Tu sei qui

MotoGP, Battistella: "Con Ducati non ho il coltello dalla parte del manico"

Il manager di Dovizioso: “Le logiche di mercato cambiano di giorno in giorno in fase di trattativa. Con Andrea abbiamo deciso di aspettare e vedere come andranno le prime gare”

MotoGP: Battistella: "Con Ducati non ho il coltello dalla parte del manico"

Share


In tempo di mercato, perché di queste settimane la MotoGP è un vero e proprio turbinio di nuove notizie riguardanti il biennio 2021-2022 c’è chi, con ragionevole coscienza dei propri mezzi, sta prendendo il moto-mercato con una certa calma. È il caso di Simone Battistella, manager di Andrea Dovizioso che abbiamo incontrato ieri sera a Milano in occasione dell’anteprima del docu-film del Dovi prodotto con Red Bull.

Prima di parlare della proiezione, che sarà disponibile sui canali Red Bull a partire da venerdì, urge una battuta sulla vostra posizione nel mercato in ottica del prossimo biennio. A che punto siete?

“Con Andrea abbiamo deciso di aspettare per vedere l’evolversi delle varie situazioni anche in base alle performance in pista. Non abbiamo una scadenza precisa, vogliamo vedere come si sviluppano i vari progetti”. 

Durante la conferenza Dovi ha detto che se non si dovesse trovare con un progetto vincente alle sue spalle potrebbe non essere un grosso problema smettere o cambiare. Con le firme di Quartararo e Vinales se ne sono andate due grandi possibilità per Ducati e a beneficiarne sembrate essere stati voi e Petrucci. Vi sentite con il coltello dalla parte del manico?

““No, non c’è nessuna posizione di forza o di debolezza. Le situazioni cambiano quotidianamente. Quando si entra nelle fasi di negoziazione cambia tutto da un giorno all’altro e da una gara all’altra in base ai risultati”. 

Da appassionato, ma soprattutto da grande conoscitore delle logiche aziendali e sportive delle Case come valuti le mosse di Yamaha?

“Hanno anticipato tutti e hanno fatto bene a farlo. La stagione scorsa le cose hanno iniziato a funzionare e hanno dato una continuità che è una cosa fondamentale ed importantissima. Hanno due piloti veloci e che possono vincere, hanno fatto benissimo a tenersi stretti Fabio e Maverick”. 

Anche la mossa Lorenzo può aver lasciato un jolly in mano alla casa di Iwata. Come ti è sembrata?

“E’ stata una mossa molto difficile da leggere. La stagione era finita con il suo ritiro, poi c’è stato un ritorno di fiamma, chiaramente da tester non ha le pressioni di un pilota che corre il mondiale ma con il suo talento potrà dare molto in termini di sviluppo”

Torniamo al docu-film di Dovizioso: “Undaunted”, diretto da Paolo Novelli e prodotto da Red Bull com’è nata l’idea di incollare una telecamera addosso ad un pilota riservato come Andrea?

 “L’idea è di Paolo Novelli che è venuto a parlarmi, a me l’idea è piaciuta ma essendo un’invasione della privacy del pilota ero molto dubbioso perché Andrea è uno molto riservato. A lui l’idea ha entusiasmato soprattutto perché gli ha permesso di far vedere la sua vita, quali sono le sue difficoltà, andando un po’ più in profondità rispetto a quanto si vede in TV. Paolo Novelli è stato bravissimo ad entrare nella sua vita e nella squadra Ducati rispettando gli spazi. È stata una presenza amichevole, rispettoso degli spazi e dei tempi che un weekend di MotoGP impone. Ci sono stati molti momenti intensi lo scorso anno, Paolo registrava e nessuno si è fermato dal dire qualcosa di reale”. 

 

Share

Articoli che potrebbero interessarti