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MotoGP, Marquez: Una Honda più facile? Abbiamo provato, non ci siamo riusciti

"Losail esalta i punti deboli della moto e non essendo in forma non posso superare i problemi". Alex influenzato: "sono caduto, ma da debuttante devo metterlo in conto"

MotoGP: Marquez: Una Honda più facile? Abbiamo provato, non ci siamo riusciti

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Non c’è dubbio che la Honda abbia fatto più che bene a tenersi stretto Marc Marquez firmando con lui un contratto fino al 2024. Nonostante lo spagnolo sia ben distante dalla migliore forma fisica, in Qatar ha salvato la baracca, chiudendo al 6° posto la prima giornata. Il resto dell’armata di Tokyo galleggia nelle retrovie: Nakagami è 15°, Crutchlow 19°, Alex Marquez 21°.

Sarà un matrimonio lungo, come tutti avrà degli altri e bassi ma sono veramente contento - ha commentato Marc - Ho parlato con Honda e penso che questa fosse la migliore soluzione in modo da potermi concentrare sul mio obiettivo, che è quello di lottare per il titolo ogni anno”.

 Per il cannibale di Cervera non c’è altro traguardo, anche se quest’anno sta iniziando fra qualche problema fisico.

Qui in Qatar sono partito bene ma non posso essere completamente soddisfatto - ha spiegato - La verità è che in questa pista fatico di più rispetto a Sepang, soprattutto a causa delle lunghe curve a destra che richiedono uno stile di guida diversa e mettono molto sotto stress la spalla. Comunque sono riuscito a guidare, ho cercato di non stancarmi troppo, ho fatto delle brevi uscite, e di trovare una buona base. Dobbiamo lavorare perché, come ogni anno, questo circuito esalta i nostri punti deboli. Al momento sono lontano dai migliori, ma è solo il primo giorno”.

La spalla non aiuta.

Ho una lesione a un nervo e due settimane non sono sufficienti per cambiare le cose - ha continuato Marquez - Ho cercato di allenarmi per avere più forza nel resto del corpo, ma la situazione del muscolo lesionato è la stessa. Sicuramente non inizierò il campionato al massimo, dovrò gestire la situazione e cercare di non perdere troppo punti”.

Losail non è il miglior posto per la Honda, anche se in passato Marc è sempre riuscito a metterci una pezza.

Il problema che abbiamo è simile a quello dell’anno scorso: la moto spinge in entrata di curva e stressa la gomma anteriore. Però oggi non ho sofferto di graining come era successo in passato - una consolazione - Con una moto più facile sarebbe meglio anche per il fisico, sappiamo che la Honda è molto esigente sotto questo punto di vista. Comunque lo scorso anno avevamo iniziato in un modo simile e poi, passo dopo passo, avevamo sistemato le cose. Dobbiamo lavorare”.

Sicuramente la RC213V non è diventata più docile, anche se nell’inverno gli ingegneri giapponesi hanno provato ad addomesticarla.

“Il carattere della moto è lo stesso, abbiamo cercato di cambiarlo ma non siamo riusciti a ottenere quello che volevamo - ha ammesso Marquez - Non è vero, come si dice, che questa moto è fatta per me. Negli ultimi 3 o 4 anni, io e Cal abbiamo dato gli stessi commenti, anche quelli di Lorenzo erano simili ai nostri. Fatichiamo tutti negli stessi punti. Quando sono al 100% della forma riesco a superare quei problemi, ma se non lo sono allora non è possibile. Tutti i piloti della Honda lavorano nella stessa direzione perché abbiamo tutti gli stessi problemi.

Anche suo fratello Alex sta sperimentando sulla propria pelle quando la MotoGP di Tokyo possa essere difficile da interpretare. Il penultimo tempo della giornata la dice lunga sulle sue difficoltà, anche se bisogna sottolineare che era debilitato dall’influenza..


A inizio giornata mi sentivo bene, ero veloce - ha raccontato - poi iniziato cambiare setup per capire quale strada seguire ma non è stata la giornata migliore per me. Sono caduto, ho fatto un errore, ma ora penso a domani Sono un debuttante, devo imparare e trovare il limite, qualche scivolata la metto in conto. L’importante è capire dove ho sbagliato e andare avanti.

Audio raccolto da Marco Caregnato

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