MotoGP, Marquez: "Ho fatto un passo in avanti tornando indietro, al 2019"

"Niente di quello che avevamo provato nei test invernali avevamo funzionato, eravamo sempre allo stesso punto. Oggi ho usato un mix tra moto 2019 e 2020 e trovato la direzione"

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Dopo i continui movimenti nel box di Marc Marquez di oggi, con passaggi di carene 2020 su moto 2019 ed una lista infinita di prove tecniche di vario tipo, in tanti erano convinti di trovarsi davanti agli occhi un pilota preoccupato nel momento dell'incontro con i giornalisti. In realtà Marc ha stemperato immediatamente la tensione, sottolineando che per quanto sia vero che il momento non è dei più semplici, lo è altrettanto che in HRC sono stati in grado di trovare la direzione da seguire. 

Anche Alberto Puig aveva dichiarato di essere piuttosto preoccupato nel pomeriggio, ma evidentemente Marquez è riuscito a mettere assieme il miglior pacchetto possibile al termine della giornata, restituendo un minimo di tranquillità agli uomini Honda. 

"Sono molto felice oggi - ha esordito un sorridente Marquez - onestamente il primo giorno ero abbastanza preoccupato per la mia condizione fisica, mentre ieri sono stato ancora più preoccupato per la condizione tecnica. Oggi abbiamo fatto un grande passo in avanti, abbiamo capito molte cose. E’ stato molto più facile segnare giri veloci ed avere un buon ritmo. Anche dal punto di vista fisico è andata meglio, perché la moto era meno impegnativa oggi. Anche Cal ha provato alcune soluzioni tra quelle che abbiamo trovato e sembrano funzionare anche meglio per lui. Abbiamo trovato la direzione e questa è la cosa più importante, perché ieri eravamo completamente persi, mentre adesso credo che siamo nella giusta direzione". 

Quali erano le tue maggiori preoccupazioni?

"Ero preoccupato per due cose. La prima è che non eravamo veloci abbastanza, mentre la seconda è che stavo perdendo ogni confidenza con la moto e non capivamo perché. Ho avuto un incidente strano in Malesia ed uno anche qui e non ci stavamo capendo molto. Oggi invece abbiamo iniziato a capire tutto. Un’altra volta abbiamo trovato la strada nell’ultimo giorno di test. Sappiamo che c’è ancora del lavoro da fare, perché gli altri hanno un ottimo passo, ma siamo messi meglio di quanto temessi". 

La soluzione è stata trovata provando la moto 2019?

"Abbiamo messo assieme un mix tra pezzi della moto 2020 e 2019, provando moltissime cose diverse. Credo che quando arriveremo qui per il weekend di gara tutte le Honda, saranno configurate nello stesso modo, perché penso che sia quello giusto. Abbiamo provato anche provato la moto 2019 con le gomme 2020 anche per capire se il problema fossero le nuove Michelin. Abbiamo anche provato un telaio diverso durante questi test, ma il punto è che tutto quello che abbiamo provato in questi test è stato un disastro o non funzionava. Mi è sembrato per tutto il tempo di girare in tondo, senza mai progredire. Adesso però abbiamo trovato il problema quindi riproveremo tante cose. Userò la prima gara anche per provare altro materiale". 

Hai preso in prestito una moto di Nakagami. 

"Non era esattamente la moto di Nakagami, ma una buona parte della moto 2019 per capirci. Eravamo messi male, ieri eravamo lontani dal passo che volevamo. All’inizio davo la colpa alla spalla ma poi ho capito che non poteva essere un problema così grande. Tutti i piloti Honda stavano soffrendo, compreso Cal che ha molta più esperienza di Alex, quindi dovevamo trovare una strada e penso che l’abbiamo trovata. Abbiamo concentrato tutto il lavoro nel mio box, in pratica c’era tutta la Honda nel mio box, e penso che questo sia servito per trovare la strada". 

Cosa hai trovato nella moto 2019 che ti è piaciuto tanto?

"Non c’è stata una cosa specifica della moto 2019 che mi è piaciuto applicare alla moto 2020. Ci sono tante cose diverse, ma l’idea era provare a capire da dove arrivava il problema. Abbiamo fatto tante uscite per scremare tutto e dopo aver messo assieme il pacchetto il passo è sceso di oltre un secondo rispetto a ieri. Abbiamo lavorato anche sull’aerodinamica, perché quella 2020 ha punti positivi ma anche negativi. Avevamo tanti problemi da affrontare, non eravamo veloci in ingresso curva, avevamo problemi di guidabilità. Dovevamo recuperare in uscita di curva quello che perdevamo in ingresso, e per questo abbiamo perso aderenza al posteriore. Avevamo davvero tanti problemi".  

Eri preoccupato davvero ieri?

"Se avessimo iniziato il mondiale oggi, correndo la gara nel pomeriggio, credo che sarei stato pronto per lottare al massimo per l’ottavo posto. Oggi non so se siamo pronti per la vittoria, perché in Qatar abbiamo sempre fatto fatica. Ma almeno mi sento pronto, ho fiducia nella moto e mi sento di nuovo sulla mia moto. Mi sono divertito oggi, mentre nei primi due giorni non mi ero divertito per niente. La moto è pronta, Marc non propio al 100%. Cercherò di lavorare ancora sulla riabilitazione come ho fatto in inverno per arrivare al meglio alla prima gara". 

Anche se non sei al 100% l'obiettivo resta il mondiale. 

"L’obiettivo è per forza quello di vincere il mondiale, non potrebbe essere altrimenti. Siamo la squadra ufficiale Honda, è il nostro obiettivo minimo. Potremmo non riuscirci, perché dipende da tanti fattori. Ma deve essere sempre quello il nostro obiettivo. Ieri abbiamo finito il programma di lavoro molto tardi e penso che tutto il team, i meccanici ed anche l'azienda in Giappone abbiano fatto un grandissimo lavoro. Ieri eravamo persi, adesso è migliorato tutto. Il passo avanti è stato grande ed oggi sorrido". 

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