Moto2, Bulega: "Più pesante sulla bilancia ma più leggero nell'animo"

Nicolò ha lasciato la VR46 per il team Gresini: "sarà un anno di rivoluzione per me, cambiare aria a volte fa bene e sento di avere ritrovato me stesso"

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Nuovi colori e nuova vita per Nicolò Bulega, che ha iniziato la sua nuova vita lontano dalla VR46 a cui, nel bene e nel male, era stata legata fino a ora la sua carriera. A poco più di vent’anni, può già vantare una lunga militanza nel motomondiale, con 3 stagioni in Moto3 e una in Moto2, ma dopo un buon esordio le difficoltà sono state maggiori delle soddisfazioni.

Nicolò ha così deciso di lasciare la scuola di Valentino Rossi per trovare da solo la sua strada, che l’ha condotto fino a Fausto Gresini e al suo team. Anche quest’anno correrà in Moto2, al fianco di Edgar Pons, con la voglia di dare una svolta.

Non lo chiamerei il mio anno zero, anzi non vorrei definirlo in anticipo - sorride Bulega pensando a questo nuovo inizio - Sono contento di avere cambiato aria, perché quando sei in un ambiente o in una squadra in cui non riesci a esprimerti al meglio, a non ottenere quello che vorresti, è difficile andare avanti pur mettendoci impegno”.

È esattamente quello che gli è accaduto e ha capito che per iniziare un nuovo capitolo avrebbe dovuto prima chiudere il precedente.

Cambiare è una cosa normale, nel lavoro come nello sport, e può fare bene - assicura - Sono convinto e contento della mia scelta. Non so se sia un anno zero, ma sicuramente sarà l’anno di una grossa rivoluzione per me”.

Come tutte le cose, ci sono i pro e i contro. La VR46 è una struttura perfettamente organizzata, fare da soli è più complicato.

Il cambiamento più grande riguarda l’allenamento, perché prima frequentavo ogni giorno i ragazzi dell’Academy, andavamo in palestra insieme, poi al Ranch al sabato e la domenica ci inventavamo sempre qualcosa da fare - ricorda Nicolò - Però adesso sento di avere ritrovato me stesso e sono contento, sto lavorando bene e sono concentrato su quello che devo da fare”.

Un po’ di pressione se ne è andata e Bulega sembra più leggero.

In verità sono più pesante perché ho preso un chilo - scherza - ma è vero, mi sento anche più leggero. Nel team Gresini sono sereno, nel box si scherza molto ma poi c’è serietà quando serve”.

Dopo un anno di apprendistato nella classe intermedia, Nicolò quest’anno dovrà dimostrare di che pasta sia fatto.

La Moto2 penso sia una categoria difficilissima, il primo anno ci sono tante cose da capire - spiega - Per esempio come gestire la potenza, anche il metodo di lavoro che è diverso da quello della Moto3 ma, soprattutto, le gomme fanno una grande differenza, perché cambiano l’approccio alle gare. È una classe che mi piace e se si riesce ad andare forte in Moto2 ci sono buone probabilità di farlo anche in MotoGP”.

Prima della classe regina, però, c’è da pensare al presente in Moto2. E all’inizio anno si fissa qualche traguardo.

Io non mi sono prefissato degli obiettivi, cercherò solo di dare il massimo e divertirmi” dice Bulega.

Intervista raccolta da Gianmaria Rosati

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