi chiude con caduta e delusione

Maverick Vinales è stato imprendibile per tutti durante i test di Losail. Il pilota Yamaha è sembrato essere magicamente tornato all’incredibile stato di forma che aveva dimostrato di possedere nella prima parte della stagione 2017, al debutto in sella alla M1. Costantemente il migliore sul passo gara, a Losail ha anche messo a segno il miglior time attack di tutti i test, ripetendo quasi in fotocopia due giri rimasti ineguagliati dai rivali. 

Anche Fabio Quartararo si è confermato velocissimo ma forse la maggiore sorpresa in Yamaha è stata rappresentata da Franco Morbidelli, che pur disponendo della specifica meno evoluta della M1 tra quelle presenti in pista, è stato autore sia di un time attack da riferimento che di una serie di long run su ritmi da podio, almeno al pari di quelli di Vinales. 

VALENTINO ROSSI NON AL TOP A LOSAIL

Le Michelin edizione 2020 hanno messo le ali alla M1, che ha sempre patito carenza di grip in uscita di curva, ma questa frase appare vera solo per i più giovani piloti di Iwata. Valentino Rossi è infatti stato protagonista di un test molto strano. Veloce e costante il primo giorno, Rossi non lo è stato altrettanto nel secondo e nel terzo ha anche chiuso con il botto prima di mettere a segno il proprio time attack sulla seconda gomma morbida. Nelle sue dichiarazioni a fine test ha detto di temere di potersi trovare nella stessa situazione del 2019 per quanto riguarda le gomme. Una situazione in contrasto con quella dei propri compagni di colori in Yamaha, che sembrano tutti entusiasti del pacchetto tecnico a disposizione.

Suzuki matura e pronta allo step definitivo, ma si lavora sull'aerodinamica

Anche la GSX-RR ha giovato moltissimo dei cambiamenti apportati dalle nuove Michelin 2020, delle gomme che evidentemente riescono ad esaltare le caratteristiche delle moto spinte dai quattro cilindri in linea. Probabilmente il maggior grip disponibile con queste gomme risulta particolarmente sfruttabile da questi motori che sono più dolci nella propria erogazione rispetto ai V4, una ipotesi sottolineata anche da Piero Taramasso di Michelin in una nostra intervista esclusiva raccolta a Losail.

SUZUKI SUGLI SCUDI NEI TEST DI LOSAIL

Alex Rins e Joan Mir sono stati sempre corretti nel corso dei tre giorni ed oltre ad essere crescita dal punto di vista ciclistico, la GSX-RR sembra aver recuperato in parte il gap di cavalli nei confronti dei rivali. L’unico aspetto su cui entrambi i piloti sono stati concordi è lo sviluppo aerodinamico, che non sembra aver funzionato molto per la moto di Hamamatsu. In Suzuki potrebbero iniziare la stagione con una configurazione aerodinamica simile a quella del 2019, per poi mettere in pista uno sviluppo durante l’anno.

Ha colpito molto l’attitudine di Joan Mir, che pur essendo solo al secondo anno di MotoGP ha realmente mostrato i muscoli. Uno degli elementi che ci convince maggiormente a ritenerlo un potenziale protagonista, almeno al pari di Rins, è che durante questi test Marc Marquez ha effettuato molti giri alle spalle del giovane spagnolo. Quando Marc segue un pilota in questo modo lo sta studiando e se l’ha fatto a Losail con Mir, vuol dire che lo ritiene un potenziale avversario da studiare a fondo. 

Honda, un ultimo giorno di test da paura e delirio a Losail

Quando un Costruttore preleva dal box di un team satellite la moto dell’anno precedente, ne vernicia la carena con la bomboletta spray e poi manda per quasi tutto il giorno in pista il pilota su quella moto invece che sulla versione 2020, c’è qualcosa di grosso che non va. Sembra il copione di un film, invece è esattamente quello che è avvenuto nei box di Losail.

Marquez ha girato utilizzando la moto di Nakagami, ovvero una RCV su specifica 2019, ed è stato molto più veloce con questa moto che con l’altra. Marc ha anche confermato di aver voluto provare la moto dell’anno precedente per capire se il problema fossero le Michelin o la nuova moto, perché prima della terza ed ultima giornata lo spagnolo lamentava una costante mancanza di fiducia nella propria moto

MARQUEZ A LOSAIL SPERIMENTA SOLUZIONI DIVERSE

Cal Crutchlow è stato lento nei tre giorni, è caduto violentemente nel secondo giorno e non ha mai speso parole particolarmente carine nei confronti della nuova moto. Alex Marquez è un Rookie e sembra essere arrivato in MotoGP nella peggiore stagione possibile per la Honda. Suo fratello Marc ha affermato di aver trovato la quadra nell’ultima giornata, ed è probabile che questa quadra corrisponda ad una moto composta in parte da componenti del 2019 ed in parte da componenti studiati per il 2020. 

Marc sarà senza dubbio della partita a Losail, ma anche le parole piuttosto nervose di Alberto Puig alla vigilia della prima tappa del mondiale ci hanno confermato che Honda è probabilmente il Costruttore che peggio degli altri ha digerito il passaggio alle nuove gomme. Marquez non può che essere un candidato alla corsa al titolo, ma per il momento risulta difficile immaginarlo campione con quattro o cinque gare di anticipo. 

Ducati torna la regina in fondo al rettilineo e Dall’Igna stupisce ancora

Abbiamo già sottolineato che i problemi con le nuove Michelin li hanno avuti principalmente i Costruttori che utilizzano un propulsore V4 e Ducati fa parte di questa lista. Dovizioso ha segnalato più volte che il grip in più disponibile ha finito in qualche modo per penalizzare equilibrio della GP20, che però è cresciuta lo stesso molto grazie all'aumento dei cv del V4 bolognese. La nuova belva di Borgo Panigale è tornata ad essere oggettivamente la più veloce del lotto in fondo al rettilineo e le GP20 hanno monopolizzato la classifica delle top speed in ogni singola giornata. 

DUCATI MESSA ALLA FRUSTA DA DOVIZIOSO A LOSAIL

Ad aiutare in questa impresa è intervenuto anche il nuovo device ideato da Gigi Dall’Igna, ovvero un sistema in grado di modificare l’altezza del posteriore della moto nel corso di tutto il giro e non solo in fase di partenza. Miller è il pilota che da più tempo lo utilizza ed è il pilota costantemente padrone della velocità più alta. Il sistema inoltre limita l’impennata in uscita di curva e questo aumenta ovviamente l’accelerazione. Jack per il momento è quello che lo sfrutta meglio, ma presto arriveranno anche gli altri piloti Ducati.

Petrucci è stato molto soddisfatto della simulazione portata a termine utilizzando una gomma morbida ed anche Dovizioso è sembrato davvero felice del lavoro svolto soprattutto nell’ultima giornata di test. La GP20 è cresciuta e sembra avere ancora del margine. La configurazione aerodinamica nuova funziona ed i cavalli sono tanti e tutti sfruttabili grazie alle nuove Michelin. Il pacchetto c’è, il problema è capire quanto sono cresciuti i rivali.

KTM ha guadagnato potenza ma soffre troppo le nuove Michelin

I piloti KTM hanno offerto versioni molto discordanti fra loro sulla situazione. Pol Espargarò è l’anima del progetto e non c’è una singola dichiarazione in cui si lamenta della moto, mentre Miguel Oliveira non è sembrato particolarmente d’accordo. La realtà è che il passo in avanti mostrato a Sepang non è stato confermato a Losail, un tracciato meno favorevole alle caratteristiche del V4 austriaco. 

POL ESPARGARO' FUORI DALLA TOP TEN A LOSAIL

Espargarò affermò che questo propulsore assomiglia molto per doti di potenza al motore Ducati, ma è probabile che in KTM stiano vivendo peggio l’introduzione delle nuove Michelin. La moto austriaca è sempre stata famosa per non essere particolarmente docile e questa novità tecnica potrebbe averla incattivita ulteriormente. 

Buone notizie sul fronte piloti per KTM, perché Brad Binder è riuscito nell’ultima giornata a strappare un ottimo riferimento piazzandosi agevolmente in top ten. Un buon segno per il Rookie che all’inizio della stagione di test invernali appariva in netta difficoltà.

Aprilia può stupire, la nuova RS-GP ha tanto potenziale

Nata bene. Solo in questo modo può essere definita la nuova RS-GP, che con Aleix Espargarò ha confermato a Losail di essere un progetto davvero su un altro livello per la cAsa di Noale. Il debutto di Sepang aveva impressionato, ma erano anche emersi alcuni problemi tecnici che erano del tutto prevedibili. In Qatar qualche problemino c’è stato, ma lo spagnolo ha segnato la velocità più alta alle spalle delle Ducati in fondo al lungo rettilineo di Losail e questo è un ottimo biglietto da visita per il nuovo V4 di Noale.

In Aprilia il sogno era riuscire a realizzare una moto che unisse la guidabilità delle moto dotate di un 4 cilindri in linea con la potenza di una moto spinta da un V4. E’ troppo presto per definire centrato l’obiettivo, ma è chiaro che in questo 2020 Aprilia possa nutrire ambizioni di altro tipo rispetto al passato recente. Nella propria simulazione di gara, Aleix è stato veloce quanto Jack Miller, ed è facile immaginarlo in top ten alla prima gara del mondiale 2020, con un margine di crescita ampio a propria disposizione. 

ALEIX ESPARGARO' METTE ALLA FRUSTA LA RS-GP

Dobbiamo sottolineare che a Losail i tecnici di Noale hanno tenuto a freno la cavalleria del motore, per evitare rotture che avrebbero potuto rallentare il lavoro nei box. Quando l’affidabilità crescerà, sarà possibile ‘liberare’ tutta la potenza disponibile, consentendo alla RS-GP di fare un ulteriore step in avanti. 

La nota dolente viene da Bradley Smith, che ancora non sembra avere fatto il passaggio dalla mentalità di collaudatore a quella di pilota ufficiale. Bradley ha accusato costantemente un distacco troppo elevato nei confronti di Aleix e questo dispiace perché in passato il britannico si è saputo dimostrare molto veloce in MotoGP. Speriamo che si sblocchi presto, anche se la curiosità di vedere Iannone all’opera su questa moto è davvero tanta. 

Purtroppo il pilota di Vasto è ancora in attesa del giudizio della Wada, il cui risultato è incerto ed il cui ritardo penalizza senza dubbio, oltre a lui, anche l'intero progetto.

 

Share

Articoli che potrebbero interessarti