MotoGP, Crutchlow: “Essere secondi ai test significa poco, guardate Bagnaia”

“Lo scorso anno Pecco è stato veloce a Sepang, ma poi ha faticato a rimanere nei primi otto. La Honda? Appena atterro dovranno tirarmi giù dall'aereo"

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È stato il primo degli inseguitori di Fabio Quartararo nell’ultima giornata di test. Stiamo parlando di Cal Crutchlow, che in sella alla sua Honda ha accusato soli 82 millesimi dal francese. Una prestazione che sembra far sorridere il pilota britannico, anche se lui preferisce tenere i piedi ben ancorati a terra.

Già, perché sarà anche vero che la Honda è cresciuta, ma allo stesso tempo ci sono ancora alcuni interrogativi che restano e meritano una risposta il prima possibile.

“Qua a Sepang abbiamo svolto un gran lavoro insieme a tutto il team – ha esordito il portacolori LCR – avevamo un programma molto importante da portare avanti e alla fine siamo riusciti fare uno sforzo non da poco con i ragazzi. Come al solito le condizioni della pista non sono semplici qua a Sepang, dato che fa molto caldo e il meteo è particolare”.

L’attenzione di Cal si sposta poi sul secondo crono di domenica.

“Fare il tempo e arrivare sul podio sono due cose ben diverse – ha sottolineato – sono dell’idea che alcuni piloti che oggi erano vicini ai primi tre posti, difficilmente riusciranno a confermarsi durante la stagione. Lo scorso anno Bagnaia è stato velocissimo nei test, poi ha faticato a rimanere nei primi otto”.

Crutchlow non utilizza quindi troppi giri di parole.

“Il tempo sul giro secco qua a Sepang è importante, ma non significa più di tanto, perché soltanto quando saremo in Qatar avremo un quadro della situazione più chiaro. In Malesia le condizioni sono diverse, mentre Losail è un tracciato molto più completo con tratti lenti e allo stesso tempo veloce, senza dimenticarsi la presenza di numerose curve. Dentro di me so come si fa a lottare per le posizioni che contano, ma con questa Honda è più complicato”.

Cal entra poi nel dettaglio.

“Uno degli aspetti da valutare sono senza dubbio le gomme, dato che dovremo lavorare sul bilanciamento della moto. C’è poi il motore e il telaio. Personalmente la Honda la sento molto competitiva in accelerazione e rettilineo, ma il problema rimane l’inserimento in curva. Sotto questo punto di vista le sensazioni sono peggiori in confronto al 2019. Dovremo quindi concentrarci per trovare il prima possibile una soluzione per quanto riguarda l’anteriore, focalizzandoci sull’elettronica”.

A quanto pare la Honda non sembra far pienamente sorridere Cal.

“Come ben sappiamo in Honda è il pilota che fa la differenza, così è stato e sempre lo sarà, e forse questo dà maggiore soddisfazione quando arriva un risultato. Io personalmente voglio rimanere fiducioso, consapevole che posso ancora essere veloce con questa moto. I test di Sepang sono stati duri, probabilmente faticherò a scendere dall’aereo appena atterro ma dentro di me so che possiamo crescere e migliorare. Come ho detto ho ancora la velocità per lottare ed essere forte”.  

Audio raccolto da Matteo Aglio

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