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MotoGP, Gresini: "La nuova Aprilia ha fatto piangere Espargarò... dalla gioia"

Fausto alla presentazione dei programmi 2020: "Bella partenza in MotoGP. In Moto2 raddoppio e credo in Bulega, in MotoE difendiamo il titolo con Ferrari"

MotoGP: Gresini: "La nuova Aprilia ha fatto piangere Espargarò... dalla gioia"

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Chiamarlo team sembra quasi riduttivo, perché la Gresini Racing è una vera corazzata delle due ruote. Partendo dalla MotoGP per arrivare al CIV, passando per Moto3, Moto2 e MotoE, non c’è classe dove non sia presente la squadra fondata da Fausto Gresini.

Tanti impegni ma anche soddisfazioni che l’ex pilota vuole ripetere anche nel 2020. In Moto3 cercherà di puntare nuovamente al titolo, in MotoE difenderà quello conquistato lo scorso anno da Ferrati, in Moto2 schiererà due moto, con Bulega come punta. C’è da perdere il conto.

Fausto, da dove iniziamo? Dalla MotoGP con Aprilia?

Dopo avere provato la nuova moto Aleix Espargarò si è fermato ai box con le lacrime agli occhi… non per la disperazione ma per il piacere di avere trovato quello che aveva desiderato”.

Un debutto incoraggiante quello di Sepang.

Sicuramente la moto è nata bene perché appena scesa in pista è andata meglio della 2019 ed è sicuramente un bel segno. Indubbiamente c’è ancora tanto lavoro da fare, essendo un progetto giovane, ma la partenza è stata buona e spero di avere delle buone opportunità di risultato anche in questa categoria. Naturalmente tutti desideriamo vedere l’Aprilia sul podio”.

Non è l’unica categoria dove punti in altro. In Moto2 riparti da Bulega.

Ho trovato un ragazzo motivato e con una gran voglia di metterci la faccia, inoltre ha già un anno di esperienza in Moto2. Credo che stare nell’Academy gli abbia fatto bene ma probabilmente è finita una fase della sua vita e aveva bisogno di un cambiamento. Sono contento che ci abbia scelto perché mi aspetto di fare bene con lui”.

Lo hai già visto cambiare in questi mesi?

“Aveva bisogno di un cambiamento e c’è sempre una fase intermedia in cui le cose le devi prima fare e digerire per poi sentirti libero. Credo che inizi ora la nuova fase per lui.

In un team che raddoppia, quest’anno schiererai due piloti anche in Moto2.

Non è stata una cosa scontata e semplice, ma ci siamo riusciti. Anche l’arrivo di Edgar Pons è importante, è giovane e anche lui ha vinto il CEV. Nei test è andato bene, sono contento di avere una squadra giovane e con tanta voglia, così si costruiscono i risultati”.

Come quelli ottenuti in MotoE con Ferrari.

Siamo campioni e abbiamo il campione, dobbiamo semplicemente difenderci. Mi piace portare avanti questo progetto con Matteo e stiamo valutando la possibilità di fare con lui dei test e magari anche qualche wild card in Moto2.  Mi piace anche dare una possibilità a Zaccone per mettersi in mostra, penso sia uno degli obiettivi di questa categoria”.

In Moto3 hai continuato a credere in Rodrigo, perché?

La scelta di Gabri è stata fortemente voluta perché credo che sia stato sfortunatissimo la scorsa stagione e i risultati non hanno minimamente rispecchiato il suo potenziale. Gli ho chiesto io di rinnovare con noi, era sorpreso, ma penso che abbia le qualità per lottare con i migliori della categoria”.

Dividerà il box con il debuttante Alcoba.

È stato un approdo naturale perché cercavamo un giovane e lui è il campione in carica del CEV. Ovviamente gli servirà una fase di adattamento perché ha cambiato squadra e moto, passando da KTM a Honda. Sono tutti elementi che non aiutano all’inizio ma sono sicuro che in breve tempo potrà essere della partita”.

Intervista raccolta da Gianmaria Rosati

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