Valentino Rossi compie 41 anni, inizia il lungo addio alla MotoGP

Oggi è il compleanno del Dottore che guarda ancora la vita correre a tutta velocità da dietro al cupolino della sua Yamaha, ma dovrà decidere per quanto tempo

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Quarantuno anni, vissuti pericolosamente e sicuramente velocemente. Quarantuno anni in cui ha corso 402 Gran Premi, ne ha vinti 115, è salito sul podio 234 volte. Quarantuno anni e 9 titoli mondiali, innumerevoli sorpassi, staccate, adrenalina. Con questi numeri non bisogna aggiungere altro, a spegnere le 41 candeline sulla torta è Valentino Rossi, il Peter Pan della MotoGP che gioca ancora in giro per il mondo in equilibrio su due ruote.

Valentino anche camaleonte del motociclismo, costretto a cambiare negli anni per rimanere comunque uguale a se stesso. Il Doc, che si è trasformato da adolescente a uomo aggrappato a due semimanubri guardando il mondo che sfrecciava veloce attraverso il plexiglass del cupolino.

Il Rossi dai lunghi capelli biondi, irriverente e vincente. Il ragazzo che stava costruendo la sua leggenda, colorando di giallo il mondo. L’uomo che ha dovuto anche affrontare il gusto amaro della sconfitta, di vedersi superare da piloti più giovani e più veloci, ma senza mai arrendersi.

Dov’è Valentino a 41 anni? Sulla sua Yamaha, dove se no. Solo pochi giorni fa si è fatto anche un regalo di compleanno, facendo segnare il suo record personale a Sepang. “Alla fine giro qui da quando hanno aperto il circuito” scherzava sulla sua anzianità, non esclusivamente agonistica.

Rossi sulla sua Yamaha ci sta ancora bene. È come la propria poltrona di casa, che anno dopo anno si è adattata al tuo corpo, solamente che non riesce a superare agevolmente i 300 all’ora come la controparte a due ruote.

Il Dottore è davanti alla sua poltrona, pardon alla sua moto, e a 41 anni sta cercando di capire se non sia venuto il momento di dirgli addio. Perché questo potrebbe essere il suo ultimo compleanno che inaugura anche una stagione.

L’ha detto chiaro, “datemi tempo perché io me lo do”, fategli capire se alla voglia di correre si uniranno anche i risultati in pista. Se il vecchietto potrà dare ancora filo da torcere ai ragazzini cresciuti col suo mito in testa e i poster in camera, se potrà dimostrare che quel 41 alla fine è solo un numero come tanti, buono solo da piazzare su una torta.

Valentino, probabilmente, è il primo a sapere che il 10° titolo è orami solo un sogno, l’ultimo in fondo a un cassetto che ha svuotato anno dopo anno. Venticinque per la precisione, ingannando il tramonto e cercando sempre il sole a illuminare il viso.

Venticinque anni, le sue nozze d’argento con il motomondiale e il momento di rinnovare le sue promesse: divertirsi e andare veloce. Come ha sempre fatto, come vuole ancora fare, nascondendo la carta di identità nella tuta e qualche ruga dietro la visiera scura.

Il ballo inizierà fra poco, con la consapevolezza che potrebbe essere l’ultimo. Oppure la musica sarà  così inebriante da non potersi staccare e si potrà allungare ancora la serata, senza spegnare le luci.

L’orchestra è pronta, Valentino anche. Buon compleanno, Dottore.

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