Moto2, Manzi: "Guidare la MV Agusta mi mette pressione ma ne sono orgoglioso"

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Grande festa a Milano in un locale del centro per la presentazione della nuova squadra e della moto MV Agusta 2020. A togliere il velo alla moto sono stati Manzi e Corsi, piloti per il 2020 che dovranno rendere significativo questo campionato di Moto2 visto che ricorre il 75° anniversario dalla nascita di MV. 
Ai margini dell’unveling della nuova livrea abbiamo parlato con Stefano Manzi, grande protagonista dell’ascesa del team nella scorsa stagione culminata con il podio sfiorato a Valencia.

“E' stata una bella presentazione. Fa un po’ di impressione e mi mette della pressione addosso perché non abbiamo ancora girato sulla moto nuova, saremo in sella da lunedì a Jerez e lì faremo un lavoro back to back con la 2019 e la 2020 per vedere di incrociare le prove. Mi aspetto abbastanza”. 

Lo scorso anno è stata la stagione del rientro di MV nel motomondiale. Guidare una moto con quel nome fa specie?

“Portare un nome del genere in pista è stata una grande emozione, un orgoglio ma anche un peso nel momento in cui sono mancati i risultati. Poi ne siamo usciti bene nella seconda parte di stagione sviluppando la moto al meglio e piazzando la zampata nell’ultimo quarto dell’anno”.

I tecnici MV ci hanno detto di molti cambiamenti soprattutto aerodinamici sulla nuova moto. Prima di averla provata riesci a porti un obiettivo?

“Un obiettivo potrebbe essere migliorare quanto fatto lo scorso anno. Questo viene prima del confronto con gli altri, dovrò guardare i miei dati visto che partirò con una moto più competitiva”. 

In questo 2020 al tuo fianco ci sarà Simone Corsi, come potrà aiutarti la sua esperienza?

“Lui mi sta molto simpatico fuori dalla pista, ed è un valore aggiunto. Anche lo scorso anno con Aegerter eravamo partiti bene ma poi ho dovuto prendere io le redini dello sviluppo e la squadra mi ha seguito portando tutto dalla mia direzione. Vedremo se riusciremo a fare qualcosa insieme ma delle volte i team decidono di separare i due piloti, vedremo”. 

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